Bambino felice in piscina

Foto indimenticabili di bambini che nuotano

Nei primi mesi e anni di vita, i bambini cambiano continuamente. Sia che si tratti del primo sorriso o dei primi passi, ogni istante merita uno scatto. Tuttavia, spesso i movimenti dei bimbi nei primi mesi di vita sono macchinosi e poco fluidi.

I bambini in acqua mostrano atteggiamenti completamente diversi: muovono le braccine, schizzano l’acqua, agitano i piedini liberamente e scoprono inaspettate possibilità di movimento. Con un photo shooting in acqua è possibile catturare questi momenti spensierati, tuttavia non è semplice utilizzare un normale smartphone o la convenzionale fotocamera digitale.

Inoltre, il nuoto migliora diverse capacità del bambino. Attraverso il movimento in acqua, il bimbo fa lavorare l’intera muscolatura e, soprattutto, quella della schiena. Tale rafforzamento muscolare può prevenire squilibri posturali futuri. Parimenti, sono influenzati positivamente sia il senso dell’equilibrio, che influisce sulla corsa e sulla coordinazione, sia la concentrazione.

Il nuoto non è raccomandato per i bambini che presentino allergie, poiché potrebbero soffrire di asma o febbre da fieno in seguito al contatto con il cloro delle piscine. Di conseguenza, è bene avere completa coscienza dello stato di salute dei propri figli.

In questo articolo, ti forniamo informazioni utili su come gestire un servizio fotografico in acqua con il tuo bambino.

Come comportarsi con i bambini in acqua

La cosa più importante quando si ha a che fare con un bambino in acqua è la sicurezza del piccolo. Pertanto, non dovresti mai realizzare simili scatti in solitudine. È particolarmente importante che ci sia sempre qualcuno vicino al bambino, pronto a reagire se necessario. Nella migliore delle ipotesi questa persona dovrebbe essere l’istruttore di nuoto del bimbo.

I bambini possono nuotare a partire dal secondo mese di vita, ma gli esperti raccomandano di iniziare non prima del quarto mese, poiché è in questo stadio della vita che i bimbi iniziano ad essere più resistenti al freddo e riescono a tenere la testa fuori dall’acqua con maggiore facilità. Una componente fondamentale del nuoto è sviluppare dimestichezza con l’immersione. Nuotare e immergersi non sono attività semplici per ogni bimbo, pertanto non pianificate un servizio fotografico in acqua finché non siete sicuri che i vostri bambini siano abituati a questo elemento e vivano il nuoto come un’esperienza piacevole. In alcuni casi, il bimbo è curioso e decide di immergere la testolina sott’acqua di sua spontanea volontà.

Il bambino dovrebbe sempre sentirsi al sicuro in acqua. Questa sensazione può essere agevolata se il padre o la madre effettuano delle immersioni assieme ai figli. Inoltre, un viso familiare è sempre in grado di suscitare un sorriso nel bambino. Anche un giocattolo amato può mettere di buon umore.

Solo una piscina coperta può soddisfare le condizioni per il nuoto dei bambini, come ad esempio una temperatura dell’acqua tra i 31 e i 33 gradi e un basso contenuto batterico. Inoltre il bambino non dovrebbe rimanere in acqua per più di 20 o 30 minuti. Se le unghie sono pallide, le labbra blu e il bambino mostra segni di irrequietezza o tende a rannicchiarsi in cerca di calore, è importante terminare immediatamente la sessione di nuoto e il servizio fotografico.

Baby mit offenen Augen unter Wasser

Condizioni ideali per fotografare un bambino in acqua

Un photo shooting con un bambino in acqua si svolge di solito in piscine coperte. Tali ambienti offrono alcuni vantaggi in senso fotografico.

Da un lato, gli scatti vengono realizzati appena sotto o appena al di sopra della superficie dell’acqua, il che permette di conservare lo spettro cromatico della luce intatto. Questo può essere ulteriormente mantenuto attraverso l’utilizzo di accessori aggiuntivi, come ad esempio un filtro rosso. La situazione è diversa quando ci cimentiamo nella fotografia subacquea in acque più profonde: i rossi nella luce diminuiscono notevolmente già a una profondità di 5 metri. D’altra parte restano però le cosiddette particelle sospese, che lasciano puntini indesiderati nell’immagine, specialmente quando si usa un flash. Inoltre, nelle piscine non ci sono grosse onde, il che aiuta a realizzare scatti senza problemi.

L’attrezzatura giusta per gli scatti in acqua

Per realizzare scatti in acqua è necessaria un’attrezzatura adeguata. Una fotocamera digitale convenzionale non è resistente alle immersioni sott’acqua.

A tale scopo, esistono fotocamere subacquee o speciali alloggiamenti subacquei per fotocamere di sistema e reflex. Inoltre, ci sono flash e luci continue speciali. Per effettuare scatti una tantum, tuttavia, l’acquisto di tali attrezzature fotografiche è troppo dispendioso. Anche gli speciali alloggiamenti subacquei possono presentare prezzi di tre o quattro cifre.   

Alcune fotocamere, pensate appositamente per i bambini, dispongono di una custodia che protegge dall’acqua, quindi sono facili da usare. Nella serie Coolpix di Nikon, per esempio, sono disponibili fotocamere acquistabili ai più bassi prezzi a tre cifre, che possono anche essere utilizzate come ottime fotocamere entry-level per bambini da tre a quattro anni.

Esistono anche alternative economiche come fotocamere subacquee usa e getta. Le fotocamere usa e getta sono dotate di una pellicola che consente un massimo di 28 scatti e sono adatte a profondità comprese tra i 10 e i 15 metri. Poiché queste fotocamere usa e getta sono disponibili solo in formato analogico, non è possibile visualizzare un’anteprima delle foto scattate. Di conseguenza, dovrai aver fiducia di aver realizzato almeno un buono scatto sui 28 disponibili. Spesso, tuttavia, le foto non sono qualitativamente paragonabili alle moderne fotografie scattate con lo smartphone.

Un’altra alternativa, di solito migliore, sono le custodie subacquee o le borse impermeabili per smartphone. In termini di idoneità rispetto alla profondità dell’acqua, esistono grandi differenze tra un prodotto e l’altro, da due metri fino a 40. La variante subacquea disponibile per lo smartphone offre il vantaggio di poter utilizzare tutte le funzioni senza problemi e di poter vedere le immagini scattate direttamente sul display del dispositivo. Inoltre, il numero di scatti è illimitato e la qualità è solitamente migliore rispetto a quella delle fotocamere usa e getta.

Eine andere Perspektive: Mutter und Kind sind mit den Beinen unter Wasser und mit dem Oberkörper über Wasser

Le giuste impostazioni sott’acqua

Per scatti perfetti, una buona illuminazione della piscina rappresenta un must, soprattutto se non si dispone di attrezzature professionali come un flash o una luce continua per l’uso subacqueo.

Quando si utilizza uno smartphone, si hanno solo alcune impostazioni a disposizione.

Se al contrario si utilizzano attrezzature professionali, è necessario settare le seguenti impostazioni. Il valore ISO dovrebbe essere il più basso possibile. Pertanto, si consiglia di impostarlo tra 50 e 100. Inoltre, è utile un tempo di posa minimo di 1/125 s, poiché il bambino è un soggetto sovente in movimento. Per i soggetti immobili è sufficiente una velocità di otturatore di 1/40 s. L’uso della funzione di scatto continuo è utile anche per i soggetti in movimento e permette di scegliere gli scatti migliori alla fine del photo shooting.

In conclusione

Durante un servizio fotografico in acqua, la salute, la sicurezza e il benessere del bambino dovrebbero venire prima di ogni altra cosa. Se si hanno dubbi sullo stato di salute del proprio figlio, è sempre bene consultare un medico o l’ostetrica di famiglia. Trascorrere del tempo in acqua col bambino non ha a che vedere con le sue capacità di nuoto o immersione: si tratta soprattutto di permettere al bambino di esplorare le sue nuove abilità, trascorrendo del tempo di qualità con i genitori.

