Amici in una foto di gruppo

Come scattare foto di gruppo espressive

In occasioni di festa come matrimoni, compleanni, anniversari o simili, una foto di gruppo costituisce una parte importante dei ricordi di questa giornata speciale. Tuttavia, soprattutto in base al numero delle persone da fotografare, realizzare questo tipo di foto può rappresentare una sfida anche per il fotografo più esperto: tutti i presenti rientrano nella fotografia? Guardano tutti verso l’obiettivo oppure qualcuno ha gli occhi chiusi? Con i nostri consigli sull’attrezzatura, le impostazioni della macchina fotografica e la disposizione del gruppo da fotografare vi garantiamo un risultato eccezionale nella vostra prossima foto di gruppo.

Macchina fotografica e obiettivo

Per quanto riguarda le possibilità di impostazione, una system camera o una reflex sono senza dubbio le opzioni migliori. Modificando vari parametri come il rapporto focale, il tempo di esposizione o il valore ISO potrete compensare al meglio le condizioni di luce eccessiva. Questa compensazione è invece solo parzialmente possibile utilizzando una macchina fotografica compatta o, soprattutto, uno smartphone. In caso di buone condizioni luminose, invece, anche con questi ultimi apparecchi è possibile ottenere buoni risultati.

Se avete una fotocamera a lenti mobili, vi consigliamo di utilizzare un obiettivo standard con una distanza focale fissa di 50mm oppure un leggero teleobiettivo nel caso si trattasse di un gruppo numeroso. Al contrario, vi sconsigliamo l’utilizzo di un grandangolo, perché causa distorsioni e proporzioni innaturali nella foto di gruppo.

Utilizzare un treppiedi

Per ottenere una foto di gruppo impeccabile un accessorio praticamente indispensabile è il treppiedi. Questo attrezzo permette infatti di realizzare foto non mosse e di indirizzare la macchina fotografica sul punto esatto del soggetto dal fotografare senza doverla continuamente riallineare. Specialmente nel caso di gruppi più grandi, il treppiedi permette di posizionare la fotocamera in un punto più alto in modo da includere tutti i presenti nella foto.

Per foto di gruppo spontanee mentre vi trovate fuori, potete utilizzare dei piccoli treppiedi da viaggio, molto più leggeri e facili da trasportare rispetto a quelli normali. Nel caso trovaste un rialzo o un punto più elevato – come ad esempio una panchina o una parete – potete senza dubbio utilizzarlo per posizionarvi la macchina fotografica.

Scegliere lo sfondo giusto per la foto di gruppo

Oltre al gruppo di per sé, un elemento fondamentale per la riuscita di una foto di gruppo è senza dubbio lo sfondo. Idealmente dovrebbe trattarsi di uno sfondo statico e possibilmente con colori tenui in modo fa far risaltare il gruppo di persone come soggetto principale della foto. Ad esempio, è sconsigliabile scegliere un’immagine dinamica di città come scenografia di base oppure luci luminose sullo sfondo in quanto tendono a distrarre l’occhio di chi guarda e tolgono importanza al gruppo.

Foto di famiglia in giardino

In caso di luce solare accecante, le zone d’ombra offrono buone condizioni di luce per foto di gruppo ben illuminate.

Inoltre un’ambientazione all’aria aperta è consigliata rispetto ad un ambiente chiuso in quanto offre migliori condizioni si luce. Allo stesso tempo bisognerebbe evitare la luce eccessivamente forte nelle ore centrali del giorno in quanto causa la formazione di ombre molto definite che possono essere molto visibili sui volti delle persone. Quando la luce solare è soffusa, invece, bisogna fare attenzione affinché cada lateralmente sui volti conferendo alla fotografia un effetto molto naturale. Al contrario, la luce diretta da dietro o da davanti finirebbe per causare la formazione di ombre non volute del gruppo di persone oppure del fotografo stesso. Le condizioni di luce ideali per una foto di gruppo soddisfacente sono dunque un cielo velato oppure un luogo ombreggiato.

Se invece desiderate realizzare una foto di gruppo all’interno, dovreste usare il flash per illuminare meglio il soggetto. Finestre e lampade possono costituire un grande aiuto. Se possibile, dovreste utilizzare pareti di colore bianco e superfici chiare per riflettere la luce.

Disporre il gruppo nel modo giusto

Durante la disposizione delle persone, fate in modo che siano il più possibili vicine tra loro. In questo modo non solo riuscirete a farle stare tutte all’interno della foto, ma otterrete anche un migliore effettui di gruppo. In caso di gruppi grandi, può essere utile avere una lieve salita o una scala dietro al gruppo in modo che anche l’ultima fila possa essere posizionata in modo ben visibile. Potete sperimentare con diverse altezze e pose delle persone per ottenere un effetto dinamico, oppure provate a creare una simmetria perfetta in modo da realizzare una foto di gruppo d’impatto. Per ottenere un miglior effetto estetico dei volti, le persone dovrebbero sollevare lievemente il mento ed allungarlo verso l’alto.

Provate diverse prospettive per ottenere una fotografia di gruppo d’impatto. In base allo sfondo e allo spazio, potete fotografare il gruppo dall’alto oppure dal basso, ma affinché la foto risulti ben bilanciata la vostra macchina fotografica deve essere sempre focalizzata sulla metà del gruppo. Se invece ve la sentite di sperimentare, potete ovviamente provare diversi punti di fuoco e di taglio dell’immagine, focalizzandovi su un dettaglio o anche solo sulle scarpe delle persone.

Ausschnitt einer Gruppe Männer mit Fokus auf die bunten Socken

Il dettaglio della foto di gruppo – in cui si vedono solo le scarpe – conferisce all’immagine un tono divertente e innovativo

 

Impostazioni della macchina fotografica

Accade spesso di dover cambiare drasticamente le impostazioni della fotocamera a causa delle diverse condizioni di luce dei vari paesaggi: per trovare i giusti valori dei vari parametri, dovrete testare diverse combinazioni. In sostanza dovreste chiudere di più il diaframma (maggiore rapporto focale), per ottenere una maggiore definizione. In combinazione con un tempo di esposizione lievemente più lungo, questo è un elemento particolarmente importante per gruppi numerosi affinché anche l’ultima fila del gruppo venga immortalata perfettamente a fuoco. Tuttavia il tempo di esposizione non dovrebbe essere troppo lungo, altrimenti i piccoli movimenti involontari delle persone finiranno per causare delle sfocature. Dovrete eventualmente alzare anche il valore ISO il base a quello della distanza focale in modo da ottenere una definizione omogenea dell’immagine. Se il valore ISO è troppo alto, finirete per ottenere un indesiderato effetto di disturbo dell’immagine.

 

Gruppo con persone disposte una dietro all’altra

In questa disposizione di gruppo la risoluzione in profondità non è sufficiente: le persone in prima ed ultima fila risultano sfocate.

Nella fotografia di un gruppo in uno spazio chiuso si consiglia inoltre di aggiustare la temperatura die colori con l’aiuto di un filtro colorato: mescolando la luce naturale che entra dalle finestre con la luce artificiale, si possono infatti ottenere aloni luminosi indesiderati che possono venire corretti proprio con la modifica della temperatura del colore.

Scatti in serie, Timer & Co.

Oltre ai vari parametri modificabili nelle impostazioni della macchina fotografica – che permettono di avere un soggetto ben illuminato – anche il dispositivo di scatto gioca un ruolo importante per la realizzazione di foto di gruppo. Ad esempio, per riuscire ad immortalare il momento perfetto è consigliabile l’utilizzo della funzione “scatti in serie”: la fotocamera scatta più foto in successione finché il pulsante di scatto rimane premuto. In alcune macchine fotografiche è anche disponibile un timer che permette di impostare un intervallo di tempo tra una foto e l’altra.

Quasi tutte le macchine fotografiche offrono inoltre la funzione di timer o autoscatto per permettere anche al fotografo di entrare a far parte della fotografia. Se volete essere parte della foto senza dover correre nella posizione, vi consigliamo di utilizzare uno scatto con comando a distanza: in questo modo potrete scattare l’immagine solo quando sarete posizionati insieme al resto del gruppo.

Il tempismo giusto

Una bella foto di gruppo è anche una questione di tempismo. Specialmente in caso di gruppi numerosi non è semplice ottenere contemporaneamente l’attenzione ed il miglior sorriso di tutte le persone. Per fare in modo che tutti i componenti del gruppo sorridano contemporaneamente di fronte alla macchina fotografica, molti fotografi si servono di istruzioni semplici come “cheese” o “sorridete”. In questo caso può essere di grande aiuto la già citata funzione di scatti in serie, che permette di scegliere il momento perfetto. Anche in questo caso, però, è quasi sempre impossibile evitare che almeno una delle persone chiuda gli occhi per un istante. Per risolvere questo inconveniente c’è un piccolo trucco: chiedete a tutte le persone del gruppo di chiudere gli occhi e di aprirli solo dopo il vostro comando; dopo l’apertura degli occhi avrete una piccola finestra di tempo in cui nessuno dei presenti potrà chiudere gli occhi involontariamente. Il modo migliore è contare fino a tre e poi dare l’ordine “aprite gli occhi!”.