Fotoritratto con luce nera - Giochi di luce

Colorato, più colorato, fotografia con luce nera

Le particolarità della fotografia digitale con luce nera

Nella fotografia con luce nera il fotografo può determinare ciò che viene mostrato e no. La messa a punto della fotografia viene aiutata con l’uso di sostanze con effetti fluorescenti che vengono poi esaltati dalla luce nera.

L’ampio spettro di sostanze utilizzabili permette delle presentazioni molto artistiche, estremamente spettacolari e cariche di colore decisamente fuori dal comune.

Condizioni di base per la fotografia con la luce nera

A causa delle condizioni luminose scure causate dalla strumentazione a luce nera, dovrete utilizzare una macchina fotografica in grado di scattare immagini nitide anche con valori ISO molto alti. In questo modo potrete realizzare fotografie di alta qualità e di ridurre il disturbo classico delle immagini scattate in ambienti scuri.

In generale dovreste usare un obiettivo molto luminoso che permetta di rapporti focali molto bassi. Ciò permette di avere un diaframma più ampio, una quantità più alta di luce in ingresso e infine anche minori tempi di esposizione.

Come dice il nome stesso, un elemento importante della fotografia a luce nera è la luce nera in sé. In base allo scopo della fotografia, come fonte di luce potete utilizzare dei tradizionali tubi a luce nera o anche degli speciali riflettori da palcoscenico a luce nera. Per un’illuminazione puntiforme potete invece usare delle economiche torce tascabili a luce nera.

 

Modella fotografata con luce nera davanti ad uno sfondo nero

In questa immagine potete vedere l’effetto fluorescente dei colori utilizzati sul soggetto. Affinché i colori appaiano ancora più forti in primo piano, sia lo sfondo che la modella sono immortalati in modo neutrale nel nero.

Per ottenere fotografie belle e ricche di colori con la luce nera, sono ovviamente necessarie delle sostanze fluorescenti. Una buona fonte di ispirazione per le varie possibilità di combinazione può essere fornita da speciali negozi online di accessori per la luce nera e dai lavori di altri fotografi. L’offerta in questo campo è molto ricca e spazia da trucchi per luce nera fino a bolle di sapone fluorescenti.

Il posto giusto la scattare fotografie con luce nera

Le fotografie dovrebbero venire realizzate in un ambiente controllato: elementi di disturbo come la luce in ingresso potrebbero infatti influire negativamente sul risultato finale e devono dunque essere ridotte al minimo. In generale si consiglia di posizionarsi in un luogo chiuso di sera o di notte, in quanto si possono così ridurre al minimo gli elementi di disturbo. Durante l’intera durata della vostra sessione di shooting fotografico, è necessario oscurare finestre e porte. VI consigliamo di utilizzare per le vostre fotografie uno sfondo neutrale nero.

Detto questo, è però anche possibile realizzare fotografie notturne all’aperto con ottimi risultati. Per ridurre l’effetto di luci di disturbo (come lanterne o luce lunare), è bene effettuare le fotografie in zone isolate e riparate dalla luce. In base alla vostra mobilità e autonomia di alimentazione si consiglia di utilizzare torce tascabili per lo shooting all’aria aperta.

Proteggere gli occhi durante la fotografia con luce nera

Per proteggere la salute dei propri occhi, il fotografo ed i suoi aiutanti devono evitare di guardare direttamente fonti di luce nera. Dal momento che lunghe sessioni di shooting in ambienti scuri possono risultare stancanti, dovreste evitare di guardare troppo a lungo nel mirino della vostra macchina fotografica. È consigliabile invece l’utilizzo della funzione “Live View” della fotocamera per poter vedere su uno schermo più grande la composizione dell’immagine.

Verwendung der Live View Funktion bei einer Spiegelreflexkamera.

Fotografia con fotocamera in modalità manuale – completo controllo su ISO, rapporto focale e tempo di esposizione

Per realizzare le fotografie con luce nera è necessario selezionare la modalità manuale della vostra fotocamera, in quanto solo in questo modo possono venire adeguatamente impostati il valore ISO, l’apertura del diaframma e il tempo di esposizione.

Il valore ISO deve essere valutato in base alla luminosità delle luci nere utilizzata e dell’intensità delle sostanze fluorescenti. Se usate molte sostanze luminose e luci nere, potete selezionare un valore ISO inferiore. Nel caso si utilizzino invece meno fonti luminose, non sarà necessario scegliere valori ISO più alti (fino all’ordine delle 4 cifre). Il livello massimo per evitare spiacevoli effetti di disturbo nell’immagine viene anche definito dal modello di fotocamera. Provate con delle foto di prova per trovare i giusti valori ISO.

Il valore di rapporto focale deve essere scelto in base al singolo soggetto e ai livelli di definizione. Se volete fotografare semplicemente un solo soggetto e farlo risaltare sullo sfondo, scegliete un valore di rapporto focale basso. Se invece volete immortalare due o più soggetti in modo definito, dovrete sperimentare con dei valori più alti. Dal momento che l’apertura del diaframma influenza anche la quantità di luce in ingresso, bisogna anche tenere presente quali sono le condizioni luminose esterne.

Il tempo di esposizione deve essere scelto in modo che il soggetto della foto risulti sempre a fuoco e riconoscibile. Il tempo di esposizione richiesto varia in base al fatto che si tratti di un soggetto dinamico o statico. Per evitare di avere fotografie mosse, dovrete selezionare dei tempi di esposizione brevi (a partire da 1/50 secondi) in caso di soggetti dinamici. Nel caso di soggetti statici, invece, è bene utilizzare un treppiedi e scegliere tempi di esposizione più lunghi (ad esempio, 1/5 secondi) per ottenere risultati definiti e preferire impostazioni come un rapporto focale più alto o un valore ISO più basso.

Per una migliore resa dei colori è inoltre consigliabile sottoesporre volutamente l’immagine: la sottoesposizione fa infatti in modo che i colori fluorescenti risultino più forti e spicchino in primo piano.

Dati in formato RAW – La base per la rielaborazione dell’immagine

Se possibile, vi consigliamo di salvare le immagini in formato RAW. In questo modo le immagini occupano più spazio sulla vostra scheda di memoria SD, ma conterranno anche molte più informazioni. I dati RAW possono essere rielaborati in modo molto più profondo di immagini in formato JPEG.

Per poter rielaborare i colori luminosi e renderli ancora più di impatto, si consiglia l’utilizzo di speciali programmi di rielaborazione di immagini come Adobe Lightroom. In questo modo potrete lavorare in seguito sulla colorazione dell’immagine, modificandone la tonalità e la saturazione. Vale la pena sperimentare con questi programmi, che permettono spesso di ottenere dei risultati alternativi estremamente interessanti.

Fotografare gli insetti - Foto macro di un'ape

Scattare foto di insetti – Macrofotografia in natura

Oltre ai fiori, le piante e gli oggetti molto dettagliati, gli insetti sono uno dei soggetti più popolari nella macrofotografia, anche se non uno dei più semplici. Ecco 7 suggerimenti utili che ti aiuteranno a scattare splendide foto di insetti.

Suggerimento 1: al momento giusto nel posto giusto

Osservando gli insetti durante il giorno, ci si accorge immediatamente che si tratta di creature molto irrequiete. Che si tratti di mosche, api, bombi o vespe, gli insetti non fanno altro che volare incessantemente da un posto all’altro. A causa di questo movimento costante, è dunque molto difficile riuscire a catturare lo scatto perfetto.

La soluzione a questo problema è l’alba: prima che il sole sorga, la maggior parte degli insetti è ancora immobile e ricoperta di rugiada. In questa fase di riposo gli insetti rimangono per lo più immobili, agevolando così il fotografo.