Le foto di gruppo restano senza dubbio una vera sfida per molti appassionati di fotografia. Grazie ai nostri consigli siete però ora preparati ad affrontare al meglio la vostra prossima sessione fotografica in famiglia o con gli amici.

Il giusto trucco per un servizio fotografico: consigli

Consigli di styling per la fotografia ritrattistica

Il make-up perfetto per un servizio fotografico è sostanzialmente diverso dal trucco che si utilizza ogni giorno. Ciò che non sempre è possibile osservare davanti a uno specchio, è invece spesso rivelato dalla fotocamera in maniera un po’ disarmante. Le piccole imperfezioni sono restituite dalla macchina fotografica in modo più evidente di quanto non corrisponda alla realtà. Ecco dunque come bisognerebbe truccarsi per un servizio fotografico professionale.

Trucco per la fotografia

Prima di qualsiasi photo shooting bisognerebbe sempre domandarsi con quale location e con quale tipo di luce si avrà a che fare. A seconda della fonte di luce selezionata, i colori varieranno da immagine a immagine. Tali variazioni saranno ancor più marcate nel caso in cui il soggetto indossi del trucco. Ad esempio, la luce solare è in grado di evidenziare i colori, le imperfezioni del trucco e i piccoli difetti della pelle molto di più della luce artificiale. Pertanto, il make-up utilizzato per scatti realizzati alla luce del sole non dovrebbe mai essere eccessivo. Se invece il servizio è effettuato all’interno di uno studio fotografico e con fonti di luce artificiale, il make-up potrà essere più marcato, in quanto tale tipologia di luci tende ad assorbire i colori.

Vergleich der Wirkung von Make-up: Natürliches Licht und künstliches Licht

Effetto delle diverse fonti di luce su trucco e colori: a sinistra luce diurna; a destra luce artificiale in studio

Make-up per la fotografia: consigli

Il primo passo per ottenere un buon trucco fotografico è un’adeguata preparazione. Prima di un servizio si consiglia di evitare la sperimentazione di nuovi trattamenti di bellezza o prodotti cosmetici. Le irritazioni cutanee e le piccole infiammazioni della pelle non possono infatti essere rimosse. Inoltre, lo sfoltimento delle sopracciglia non dovrebbe avvenire immediatamente prima dello shooting. Per preparare la pelle in modo ottimale all’applicazione del trucco, si consiglia di utilizzare un buon primer. Scegli dunque una crema da giorno leggera e adatta al tuo tipo di pelle.

Trucco fotografico: la carnagione

Nel trucco fotografico professionale bisogna dedicare particolare attenzione alla carnagione. Un fondotinta altamente coprente o un trucco camouflage sono dunque fortemente consigliati. Al momento della scelta del prodotto, fate attenzione che esso non contenga un filtro UV, così da evitare macchie riflettenti quando si usi il flash. In secondo luogo, la colorazione del fondotinta deve assolutamente corrispondere al tono del vostro carnato. Allo stesso modo, occorre che il trucco rispetti la natura della vostra pelle. Se ad esempio avete una pelle secca, dovreste evitare un fondotinta mat, in quanto questo tende a seccare ulteriormente l’epidermide, aspetto che sarà probabilmente rivelato dagli scatti fotografici.

Per un effetto naturale, si consiglia di applicare il fondotinta con una piccola spugna per trucco. Applicate il prodotto tamponando la spugnetta sul viso e fissate il make-up spolverando fronte, naso e mento con una cipria trasparente. Nei photo shooting queste zone del viso tendono a brillare di più rispetto, ad esempio, all’area delle guance.

Trucco fotografico: contouring

Per conferire al tuo viso contorni più definiti e dunque una maggiore tridimensionalità, è importante sagomare il volto con un contouring adeguato. Questa tecnica è molto popolare tra i truccatori professionisti e serve a fare in modo che il viso non appaia troppo piatto negli scatti. Per prima cosa, prendete una polvere per il contouring che sia di qualche tonalità più scura del colore naturale della vostra pelle e un pennello smussato, quindi applicate il prodotto sottolineando le linee che si trovano sotto gli zigomi, le tempie e la zona della fronte in prossimità dell’attaccatura dei capelli. Fate in modo che le linee non siano troppo marcate: un risultato che si ottiene sfumando bene il prodotto.  

Sulle guance si può tranquillamente applicare un blush rosa o color pesca, a seconda del tipo di pelle. Tale accorgimento conferisce un effetto naturale e fresco al viso. Per dare ancora più tridimensionalità al volto, utilizzate un highlighter. Per un risultato ottimale, si consiglia un highlighter liquido, in quanto ha un effetto più naturale. Applicalo con la punta del dito sulla parte superiore degli zigomi, sul ponte nasale e appena sopra il centro del labbro superiore. Questa tecnica permetterà una migliore resa di tali zone negli scatti fotografici. Le zone a evidenziare per un contouring perfetto sono mostrate nel nostro grafico.

Grafik: Diese Stellen werden im Gesicht konturiert für ein Foto Make-up

Suggerimenti per i ritratti fotografici in bianco e nero

Se il tuo servizio fotografico è in bianco e nero, dovresti tenere a mente che tale tipologia di ritratti non agevola una resa della pelle ottimale come le foto a colori. Il trucco fotografico in questo caso richiede contorni più marcati e un’enfasi maggiore su labbra, guance e occhi. Va inoltre notato che cicatrici, imperfezioni cutanee e rughe tendono ad essere molto più pronunciate nelle immagini in bianco in nero rispetto a quelle a colori. Pertanto si consiglia di utilizzare un trucco opaco forte che non secchi la vostra pelle.

Montagne innevate in inverno

Fotografare sulla neve

Il paesaggio innevato è sempre una visione suggestiva ed un soggetto molto amato dai fotografi. Il risultato è ancora più bello quando il colore della natura coperta di bianco viene riportato in modo fedele nelle immagini.

Vi sveliamo a cosa dovrete fare attenzione quando scattate fotografie sulla neve, vi spiegheremo come fare in modo che la neve appaia di colore bianco e vi daremo dei consigli per realizzare foto invernali davvero soddisfacenti.

Preparazione della strumentazione fotografica in ambienti freddi

Non siamo solo noi uomini ad amare il caldo, ma anche le batterie delle macchine fotografiche! In ambienti freddi le batterie si scaricano infatti molto più velocemente. Per prevenire brutte sorprese dovrete dunque mantenere il vostro equipaggiamento al caldo: tenete le batterie di scorta nelle tasche di una giacca calda, possibilmente vicino al corpo. Lo stesso vale per la batteria che utilizzate per la vostra macchina fotografica: toglietela dalla fotocamera e reinseritela solo quando ne avete bisogno. In questo modo le batterie si scaricheranno molto più lentamente e voi non dovrete interrompere forzatamente anzitempo la vostra sessione di shooting.

Per realizzare delle belle fotografie del paesaggio innevato sono particolarmente adatti gli obiettivi grandangolari. Se invece preferite realizzare foto di dettagli del paesaggio innevato oppure di oggetti in movimento (come persone intente a fare sport o animali), è meglio optare per un teleobiettivo. La cosa più semplice sarebbe utilizzare un obiettivo che copra sia alcune caratteristiche del grandangolo sia del teleobiettivo. Cambiare l’obiettivo in ambienti freddi può risultare complicato: con l’aiuto dei cosiddetti “obiettivi da viaggio” potrete invece immortalare i soggetti più disparati, senza dover ogni volta curarvi di sostituire l’obiettivo della fotocamera.

Passando da un ambiente caldo ad uno freddo potrebbero crearsi die depositi di umidità e appannamento sul corpo della fotocamera e sull’obiettivo. Se l’umidità raggiunge la parte interna dell’apparecchio, la parte elettronica potrebbe subire dei danni.

Consiglio: Prima di affrontare il cambio di temperatura, proteggete la vostra macchina fotografica in un sacchetto di plastica come quelli usati per conservare gli alimenti. In questo modo la fotocamera può adeguarsi lentamente alle temperature ambientali e ogni forma di umidità si fermerà sulla superficie esterna del sacchetto di plastica.

Impostazioni della macchina fotografica per foto di neve bianche

Fotometro, ISO, rapporto focale e tempo di esposizione

La luce del sole viene riflessa dalla superficie della neve. Di conseguenza, il fotometro integrato nella vostra macchina fotografica potrebbe avere dei problemi a calcolare il valore esatto. Occasionalmente ciò può portare alla realizzazione di fotografie sottoesposte, in cui la neve appare più grigia che bianca. Per evitare questo effetto indesiderato, dovrete sperimentare con i vari valori della scala di esposizione fino a che non troverete quello che vi permetterà di rappresentare la neve in modo soddisfacente.

La foto non è stata illuminata a sufficienza. La neve in primo piano appare più grigia che bianca e i pini sono scoloriti. La foto è stata scattata controluce, infatti il cielo risulta molto chiaro. Per un migliore risultato si sarebbero dovuti illuminare separatamente gli elementi in primo piano.