Suggerimento 2: discrezione e pazienza

Nella macrofotografia di insetti è molto importante mantenere un tocco delicato. Sia durante l’alba, quando sono a riposo, sia durante il giorno, gli insetti sono molto sensibili ai movimenti e ai suoni. Pertanto, non è consigliabile seguire l’insetto rapidamente e sconsideratamente con la fotocamera.

Tuttavia, nella fotografia si rende necessario cambiare posizione di volta in volta. Tali movimenti dovrebbero essere eseguiti il più silenziosamente e discretamente possibile. In questi casi, una certa distanza dal soggetto fotografato può aiutare a non spaventarlo. Bisognerebbe anche stare attenti a non respirare vicino agli insetti, in modo da non farli scappare.

Suggerimento 3: la giusta prospettiva

Gli insetti sono spesso molto ben adattati al loro ambiente e talvolta è difficile distinguerli da un ramo o da una foglia. Ogni albero, cespuglio o filo d’erba dovrebbe essere dunque esaminato accuratamente.

Si consiglia di sedersi su un prato, vicino a un corso d’acqua o in un bosco e iniziare a osservare ciò che si ha intorno con pazienza e attenzione. La quantità di vita che si noterà sarà sorprendente.

Käfer und Schnecke begegnen sich auf einem Pflanzenhalm

Suggerimento 4: preparazione adueguata

Fotografare gli insetti non è poi così diverso dal fotografare gli animali. Quando si lavora con queste creature, è molto importante trattarle con rispetto, evitando di ferirle o di distruggere i loro habitat. Inoltre è bene tenere a mente che è possibile trovare una grande varietà di insetti semplicemente effettuando un po’ di ricerche in anticipo.

È utile domandarsi: dove vive l’insetto che cerco? Nei prati, vicino ai corsi d’acqua, sui cespugli o sugli alberi? L’insetto si trova in presenza maggiore su un certo tipo di pianta? È attivo o inattivo in un dato momento della giornata, come ad esempio l’alba o il tramonto? E infine, adotta determinati schemi di comportamento o è solito muoversi in un certo modo?

La libellula, ad esempio, continua a ripetere lo stesso percorso più e più volte, rendendo possibile concentrarsi su una parte di esso semplicemente attendendo che essa ritorni in quel punto. Grazie a simili pattern comportamentali, risulterà anche più semplice immortalare un animale in movimento.

Makroaufnahme einer Libelle

Suggerimento 5: la giusta luce

La luce è nota per essere il fattore più importante in fotografia. La luce perfetta è diffusa e morbida.

La luce diffusa naturale è data dal sole del mattino e del tardo pomeriggio. Il sole di mezzogiorno fornisce invece una luce molto dura. Questo tipo di luce può essere ammorbidita tenendo un diffusore sopra il soggetto che si desidera fotografare. Tuttavia, l’uso di simili dispositivi può facilmente spaventare gli insetti.

Suggerimento 6: la scelta della macchina fotografica e dell’obiettivo

Nel caso dei fiori o delle piante, è possibile realizzare scatti piacevoli persino utilizzando la fotocamera dello smartphone, ma con gli insetti è necessario mantenere una certa distanza dal soggetto e pertanto lo zoom di uno smartphone non è sufficiente. È dunque preferibile utilizzare una fotocamera SLR o una fotocamera di sistema compatta.

Si consiglia l’utilizzo di un teleobiettivo con una lunghezza focale di 100 mm o un obiettivo macro che raggiunga una scala di 1:2 o 1:1. L’acquisto di un nuovo obiettivo, tuttavia, può essere dispendioso. In alternativa si può valutare l’acquisto di anelli intermedi o lenti close-up.

Le lenti close-up trovano la propria applicazione con distanze focali lunghe e vengono fissate all’estremità dell’obiettivo. Questo tipo di lenti riproduce l’effetto di un paio di occhiali montato sull’obiettivo e ingrandisce il soggetto che si desidera fotografare.

Gli anelli intermedi vengono utilizzati con distanze focali più brevi e vengono montati tra il corpo macchina e l’obiettivo. Di conseguenza, la distanza tra l’obiettivo e il sensore aumenta, rendendo il soggetto più vicino. In entrambe le varianti si ha una perdita di qualità rispetto agli obiettivi macro, ma queste soluzioni sono più economiche da acquistare.

Esiste anche una terza alternativa molto economica: l’anello di inversione o anello retro. Con l’anello di inversione è possibile montare l’obiettivo al contrario, ottenendo così un ingrandimento del 50 percento. Lo svantaggio di questo dispositivo è rappresentato dalla mancanza di connessione elettronica tra il corpo macchina e l’obiettivo, per cui è possibile azionare la fotocamera solo manualmente.

Schmetterling auf einer Blüte

Suggerimento 7: accessori utili

Un accessorio certamente utile è il treppiede, soprattutto nel caso in cui si vogliano scattare fotografie in prossimità del suolo.  Il treppiede consente alla fotocamera di essere allineata con maggiore precisione, dando così la possibilità di mettere a fuoco l’insetto nella sua interezza. Inoltre l’impiego di un treppiede consente di avere le mani libere nel caso in cui si voglia utilizzare un diffusore.

Un altro dispositivo particolarmente utile è il remote trigger o controllo remoto, che evita qualsiasi tipo di movimento indesiderato del corpo macchina al momento dello scatto. Tali dispositivi sono disponibili sia nella versione a infrarossi, che in quella con cavo, nonché nelle più moderne varianti wireless, controllabili attraverso il tablet o lo smartphone. Quest’ultime offrono il vantaggio di poter azionare la fotocamera da una distanza di dodici metri, visualizzando la sezione inquadrata direttamente sul display del proprio dispositivo elettronico.

Makroaufnahme eines Marienkäfers auf einer Blüte

In conclusione

Fotografare gli insetti non è sempre un compito facile. Tuttavia, con le giuste strumentazione, preparazione e sensibilità, nonché con una buona dose di pazienza, la fotografia di insetti può rivelarsi un settore davvero meraviglioso e un’occasione per esplorare la flora e la fauna locali, approfondendo al tempo stesso la conoscenza della propria fotocamera.

Batteria scarica? Durata della batteria – Powerpack, caricatori solari e altre alternative

Anche i viaggi programmati più minuziosamente possono riservare delle sorprese: alcune piacevoli, altre decisamente meno. Alla seconda categoria appartiene – specialmente per gli appassionati di fotografia – la durata della batteria di telefoni cellulari e macchine fotografiche. Questo problema può essere facilmente evitato acquistando dei sistemi di ricarica portatili. Per scegliere il prodotto giusto, due domande sono rilevanti:

  1. Quanto consuma la vostra macchina fotografica?
  2. Con che frequenza avete accesso a delle prese di corrente?

Direttamente dalla presa di corrente

Iniziamo dal caso più semplice: fate delle gite di una giornata e potete collegare regolarmente il vostro sistema di ricarica alla rete elettrica per tempi lunghi. Il consumo energetico della macchina fotografica dipenda dall’uso che ne fa il fotografo e dal modello dell’apparecchio. Tutto è possibile: da una batteria che dura solo un giorno fino ad una che vi dura ben 14 giorni. La cosa migliore è fare delle prove preventivamente. A parte un adattatore di presa che potrebbe rendersi necessario, normalmente due batterie ben ricaricate sono più che sufficienti. Le batterie di ricambio per la maggioranza delle fotocamere vengono offerte da vari produttori terzi a buon prezzo (10 -20 CHF), mentre quelle originali costano spesso parecchio di più (50-70 CHF). Per la ricarica vale la pena investire nell’acquisto di un caricatore doppio, per sfruttare al meglio il tempo che avrete a disposizione vicino alle prese di corrente.