Dovete adeguare il valore ISO della vostra macchina fotografica alla quantità della luce a disposizione. Se volete fotografare paesaggi fortemente innevati in pieno giorno, a causa della notevole quantità di luce riflessa avrete una sufficiente luminosità per poter scegliere un valore ISO più basso (come 50 o 100). Al contrario, in caso di condizioni metereologiche nuvolose e nelle ore serali dovrete necessariamente scegliere valori ISO più elevati (a partire da 400, ad esempio 800).

Il rapporto focale deve essere scelto in base al soggetto da fotografare: con un diagramma aperto (basso rapporto focale) potrete mettere in risalto uomini, animali o specifici soggetti nel contesto del paesaggio innevato. Se invece preferite rappresentare in modo definito l’ambiente innevato di per sé, chiudete maggiormente il diaframma (rapporto focale alto) in modo da poter fotografare con alta definizione il paesaggio.

Anche il tempo di esposizione dipende dall’obiettivo della fotografia. Nel caso di soggetti immobili potete scegliere tempi di esposizione più lunghi (es. 1/30 secondi) rispetto a soggetti in movimento. Il tempo di esposizione deve essere particolarmente breve se si desidera ritrarre degli sportivi impegnati in attività sulla neve. In questo caso è di grande aiuto la modalità preimpostata “fotografia sportiva” di alcune fotocamere che può permettere anche a fotografi inesperti di ottenere fotografie molto soddisfacenti.

Bilanciamento del bianco sulla neve bianca

Nelle foto sulla neve il bilanciamento del bianco ricopre un ruolo particolarmente importante. Non sempre la funzione di bilanciamento automatico della macchina fotografica riesce a trovare il valore di riferimento più adeguato per il bianco. Di conseguenza la temperatura di colore viene resa in modo errato e la neve risulta grigiastra o tendente all’azzurro. Nel caso in cui fotografiate a lungo con le stesse condizioni di illuminazione, vale la pena utilizzare la funzione semiautomatica di bilanciamento del bianco.

Consiglio: Il sole e visibile ed il cielo prevalentemente azzurro? Fotografate posizionandovi nell’ombra di un edificio. Le condizioni di luce presentano principalmente tonalità azzurre con, di conseguenza, un valore vicino ai 7.000 Kelvin: in questo case scegliete la funzione di bilanciamento del bianco in modalità “ombreggiata”, in modo da neutralizzare le tonalità azzurre della luce. La cosiddetta “luce bianca” ha invece una temperatura di colore di circa 5.500 Kelvin.

Montagne innevate in inverno

In confronto alla precedente immagine, in questa fotografia la neve appare decisamente più brillante e bianca.

Oltre alla funzione di bilanciamento del bianco automatica e semiautomatica, molti modelli di macchina fotografica offrono anche la modalità manuale. In questo caso potrete impostare il valore di riferimento del bianco in base ad una vostra fotografia. Per iniziare, potete ad esempio fotografare una pagina di carta bianca. I più esperti preferiscono invece utilizzare la cosiddetta “carta grigia” di bilanciamento del bianco per ottenere delle fotografie dai colori più fedeli. Si tratta di un accessorio fotografico specifico per la calibrazione dell’illuminazione.

Fate attenzione che il vostro oggetto di riferimento sia posizionato al centro del campo fotografico e che venga immortalato in modo che occupi la maggior parte possibile della fotografia. Anche l’illuminazione deve rimanere invariata. Dopo lo scatto aprite le impostazioni di bilanciamento del bianco della vostra macchina fotografica, selezionate “Bilanciamento del bianco manuale” e impostate la foto come riferimento.

Per avere maggior flessibilità vi consigliamo di salvare le vostre fotografie in formato RAW: in questo modo potrete rielaborarle in seguito e ritoccare il bilanciamento del bianco.

Fotografare in modo diverso il paesaggio invernale

Fotografie HDR

Nel caso di fotografie con soggetti molto dinamici, la macchina fotografica fa spesso fatica a rappresentare in un’unica fotografia l’intero insieme di contrasti del paesaggio innevato. Una soluzione può essere rappresentata dall’utilizzo di diversi livelli di esposizione all’interno della stessa fotografia. In questo caso dovrete effettuare scatti multipli dello stesso soggetto cambiando semplicemente l’esposizione. Potrete così ottenere un’immagine con una scala di esposizioni come sottoesposto, sovraesposto e “illuminato al giusto livello”: tramite il computer o direttamente con la fotocamera questa serie di immagini verrà usata per ottenere un’unica immagine HDR (High Dynamic Range). Per realizzare le immagini HDR dovete necessariamente utilizzare un treppiedi oppure una superficie di appoggio stabile. In caso contrario otterreste inevitabilmente delle differenze tra una foto e l’altra e la creazione dell’immagine HDR fallirebbe.