La scelta dei professionisti: battery grip

Le fotocamere reflex digitali (DSLR) l’espansione di battery grip, che possono essere collegati al vano batteria e hanno spazio per due batterie. Anche se la macchina fotografica risulta più pesante e ingombrante, l’autonomia energetica dell’apparecchio è decisamente più elevata. Un ulteriore vantaggio è la migliore presa, perché grazie a questa espansione l’apparecchio offre una maggiore superficie di presa ed è più semplice da afferrare, risultando così più facile da tenere in posizione specialmente per scattare fotografie verticali o con obiettivi pesanti. In caso di necessità, alcuni battery grip possono anche venire usati con delle comuni pile AA invece che con degli accumulatori agli ioni di litio. Si possono acquistare battery grip da produttori terzi a partire da circa 30 CHF, mentre i pezzi originali partono da un prezzo minimo di circa 100 CHF.

Batteriegriff auf hellem Untergrund

Riserve di ricarica compatte: powerbank

Se rimanete più a lungo lontani dal vostro alloggio e scattate molte fotografie, potrebbe valere la pena acquistare un powerbank (anche noti come powerpack). Queste riserve di carica portabili hanno capacità di accumulo decisamente superiori rispetto alle singole batterie. Alcuni modelli offrono riserve di energia sufficienti a ricaricare completamente più volte l’apparecchio che desiderate utilizzare e possono offrire diversi tipi di connessione. Una porta USB è comunque lo standard e permette di ricaricare fotocamere compatte, action e bridge. Il vantaggio in questo caso è che gli smartphone, i lettori MP3 e gli altri apparecchi a cui non volete rinunciare durante le vacanze sono compatibili con questi accumulatori. Nel caso delle DSLR non è invece normalmente possibile una ricarica diretta, ma ci sono comunque caricatori che sono alimentati tramite una porta USB. Come alternativa si piò anche valutare l’idea di utilizzare un powerbank con un’uscita di ricarica integrata per la vostra batteria DSLR oppure inserire nel vano batteria uno speciale batteria fittizia (20 – 40 CHF), che poi collegherete ad un powerbank.

Powerbanks mit USB-Anschluss

Così come per le batterie, la capacità del powerbank viene espressa in milliamperora (mAh). Più alto è il valore, più potrete caricare. Un altro fattore da considerare è l’intensità della corrente ricevuta: se il valore è troppo basso, apparecchi il cui fabbisogno energetico è pensato per valori più alti impiegheranno più tempo a caricarsi. I powerbank sono oggi disponibili in un’enorme varietà di modelli e prezzo, partendo da meno di 10 CHF a una media di 30 – 50 CHF, fino a parecchie centinaia di franchi per un equipaggiamento da professionista.

Quando la natura chiama: moduli solari

È noto che durante escursioni nella natura che prevedano un pernottamento all’asia aperta è difficile trovare una presa di corrente. Se la vacanza dovesse prolungarsi per più giorni o persino delle settimane, la capacità del vostro accumulatore di energia verrà inevitabilmente utilizzata e sarà necessaria una ricarica. Ecco perché per risolvere questo problema esistono moduli solari in numerose varianti: maggiore è la superficie, più sarà la quantità di raggi solari “raccolti” e, di conseguenza, maggiore sarà la potenza erogata in uscita. Ciò significa però anche che i moduli solari diventeranno più pesanti e richiederanno più spazio. Alcuni produttori offrono delle varianti che si possono montare sugli zaini oppure un apparecchio combinato che include un powerbank con un modulo solare. La maggioranza di questi prodotti sono però piuttosto deboli e poco consigliabili per chi avesse bisogno di parecchia energia.

Per le fotocamere DSLR dovreste attrezzarvi con dei moduli solari con un output sufficiente che vi consteranno circa 400 – 500 CHF in combinazione con i powerbank adeguati. Se non utilizzate una DSLR, sono sufficienti dei moduli solari e powerbank più semplici per un prezzo complessivo di circa 100 – 200 CHF. In generale bisogna tenere in considerazione che sono necessarie parecchie ore di sole per una ricarica: il numero esatto lo trovate sulla pagina specifica di ogni prodotto.

Tragbares Solarmodul liegt am Strand auf dem Sand und lädt ein Smartphone.

Un caso particolare sono i viaggi in auto in cui avrete accesso alla rete elettrica raramente (se non addirittura mai), ma in cui potete ricaricare le vostre batterie e powerbank utilizzando un adattatore (10 – 20 CHF) per l’accendisigari dell’auto.

In fase di sviluppo: nuove alternative

Se invece amate viaggiare in bicicletta, esistono anche dei sistemi di alimentazione che possono venire collegati alla dinamo (20 – 160 CHF). Tuttavia questi apparecchi non sono attualmente sufficientemente efficienti per offrire una soluzione davvero affidabile. Altre possibilità non convenzionali ma comunque ancora in fase di sviluppo sono ad esempio degli accumulatori di energia a combustibile che possono essere alimentati con butano oppure fornelli da campeggio che riscaldano un modulo che poi a sua volta genera energia.

Luce continua su un pannello riflettente

Luci continue a confronto

In questo articolo vi presentiamo diversi tipi di illuminatori a luce continua, illustrandone vantaggi e svantaggi. Per ulteriori informazioni circa i vantaggi dell’illuminazione continua rispetto ai dispositivi flash e ciò che dovreste considerare al momento dell’acquisto, vi rimandiamo agli altri articoli in cui affrontiamo l’argomento.

Gli illuminatori a luce continua si distinguono sia per quanto riguarda il design, che per la tipologia della fonte di illuminazione. Le lampade utilizzate sono principalmente lampade alogene, lampade HMI e lampade a LED. Queste tre tipologie differiscono tra loro per luminosità, temperatura di colore, dispersione della luce, dimmerabilità e sviluppo di calore.

Lampade alogene

Le lampade alogene sono ampiamente utilizzate e rappresentano uno dei metodi di illuminazione continua più economici. Queste lampade emettono una luce brillante, sono molto stabili e offrono un’elevata flessibilità nel posizionamento grazie alla presenza di staffe girevoli. La loro luce è piuttosto calda, trovandosi qualche migliaio di Kelvin al di sotto del valore della luce diurna, che misura circa 5777 Kelvin. In ogni caso la temperatura della luce può essere facilmente controllata tramite la registrazione delle immagini in formato RAW e il bilanciamento del bianco.

Uno dei principali svantaggi delle luci alogene è il forte calore che esse emettono. Pertanto, quando si acquista una lampada alogena, è bene assicurarsi che l’alloggiamento sia dotato di maniglie di plastica. Senza queste maniglie o un alloggiamento interamente in plastica che isoli il calore, la lampada non potrà infatti essere riposizionata dopo un certo periodo di funzionamento. Inoltre, è necessario tutelarsi dai rischi di un elevato sviluppo di calore accertandosi che i riflettori non siano collocati su superfici altamente infiammabili, come ad esempio un tappeto, o in generale in prossimità di oggetti che potrebbero facilmente prendere fuoco.

Tra le lampade alogene figura anche il faro portatile. Questo faro alogeno è disponibile in un’ampia selezione di modelli e solitamente può essere acquistato a prezzi convenienti. Spesso i modelli più economici non hanno maniglie adeguate e non agevolano l’utilizzo di diffusori e filtri colorati. Tuttavia, ci sono anche modelli di alta qualità, perfetti per l’uso continuo in spazi chiusi.

Lampade HMI

Conosciute anche come lampade ad alogenuri o ioduri metallici, le luci HMI sono in grado di fornire un’illuminazione la cui temperatura è prossima a quella della luce diurna. Per tale ragione le lampade HMI sono spesso utilizzate negli studi televisivi e cinematografici. Le luci HMI offrono molti vantaggi: non sfarfallano visibilmente, sviluppano meno calore e forniscono un’elevata intensità luminosa. Inoltre, offrono un’elevata efficienza, una bassa dispersione termica e un risparmio energetico maggiore rispetto alle lampade alogene.