Fotografie in bianco e nero

Le immagini in bianco e nero conferiscono alle vostro foto invernali un tono artistico e riproducono la neve in modo particolarmente suggestivo. Molte macchine fotografiche moderne permettono di scegliere la funzione “bianco e nero” già al momento di scattare la fotografia: in questo caso vi basterà selezionare la giusta opzione nelle impostazioni della vostra fotocamera. Dovete però tenere presente che il filtro viene applicato dalla macchina fotografica solamente a immagini in formato JPEG. Per evitare che le fotografie originali non vengano sovrascritte, dovete dunque salvarle anche in formato RAW: in questo modo potrete effettuare modifiche all’immagine originale anche in seguito utilizzando il vostro computer.

Verschneiter Berggipfel in schwarz-weiss dargestellt

Ma attenzione: la vostra scheda di memoria si saturerà molto velocemente, in quanto oltre ai già pesanti file RAW verranno salvati anche i classici JPEG.

In breve: Come superare le difficoltà

Per ottenere buoni risultati con le foto sulla neve bisogna tenere presente alcune cose. Dovete essere molto attenti ai valori del fotometro e testare vari diversi valori di esposizione. Un’illuminazione molto forte farà ad esempio apparire la neve di un bianco splendente. Utilizzate la funzione di bilanciamento del bianco della vostra fotocamera e passate dopo ogni scatto dalla modalità automatica, a quella semiautomatica a quella manuale. In alcuni casi vale inoltre la pena testare varie fasce di esposizione per lo stesso soggetto per poi utilizzarle per la creazione di un’immagine HDR ricca di contrasti. L‘utilizzo di filtri colorati può inoltre aiutare a rappresentare i paesaggi invernali in modo più espressivo.

Aereo Swissair in partenza

Planespotting – La foto perfetta degli aerei

Dietro al termine “Planespotting“ c’è tutto il fascino di fotografare i giganti del cielo in foto d’impatto. Similarmente alla fotografia sportiva, la vera sfida del Planespotting è rappresentata dal fatto che bisogna immortalare un aereo rapidissimo in movimento. Per ottenere dei buoni risultati è dunque necessario adottare degli accorgimenti.

Vi sveliamo a cosa fare attenzione nella fotografia di aerei, quali condizioni meteorologiche e impostazioni della macchina fotografica sono consigliabili e con l’aiuto di quali app potrete tracciare gli aerei nella vostra zona.

Attrezzatura fotografica consigliata per la fotografia di aerei

Per il Planespotting dovete munirvi di una macchina fotografica digitale (DSLRs o DSLM) e di un obiettivo con ampia lunghezza focale. In alcuni casi possono essere utilizzate anche fotocamere bridge, ma in questo caso è necessaria una buona potenza di zoom. Le macchine fotografiche con un sensore APS-C sono particolarmente adatte al Planespotting grazie alla presenza di un’inquadratura più piccola: in confronto alle macchine fotografiche con un sensore a pieno formato, con il sensore APS-C gli aeroplani vengono infatti mostrati più grandi.

Per il Planespotting non potrete fare a meno dell’utilizzo di un teleobiettivo. Gli aerei sono infatti quasi sempre molto distanti dal fotografo e vi ci si può avvicinare solo limitatamente. Gli obiettivi con una lunghezza focale tra i 55 e i 250mm rappresentano già un ottimo inizio. Un ulteriore vantaggio è fornito dalla presenza di uno stabilizzatore di immagine dietro all’obiettivo. Nel caso di fotografie con ampia lunghezza focale, è ovviamente facile ottenere delle sfocature o foto mosse.

Planespotterin fotografiert startendes Flugzeug

Preparazione – Esplorazione degli aeroporti

Gli aeroporti offrono diverse possibilità per il Planespotting. Alcuni aeroporti mettono infatti a disposizione delle zone pensate proprio per gli appassionati di aerei e per i “planespotter”, altri sono magari vicini ad una collina che offre un ottimo punto di osservazione per il soggetto. Se pianificate di effettuare la vostra sessione di Planespotting in un aeroporto specifico, vale la pena informarsi per tempo sulle possibilità offerte dal luogo in questione. Un’importante fonte di informazioni può essere l’aeroporto stesso oppure dei forum di planespotter in cui i vari fotografi possono scambiarsi consigli ed informazioni. Alcuni aeroporti offrono addirittura degli speciali tour per planespotter, per mostrare ai fotografi dei punti di osservazione particolarmente favorevoli.

Bisogna fare particolare attenzione nel praticare Planespotting fuori dall’Europa. In alcuni Paesi questa pratica è infatti vietata e punita. Informatevi dunque per tempo se nel luogo da voi scelto il Planespotting è permesso dalla legge.