Con questi illuminatori a luce continua è anche possibile miscelare luce artificiale e luce diurna, poiché la loro temperatura di 6500 Kelvin supera il valore della luce del giorno. La temperatura della luce di queste lampadine rimane molto stabile nel corso della loro vita utile. Inoltre, l’effetto della luce può essere stimato con una certa accuratezza prima di scattare. Tuttavia, dopo l’accensione, le luci HMI necessitano di alcuni minuti per raggiungere la luminosità desiderata.

Gli aspetti negativi più significativi sono rappresentati soprattutto dall’elevato prezzo di acquisto e dal fatto che la vita utile delle lampade si accorcia quanto maggiore è la loro prestazione.

Dauerlicht-Leuchten Halogen und LED

Illuminazione continua a LED

Impiegare luci a LED nell’illuminazione continua in fotografia è una soluzione ancora relativamente nuova, pertanto i modelli presenti sul mercato sono di qualità piuttosto elevata.

La luce emessa dalle lampade a LED permette di ovviare al problema dello sfarfallio e si adatta facilmente a diverse esigenze di illuminazione. Questa soluzione è facile da gestire anche per chi si è avvicinato da poco alla fotografia. Uno dei grandi vantaggi delle luci a LED è la loro mobilità, giacché esse sono disponibili in formati relativamente piccoli e pratici, spesso muniti di batteria ricaricabile. Si tratta di una caratteristica importante, di cui non dispongono né luci alogene, né luci HMI, le quali, al contrario, dipendono sempre da una fonte di alimentazione localizzata.

Le lampade a LED, soprattutto i LED bicolore, offrono la possibilità di scegliere tra luce naturale e luce artificiale. Alcune luci sono anche dimmerabili.

I pannelli delle luci a LED si presentano in formati sempre più grandi. In questo modo essi generano luce piatta e diffusa senza bisogno di alcun tipo di aiuto esterno. Soprattutto i modelli più recenti sono in grado di creare luci morbide e ombre diffuse, tanto che è possibile fare a meno di ombrelli fotografici e softbox.

Un altro aspetto positivo è rappresentato dal fatto che la luce a LED produce poco calore e pertanto può essere utilizzata in concomitanza con materiali filtranti come stoffa, carta e gelatine. Inoltre alcuni modelli offrono la possibilità di selezionare uno spettro di colori che va dai 3000 ai 6000 Kelvin. Tale funzione consente di disporre di una vasta gamma di possibilità di illuminazione in un ambiente chiuso. Grazie alla regolazione della temperatura del colore è dunque possibile generare effetti che con l’impiego di altri tipi di illuminazione si rivelerebbero dispendiosi.

Le luci a LED presentano tuttavia anche degli svantaggi. Da un lato perdono intensità al di fuori dalla loro area centrale d’azione, caratteristica che ad ogni modo può essere utilizzata intenzionalmente dal fotografo come effetto; dall’altro hanno un raggio d’azione limitato, in grado di illuminare solo brevi distanze.

Il consumo energetico delle lampade a LED è molto basso. Tuttavia spesso sono combinate a centinaia, per cui i costi rispetto alle altre luci si relativizzano. Per quanto le luci a LED possano variare, la maggior parte dei modelli presenti sul mercato non è potente quanto le lampade HMI. Un altro grande problema è la non omogeneità dello spettro di colori dei LED monocromatici, i quali non sono in grado di produrre una luce bianca pulita. Ecco perché la fotografia in studio necessita della tecnica bicolore, in cui due bianchi esistenti possono essere miscelati manualmente.

Inoltre con i LED è difficile illuminare ampie aree, poiché l’angolo di apertura del fascio luminoso senza un diffusore è piuttosto ridotto. Specialmente nel caso di utilizzo di pannelli LED più piccoli, in mancanza di diffusori la luce risulterà molto più dura rispetto a quella ottenuta attraverso l’impiego del flash. Anche l’efficienza luminosa è inferiore a quella di altre luci continue, poiché i LED devono essere posizionati molto vicini all’obiettivo. Tuttavia questo fattore influenza relativamente il fotografo, giacché, come detto, i LED producono poco calore.

I costi di acquisto non si discostano troppo da quelli per l’acquisto di fari alogeni professionali. La durata, tuttavia, è significativamente maggiore e i costi di manutenzione sono inferiori.

Il fotografo Chris Gonz, originario di Plauen in Germania, utilizza per il suo lavoro luci a LED e dichiara: “Lavorando spesso con i ritratti posso permettermi di non utilizzare il flash (ad esempio nei locali pubblici, nei bar e nei club). In questi casi utilizzo più volentieri i pannelli a LED, preferibilmente quelli a batteria. La loro struttura leggera li rende estremamente maneggevoli e pratici. Inoltre molti modelli consentono di regolare la temperatura del colore, il che permette una regolazione della luce dell’ambiente in cui si lavora. La luce continua è diretta e si rivela particolarmente facile da gestire, soprattutto per i principianti, che avranno così un maggiore controllo sulla composizione dell’immagine finale. Inoltre i pannelli sono adatti anche alla registrazione di brevi sequenze video”.

In conclusione

Ognuna delle luci continue analizzate offre sia vantaggi che svantaggi. La lampada alogena, con la sua luce tendente all’arancione e la sua eccessiva produzione di calore, è quella che presenta maggiori controindicazioni. Al contrario, per le luci HMI e i LED siamo in presenza di un vero e proprio testa a testa. Le lampade HMI attirano indubbiamente per la qualità della loro luce, mentre gli apparecchi a LED sono maneggevoli, pratici e possono essere impostati manualmente. Inoltre, se messa a confronto con quella delle luci HMI, la longevità delle luci a LED è impressionante.

Merken

Sensori APS-C e DX

Assieme al Micro Quattro Terzi e ai sensori pieno formato, gli APS-C e DX sono tra i formati di sensori più comuni delle DSLR, DSLM e delle fotocamere compatte.

Il termine APS-C sta per Advanced Photo System Classic ed è stato introdotto da Canon nel 2000 per la sua prima reflex digitale. Il termine si basa sul sistema di fotografia APS di Kodak e di altri produttori, introdotto nel 1996 come standard per la fotografia analogica e pari a un terzo della pellicola 35 mm. Poiché questo sviluppo avvenne poco prima dell’introduzione della fotocamera digitale, il formato non riuscì a imporsi.

Il formato APS-C non descrive un formato standard, in quanto non è normalizzato. Tuttavia, questo nome è prevalso nei forum di fotografia e tra i fotografi stessi. A seconda del produttore e del modello, i sensori hanno una dimensione approssimativa di 22,3 x 14,9 mm. Ne risulta un rapporto di 2:3. Per i sensori di questo formato, Nikon utilizza il nome DX. Poiché il formato APS-C è inferiore al formato 35 mm, il fotografo deve considerare un fattore di crop di circa 1.5x – o di 1.6x con Canon.

Rispetto al formato pieno, che è spesso considerato l’avanguardia della fotografia, il formato APS-C offre alcuni vantaggi e svantaggi. Fondamentalmente i sensori più grandi possono assorbire più luce, il che implica la realizzazione di immagini migliori. Ciò è particolarmente evidente in condizioni di scarsa illuminazione. Oltre al numero di pixel, dunque, il tipo di sensore della fotocamera è un criterio decisivo per la qualità delle immagini. Le fotocamere full-frame o pieno formato offrono immagini di qualità migliore rispetto alle fotocamere con sensore APS-C.

Altri svantaggi emergono nella gamma grandangolare: a causa del fattore di crop di 1.6x (o 1.5x) gli scatti di paesaggi subiscono forti limitazioni, motivo per cui in questi casi è preferibile l’utilizzo di fotocamere full-frame.

Tuttavia, i dispositivi con sensori APS-C offrono anche molti vantaggi. Le fotocamere in formato APS-C sono da un lato notevolmente più economiche e dall’altro molto più piccole e maneggevoli rispetto alle fotocamere full-frame. Esse si rivelano dunque particolarmente adatte in viaggio. Inoltre, gli svantaggi in termini di qualità dell’immagine e di angolo di campo possono essere trascurati. Da un lato le differenze qualitative sono solamente marginali, dall’altro è possibile acquistare obiettivi grandangolari adatti al tipo di fotocamera.