Condizioni meteo ottimali per il Planespotting

Le condizioni meteorologiche in continuo cambiamento garantiscono una grande variabilità nelle vostre fotografie: sia che splenda il sole su un cielo azzurro, sia che sia nuvoloso o sia che piova, potrete ottenere delle foto di aerei di grande impatto in qualunque condizione atmosferica. Un’unica eccezione è rappresentata dal caso in cui lo strato nuvoloso sia così denso da impedire la vista dell’aereo.

Sfruttate il meteo a vostro vantaggio e rendetelo parte delle vostre fotografie. In caso di pioggia si formano dei riflessi sull’aereo e sulla pista di decollo che possono dare un ulteriore tocco alla foto: le gocce d’acqua che imperlano l’aeroplano conferiranno un ulteriore realismo alle vostre fotografie. Detto questo, dovrete fare attenzione a proteggere la vostra macchina fotografica da infiltrazioni d’acqua: nonostante la protezione contro la pioggia battente, un’esposizione prolungata alle intemperie può causare infatti danni all’apparecchio.

Evitate inoltre di fotografare aerei con la luce forte del sole di mezzogiorno. L’aereo deve essere illuminato in modo omogeneo evitando così la presenza di ombre definite. In generale, assicuratevi di non scattare fotografie in controluce.

Aereo in atterraggio

In questa immagine l’aereo appare come se fosse immobile: persino le eliche dei motori sono state immortalate in modo perfettamente definito. Un tale risultato può essere ottenuto solo utilizzando un brevissimo tempo di esposizione. Il cielo velato sullo sfondo dona all’immagine più profondità.

Impostazioni della macchina fotografica per la fotografia di aerei

Sia i principianti che i fotografi più esperti apprezzano molto nel Planespotting le facilitazioni fornite dalle modalità S e A offerte dalle macchine fotografiche digitali. Nella modalità S o TV (Priorità di tempo) potete scegliere un valore per il tempo di esposizione: la giusta apertura verrà calcolata automaticamente dalla fotocamera in base al valore ISO scelto. La modalità A o AV (Priorità di diaframma) si utilizza in modo simile: scegliete un valore per il diaframma ed il tempo di esposizione verrà calcolato automaticamente.

Dovreste ricorrere alla speciale modalità di messa a fuoco per soggetti in movimento prevista dalla vostra macchina fotografica: negli apparecchi prodotti da Canon questo strumento prende il nome di “Al servo”, mentre nelle fotocamere Nikon è definito “AF-C”. La denominazione della modalità di messa a fuoco può variare in base al produttore.

Al momento della scelta del tempo di esposizione tenete bene a mente che gli aerei hanno una velocità tra i 200 e i 300 km/h al momento del decollo o dell’atterraggio. Nel Planespotting ci sono principalmente due procedure che potete utilizzare per fotografare gli aerei.

Volete immortalare un aereo e l’ambiente circostante nel modo più definito possibile ed eliminare ad ogni costo eventuali sfocature? In tal caso dovrete scegliere un tempo di esposizione breve, intorno al valore di 1/1000 di secondo. Il breve tempo di esposizione fa sì che – in base alla velocità dell’aereo – il soggetto venga “congelato” insieme all’ambiente circostante. A causa delle condizioni atmosferiche esterne, la scelta di un tempo di esposizione breve potrebbe non essere sempre possibile. Nel caso non ci fosse sufficiente luce, per mantenere il breve tempo di esposizione dovrete ridurre il valore ISO o di rapporto focale. Le vostre fotografie perderanno inoltre velocemente il loro valore dinamico.

In alternativa potete scegliere di rappresentare nella fotografia il movimento degli aerei. In questo caso gli aerei vengono immortalati in modo definito, mentre il primo piano e lo sfondo presenteranno degli effetti di sfocatura. Come valore indicativo scegliete un tempo di esposizione intorno a 1/100 di secondo. Indirizzate il fuoco su un punto preciso sulla fusoliera dell’aereo e seguite il velivolo nel suo movimento mantenendo il pulsante di scatto premuto a metà. Concentratevi sul movimento dell’aereo e assicuratevi che la messa a fuoco automatica sia costantemente sul punto desiderato. Premete fino in fondo il pulsante di scatto per scattare la fotografia. Questa tecnica viene anche definita “Panning” (trascinamento) e viene spesso utilizzata nella fotografia sportiva.

Airbus A320 della Lufthansa in atterraggio

L’aereo appare nitido e a fuoco nell’immagine, mentre il primo piano e lo sfondo sono sfocati. La foto dà a chi la osserva la percezione di quanto doveva essere stato veloce l’aereo nella fase di atterraggio.