Se non sei un fotografo professionista, le fotocamere APS-C o DX sono un buon compromesso tra qualità dell’immagine e prezzo e sono perfette per fotografi occasionali, ambiziosi fotografi amatoriali e persino fotografi professionisti.

Fotocamera digitale con due obiettivi aggiuntivi

Quali tipi di obiettivi esistono? Differenze, produttori e criteri di acquisto

L’obiettivo è – oltre alla macchina fotografica stessa – uno degli strumenti più importanti per un fotografo. La scelta dell’obiettivo più adeguato non è sempre semplice a causa delle numerose varianti disponibili e del numero di produttori presenti sul mercato.

In questo articolo vi daremo una visione d’insieme delle varie tipologie di obiettivi e dei produttori principali. Vi forniremo inoltre dei criteri da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di un obiettivo fotografico.

Tipi di obiettivi ed elementi di differenziazione

In generale gli obiettivi si distinguono in base alla lunghezza focale e luminosità. Una volta definiti questi parametri, bisogna guardare ai campi di impiego dei diversi tipi di obiettivo. Di seguito verranno spiegati dettagliatamente i singoli tipi di obiettivo e le loro differenze.

Nell’articolo “Consigli per l’acquisto di un obiettivo” troverete informazioni dettagliati sulla lunghezza focale e sulla luminosità.

Obiettivi a lunghezza focale fissa vs. Obiettivi zoom

Gli obiettivi a lunghezza focale fissa sono obiettivi che – come dice il nome – hanno una determinata lunghezza focale e sono privi di zoom. Si tratta di obiettivi piccoli e compatti: di conseguenza risultano leggeri ed economici (partono da circa 110 CHF) in confronto ad altri tipi di obiettivo. Il grande vantaggio degli obiettivi a lunghezza focale fissa è l’alta luminosità e, di conseguenza, la migliore qualità dell’immagine in confronto agli obiettivi zoom. Lo svantaggio è che, a causa della lunghezza focale fissa, si è legati ad una specifica inquadratura. L’unico modo per il fotografo di modificare l’inquadratura è cambiare lui stesso posizione. Gli obiettivi a lunghezza focale fissa hanno una bassa profondità di definizione e sono di conseguenza adatti ai fotoritratti.

Gli obiettivi zoom sono assolutamente versatili grazie alla possibilità di modificare la lunghezza focale: il fotografo ha un obiettivo utilizzabile nelle più disparate situazioni che richiedono diverse lunghezze focali (ad esempio, foto ritratto vs. foto di paesaggi) ed ha di conseguenza ampio margine di manovra. In cambio della maggiore flessibilità con gli obiettivi zoom bisogna però rinunciare ad un po’ di qualità dell’immagine rispetto agli obiettivi a lunghezza focale fissa. Ad esempio, gli obiettivi zoom sono meno luminosi: più aumenta la lunghezza focale, più diminuisce la luminosità dell’obiettivo. Gli obiettivi zoom sono particolarmente comodi in viaggio, in quanto permettono di ridurre le dimensioni della vostra attrezzatura da viaggio grazie all’eliminazione di teleobiettivi o grandangoli aggiuntivi.

verschiedene Kamera-Objektive in einer Zusammenstellung

Obiettivi specializzati: Teleobiettivi, Grandangoli e Obiettivi Macro

Oltre alla classificazione tra obiettivi a lunghezza focale fissa e obiettivi zoom, esistono obiettivi che per le proprie caratteristiche si distinguono da quelli standard.

I teleobiettivi hanno un’ampia lunghezza focale (con valori compresi tra i 70 mm fino a oltre 1000 mm). Disponibili sia come obiettivi a lunghezza focale fissa sia come zoom, permettono l’ingrandimento di oggetti molti lontani. Questi obiettivi riducono la profondità dell’ambiente rispetto, ad esempio, ai grandangoli, dando la sensazione di una minore distanza dall’oggetto raffigurato e comprimendo l’immagine. A causa del loro forte peso, i teleobiettivi dovrebbero essere utilizzati con un treppiedi. Tra i possibili campi di impiego citiamo la fotografia di animali e sportiva.

Gli obiettivi grandangolari (o, più semplicemente, grandangoli) hanno una lunghezza focale inferiore ai 50 mm e garantiscono, a pari distanza dall’oggetto, un’inquadratura più ampia rispetto agli obiettivi standard. Vengono venduti principalmente come obiettivi zoom e, in base al modello, coprono una gamma di lunghezze focali dai 10 ai 35 mm. Rispetto ad un teleobiettivo, i grandangoli ottengono con la stessa inquadratura una maggiore profondità: in questo modo le distanze tra i singoli oggetti sull’immagine vengono riprodotte meglio. Minore la lunghezza focale dell’obiettivo, maggiore sarà l’effetto di “vignettatura” (margini scuriti della fotografia). Tra i vari campi di applicazione, questi obiettivi vengono impiegati nella fotografia naturalistica e d’architettura.

Gli obiettivi macro sono ottimizzati per la fotografia a distanza ravvicinata e rappresentano l’oggetto raffigurato con una scala di 1:1 o 1:2. Sono disponibili sia come obiettivi a lunghezza focale fissa sia come obiettivi zoom con lunghezze focali tra i 40 ed i 200 mm. Rispetto agli obiettivi standard, si distinguono per una distanza minima di messa a fuoco inferiore. I principali svantaggi sono i prezzi alti e il peso. Tra i possibili campi di impiego degli obiettivi macro ricordiamo la fotografia di dettagli e di piccoli animali.

Specializzati per i panorami: Obiettivi Fish-eye

L’obiettivo fish-eye (letteralmente “occhio di pesce” è un obiettivo speciale nell‘ambito dei grandangoli che permette di ottenere un campo di visione fino a 180°. Questo obiettivo piega verso l’esterno la linea al centro della foto, formando un’immagine tondeggiante. Gli effetti sono distorsioni, stiramenti e deformazioni a forma di a “barilotto” che rendono l’utilizzo del fish-eye interessante soprattutto nel campo della fotografia di panorami.

Meerblick vom Strand aufgenommen mit einem Fischaugenobjektiv

Produttori di obiettivi

La scelta di un nuovo obiettivo include anche la decisione sul produttore. In generale i produttori di macchine fotografiche più famosi come Canon, Nikon o Olympus mettono a disposizione degli obiettivi per le fotocamere di loro produzione. Esistono inoltre dei produttori specializzati in obiettivi, come Leica, Voigtländer o Zeiss. Gli obiettivi dei produttori fotocamere sono disponibili sono con il sistema proprietario di innesto sulla fotocamera. Nel caso di obiettivi fabbricati da produttori specializzati, invece, si può scegliere un obiettivo con vari tipi di innesto dopo aver cercato il tipo di innesto adeguato per la propria macchina fotografica.

Aiuto nella scelta dell’obiettivo

Per concludere, vogliamo elencarvi tre criteri da tenere in considerazione al momento della scelta di un nuovo obiettivo, in modo da essere sicuri di acquistare quello più adatto alle vostre esigenze. Potete inoltre trovare un paragrafo sul tema della gamma di prezzi degli obiettivi nell’articolo “Consigli per l’acquisto di un obiettivo”.

Compatibilità con le fotocamere

Un elemento importante nella scelta dell’obiettivo è il rispettivo sistema di innesto sulla fotocamera. Quello di gran lunga più utilizzato è l’innesto a baionetta, disponibile in numerose varianti in base alle modifiche apportate dai vari produttori. Nella tabella qui di seguito trovate vari esempi di varianti di innesto a baionetta. Prima dell’acquisto di un nuovo obiettivo, dovete assolutamente informarvi se questo sia compatibile con la vostra macchina fotografica.

Produttore Nome dell’innesto a baionetta compatibile
Canon Baionetta EF
Nikon Nikon-F, Nikon-1
Pentax Baionetta K
Olympus Standard Quattro Terzi (Four Thirds)
Sony Baionetta E

Oltre agli innesti a baionetta esistono tra le macchine fotografiche più vecchie o tra quelle per usi industriali anche degli innesti a vite come, ad esempio, lo Standard M-42.

Campo di impiego

Al momento dell’acquisto di un obiettivo è anche importante sapere per quale scopo verrà utilizzato. Ad esempio, se si ha bisogno di un obiettivo versatile, per i motivi sopra esposti bisognerà ricorrere ad un obiettivo zoom. Se si desidera avere un obiettivo specialistico per ottenere una qualità fotografica ancora più alta, si consiglia uno dei tipi di obiettivi sopra citati in base al campo principale di impiego. Se avete fino ad ora lavorato solo con obiettivi zoom e volete vedere fino a che livello potete elevare la qualità delle immagini, dovrete cercare il giusto obiettivo a lunghezza focale fissa. In questa caso si consiglia di iniziare con obiettivi con lunghezza focale fissa di 50 mm.

Distanza minima di messa a fuoco e filetti di innesto per filtri

Altri importanti criteri di scelta sono la distanza minima di messa a fuoco e il filetto per i filtri. Come suggerisce il nome, la distanza minima di messa a fuoco è la distanza tra soggetto e lente della fotocamera al di sotto della quale non è possibile mettere a fuoco il soggetto. Se volete scattare fotografie ravvicinate dell’oggetto da immortalare, dovete aver bene in mente qual è il valore minimo da mantenere.

Consiglio: La distanza minima di messa a fuoco può essere migliorata grazie all’utilizzo dei cosiddetti anelli di estensione o tubi di prolunga, che si applicano tra la fotocamera e l’obiettivo.

È importante fare attenzione alle indicazioni per il filetto di innesto per filtri, se avete già preso dei filtri ottici per il vostro obiettivo precedente. Se il vecchio ed il nuovo obiettivo hanno le stesse dimensioni di filetto, potete usare i vecchi filtri anche sul nuovo obiettivo.

Consiglio: Utilizzando un adattatore per filtri è possibile rendere compatibili filtri e obiettivi di diverse dimensioni. Questi adattatori possono ad esempio venire usati per applicare grossi filtri a filetti più piccoli.

Volo d’uccello: scattare affascinanti fotografie di uccelli in volo

Fotografare gli uccelli più essere molto semplice finché gli animali sono a terra immobili. Quando invece volano, è tutta un’altra storia. La grande distanza dal soggetto di interesse così come il movimento rapido e spesso imprevedibile dell’uccello rendono il tentativo di immortalare degli uccelli in volo un’impresa ardua. Persino fotografi con esperienza hanno spesso bisogno di numerosi tentativi prima di riuscire a realizzare una fotografia soddisfacente. Per i principianti c’è una sola regola: non si può fare a meno della pratica!

Vi spiegheremo le basi della fotografia di uccelli, quali requisiti tecniche sono necessari e vi daremo consigli per avere successo nella vostra “caccia fotografica” agli uccelli in volo.

Conoscere il soggetto (e imparare a conoscerlo)

La dinamica di un uccello in volo è complessa e ciò rende molto difficile per i fotografi immortalare i volatili. Grandi uccelli come oche, anatre, cicogne, aironi e gabbiani sono in generale dei soggetti più semplici rispetto alle specie più piccole. Non solo sono più facili da individuare e da fotografare, ma si muovono anche in modo più lento e prevedibile. Piccoli uccelli come passeri, cince, martin pescatori e rondini o persino pipistrelli si muovono in modo decisamente più rapito e irregolare, senza contare che cambiano spesso direzione in modo del tutto imprevedibile. Di conseguenza è una vera sfida persino riuscire ad averli nell’obiettivo!

Gabbiano in volo con lo sfondo di un cielo nuvoloso © René Gropp

Gabbiano in volo con lo sfondo di un cielo nuvoloso © René Gropp

Per fare pratica è bene scegliere un luogo con un regolare traffico di uccelli in cui i volatili siano abituati alla presenza dell’uomo. In questo caso gli animali sono infatti spesso meno timidi, permettendo così ai fotografi di avvicinarsi maggiormente. La vicinanza a punti di approvvigionamento di cibo può eventualmente essere di ulteriore aiuto.

Con il tempo imparerete a conoscere le particolarità del comportamento di volo di specifici uccelli e potrete dunque adeguare di conseguenza la vostra tecnica fotografica.

La tecnica

Anche se gli apparecchi tascabili sono ormai utili per molti scopi diversi, non è possibile immortalare uccelli in volo con uno smartphone o una fotocamera compatta: nel migliore dei casi otterrete dei puntini neri lontani. Con una fotocamera bridge con un obiettivo dotato di zoom si può provare a fotografare uccelli molto lenti. Ciononostante, per la fotografia di uccelli la migliore scelta è senza dubbio una DSLR con un teleobiettivo molto luminoso. BSi consigliano distanze focali da 300 a 500 mm, in base al fattore di correzione. Con minori distanze focali è possibile fotografare uccelli sono nel caso in cui vi ci si possa avvicinare a sufficienza, ovvero se non volano troppo in alto.

Ci sono opinioni contrastanti riguardo all’utilizzo di un treppiedi. In base al peso della fotocamera e al vostro obiettivo, un treppiedi più essere utile oppure persino dannoso. Per gli esperti esistono treppiedi con le cosiddette teste a sospensione cardanica, che funzionano come un’altalena. Questi strumenti sono però piuttosto costosi e forse un po’ eccessivi per chi fa della fotografia un hobby e vuole solo occasionalmente ruotare la testa del treppiede. Un buon compromesso tra flessibilità e stabilità può essere ottenuto con un semplice monopiede.

Impostazioni della macchina fotografica

Idealmente il fotografo dovrebbe dare le spalle al sole: in questo modo l’illuminazione è più semplice e le ombre sfumate. Dal momento che gli uccelli non aspettano certo i vostri comodi, tutte le impostazioni della fotocamera dovrebbero venire selezionate prima dell’inizio della sessione fotografica.

Non è affatto semplice mettere a fuoco un uccello in volo, a causa degli sfondi in continuo movimento e delle distanze che cambiano in continuazione. Un fuoco automatico lento può di conseguenza diventare un problema. Vi consigliamo di impostare il fuoco automatico (o autofocus) con tracking o dell’aggiustamento automatico della messa a fuoco. Nelle fotocamere Nikon questa modalità viene definita AF-C (Autofocus-Continous), mentre negli apparecchi della Canon prende il nome di AI-Servo. Alcune macchine fotografiche Nikon offrono anche la possibilità del Tracking 3D, che permette di tenere in considerazione anche i colori del soggetto e li “ritrova” anche quando finiscono temporaneamente fuori fuoco.

Il tempo di esposizione deve essere il più breve possibile per poter immortalare il movimento dell’uccello nella fotografia. In questo caso è utile la modalità S (Tv), anche definita “Priorità di scatto”. Il tempo di esposizione viene scelto manualmente, mentre il diaframma viene automaticamente aggiustato. Per evitare che le foto risultino mosse, il tempo di esposizione dovrebbe essere al massimo al livello di 1/1000 secondi, o anche meno. È anche possibile preselezionare il tempo di scatto e il diaframma con la modalità “ISO automatico”.

Foto in bianco e nero di una cornacchia in volo © René Gropp

Tempo di esposizione 1/1600 s; distanza focale 300 mm: tuttavia le punte delle ali della cornacchia sono sfocate © René Gropp

Spesso l’effetto del battito d’ali un po‘ sfocato è ricercato dal fotografo, in quanto conferisce all’immagine più naturalezza e dinamicità. È tuttavia essenziale che l’uccello venga comunque immortalato in modo nitido. In questo caso degli stabilizzatori d’immagine possono essere di grande aiuto.

Con un po‘ di pratica dei tempi di esposizione più lunghi possono venire utilizzati per ottenere degli effetti speciali: per ottenere uno speciale effetto dinamico, si può seguire il movimento dell’uccello seguendo il percorso di volo con il proprio obiettivo. In questo modo l’uccello stesso verrà raffigurato in modo definito, mentre lo sfondo risulterà sfumato. Questo effetto è particolarmente bello nel caso in cui lo sfondo abbia una struttura e dei colori omogeni.

Rapace plana sullo sfondo di un cielo azzurro © René Gropp

Rapace plana sullo sfondo di un cielo azzurro © René Gropp

In alcune situazioni è consigliabile selezionare sulla fotocamera l’impostazione ISO.. Ad esempio gli uccelli bianchi possono velocemente risultare sottoesposti o sovraesposti in base allo sfondo o al terreno visibile dietro di loro. Ciò accade specialmente nel caso di cielo azzurro o superfici d’acqua riflettenti.

Modalità “Raffica” e “Sport”

Molto pratica per poter scegliere alla fine lo scatto migliore: la funzione “raffica” (o “scatti in serie”) permette la realizzazione di più immagini al secondo. Nella fotografia di uccelli in volo le probabilità di ottenere lo scatto perfetto aumenteranno se realizzate molte foto.

I principianti possono anche fare delle prove per valutare la qualità dei risultati delle fotografie realizzate con la modalità “sport“. Questa funzione è pensata per movimenti rapidi e permette di realizzare buoni scatti senza bisogno di troppe impostazioni manuali.

Riassunto

Fotografare uccelli in volo è una delle attività più complesse. Una fotocamera DSLR con un teleobiettivo luminoso e un fuoco automatico rapido costituiscono l’attrezzatura ideale. Brevi tempi di esposizione permettono di realizzare immagini nitide e a fuoco e il panning (trascinamento) della fotocamera permette di ottenere effetti interessanti. Con un po’ di esperienza potrete ridurre il numero di scatti da scartare, ma anche fotografi di uccelli in volo con grande esperienza hanno bisogno di molti tentativi prima di riuscire a ottenere uno scatto in grado di togliere davvero il fiato.

Luci ad anello come fonte di luce esterna per dei bei foto-ritratti

Anelli luminosi negli occhi: scattare foto-ritratti con lampade ad anello

Ottenere dei foto-ritratti perfettamente illuminati con occhi che rispendono è l’obiettivo di ogni fotografo non professionista. Grazie all’utilizzo di una lampada ad anello è possibile ottenere un effetto davvero speciale: anelli luminosi negli occhi del soggetto ritratto. In questo articolo vi spieghiamo come ottenere con la vostra macchina fotografico questo effetto richiestissimo.

Le lampade ad anello esterne vengono normalmente utilizzate nella fotografia di ritratto, ma è possibile impiegarle anche nella fotografia di animali. Si può inoltre usare una lampada ad anello nella fotografia di prodotti.

Come nascono gli anelli luminosi negli occhi dei modelli

Per far brillare gli occhi del soggetto di una foto-ritratto si può impiegare una lampada ad anello. Questo strumento permette di illuminare uniformemente il viso e crea uno speciale riflesso negli occhi. Gli anelli luce negli occhi – un effetto molto amato nella fotografia di ritratti – si formano grazie al riflesso della fonte di luce circolare.

Fotografia di ritratto: Fotografia con e senza lampada ad anello

Ritratto realizzato con (sinistra) e senza (destra) luce ad anello

Generalmente la fonte di luce esterna viene posizionata su un treppiedi in modo tale che la fotocamera e l’annesso obiettivo si trovino all’interno della lampada ad anello. Si consiglia di mantenere una distanza relativamente bassa tra la vostra fotocamera DSLR e il soggetto in base all’intensità della luce della lampada: in questo modo si ottengono le ottimali condizioni di illuminazione e si possono formare i desiderati anelli luminosi negli occhi del soggetto ritratto.

La lampada ad anello funge da fonte luminosa continua e, di conseguenza, non rende necessario l’ulteriore utilizzo di un flash. Grazie alla luce continua della lampada ad anello è possibile ottenere il risultato fotografico desiderato lavorando semplicemente sulla regolazione del numero f.

Contrariamente alla fotografia con fonti di luce aggiuntive come il softbox, con le lampade ad anello è possibile ridurre se non totalmente eliminare ombre indesiderate o nette. Con la sua luce artificiale circolare posizionata di fronte al soggetto, la lampada ad anello proietta infatti le ombre del soggetto fotografato direttamente dietro allo stesso: in questo modo si ottiene in modo ottimale il classico aspetto delle fotografie che si distinguono soprattutto per gli occhi splendenti.

Externe Lichtquellen in der Fotografie: Softbox und Ringleuchte vor weissem Hintergrund

C’è tuttavia un aspetto negativo essenziale nell’utilizzo delle lampade ad anello: per ottenere l’effetto desiderato, il soggetto da ritrarre deve guardare direttamente nella luce molto forte, che rischia di abbagliare il modello/a. Di conseguenza nella fotografia di persone e animali con in cui vengano impiegate lampade ad anello è importante assicurarsi che il soggetto sia esposto a questa forte luce artificiale frontale solo per un breve periodo, in quanto l’intensità della luce può essere davvero intensa se guardata da distanza ravvicinata, risultando di conseguenza estremamente sgradevole.

Lampade ad anello per smartphone

Per permettervi di realizzare dei foto-ritratti perfettamente illuminati in ogni istante anche mentre vi trovate in viaggio, esistono oggi anche le lampade ad anello per smartphone. Queste lampade ad anello portatili sono particolarmente utili per la realizzazione di selfie perfettamente illuminati.

Ringleuchte für das Smartphone

Spesso la fotocamera frontale degli smartphone manca di un flash integrato, una mancanza che può essere compensata con l’utilizzo di questo accessorio tascabile acquistabile per meno di 15 CHF. Le lampade ad anello per smartphone sono disponibili in numerosi modelli, alcuni dei quali permettono anche di regolare l’intensità della luce su vari livelli.

Lampade ad anello vs. Flash ad anello

Per creare uno speciale effetto luminoso negli occhi della persona ritratta è necessario utilizzare una lampada ad anello esterna, da non confondere con i flash ad anello: il flash ad anello non solo è nettamente più piccolo e costoso rispetto alle lampade ad anello, ma viene inoltre applicato direttamente sull’obiettivo della fotocamera reflex.

A causa del suo diametro ridotto un flash ad anello non permette di ottenere anelli luminosi negli occhi di una persona: il rapporto tra le dimensioni della fonte luminosa e l’obiettivo della fotocamera non è infatti sufficiente per formare un riflesso ad anello. I flash ad anello formano invece un punto luminoso chiaro al centro della pupilla del soggetto ritratto. Il flash ad anello viene spesso utilizzato nella fotografia beauty, in quanto grazie alle sue caratteristiche permette di ottenere facilmente effetti molto richiesti quale la messa in risalto degli zigomi.

Per ottenere i desiderati anelli luminosi negli occhi usando un flash ad anello è necessario utilizzare un’estensione, che permetta di ingrandire il flash ad anello e, di conseguenza, aumentare il divario di dimensioni tra l’obiettivo e la fonte di luce.

Riassunto

Per ottenere anelli luminosi negli occhi di un soggetto da ritrarre si consiglia di utilizzare una lampada ad anello esterna per le DSLR o le fotocamere compatte fissate su un treppiedi. Le lampade ad anello sono disponibili in varie dimensioni e modelli, ma rappresentano comunque un accessorio fotografico relativamente ingombrante. È dunque bene riflettere prima dell’acquisto quanto spesso si intende utilizzarle. Uno strumento più pratico per le fotografie realizzate in viaggio possono essere le lampade ad anello per smartphone: piccole e compatte, queste lampade portatili sono anche più economiche.

Merken