Ugualmente importante alla scelta del giusto tempo di esposizione è quella del valore focale. Se scegliete di aprire il diaframma, la vostra fotografia avrà una profondità di definizione limitata e l’aereo verrà rappresentato a fuoco solo in alcuni punti. Al contrario, un diaframma molto chiuso conferirà maggiore profondità all’immagine e rappresenterà più parti dell’aereo nitidamente. In questo caso la macchina fotografica avrà tuttavia bisogno di molta più luce o di un tempo di esposizione più lungo. Già questo rappresenta però un problema per il Planespotting a causa delle alte velocità dei velivoli.

Apps per tracciare gli aerei

La pianificazione gioca un ruolo importante nel Planespotting, in particolare per coloro che desiderano fotografare un aereo particolarmente raro. App di “plane tracking” sono particolarmente utili per avere una panoramica del traffico aereo. In questo modo potrete seguire gli aerei nei paraggi ma anche in altri continenti e ricevere dettagli importanti come il tipo di aereo, la durata di volo o la destinazione.

La app “Plane Finder” – disponibile sia nell’iOS App Store che nel Google Play Store di Android – ha delle valutazioni medie molto buone e offre numerose funzioni utili. Su entrambe le piattaforme questa app è disponibile sia in una versione gratuita che a pagamento con un’estensione di alcune funzioni. La versione estesa offre tra le altre cose una modalità di Augmented Reality (o realtà aumentata) in cui grazie all’aiuto della fotocamera potete trovare la posizione dell’aereo. Potrete inoltre trovare più informazioni sui singoli voli.

Oltre alla app „Plane Finder“ c’è un notevole numero di altre applicazioni che offrono simili funzioni e che meritano di essere testate.

Riassunto

Il Planespotting può sorprendere con le sue numerose possibilità di immortalare aerei in foto d’impatto. Con l’aiuto di un teleobiettivo con ampia lunghezza focale e diverse tecniche di fotografia, anche fotografi meno esperti possono ottenere delle ottime fotografie. Una buona pianificazione è importante almeno tanto quanto una buona esecuzione. L’utilizzo delle giuste app per smartphone può facilitare tantissimo la fase di pianificazione e fornisce ai planespotter molte informazioni utili sul traffico aereo: dal tipo di aereo, alla rotta e alla destinazione.

Confronto tra prima e dopo del fotomontaggio

Photoshop: Aggiungere elementi grafici su nuovi sfondi

Al giorno d’oggi nel mondo della fotografia l’aggiunta o eliminazione di elementi grafici non sono certo una rarità. Grazie all’aiuto di Photoshop, dopo lo scatto della fotografia è infatti possibile creare con pochi tocchi delle vere e proprie illusioni ottiche. Anche se i fotomontaggi possono essere velocemente riconosciuti da un occhio esperto, si possono comunque ottenere degli interessanti effetti artistici.

Vi mostreremo come procedere per la realizzazione di un fotomontaggio e come riuscire ad armonizzare al meglio l’elemento grafico aggiunto con il resto dell’immagine.

Aggiungere e ridimensionare elementi grafici

Scegliete un’immagine e trascinatela con il drag and drop nella finestra aperta di Photoshop. Per fare sì che il fotomontaggio risulti il più possibile autentico alla fine della rielaborazione, dovete aver ritagliato l’immagine da aggiungere in modo pulito. Trovate una guida su come ritagliare immagini su Photoshop nel seguente articolo Bilder mit Photoshop freistellen: drei Möglichkeiten.

Non appena avete inserito un oggetto, dovete assicurarvi che i livelli dell’oggetto vengano trasformati in un “oggetto avanzato”. Questa conversione permetterà un ridimensionamento dell’immagine senza alterazioni. Le informazioni dell’immagine del file di riferimento vengono infatti inserite nell’oggetto avanzato: qualunque modica farete all’immagine verrà salvata in una copia separata dell’immagine di riferimento. In questo modo l’immagine manterrà la sua qualità originale anche se dovesse venire ridimensionata e modificata più volte.

Trasformazione di un elemento grafico di Photoshop in oggetto avanzato.

Cliccate col tasto destro del mouse sul livello su cui avete incollato l’oggetto, scegliete la voce “convertire in oggetto avanzato” e confermate con un click con il tasto sinistro del mouse.

Per iniziare il ridimensionamento, potete utilizzare la scorciatoia di tastiera “Strg“ + “T”. Assicuratevi di avere prima selezionato i livelli da ridimensionare. Dopo aver utilizzato la combinazione di tasti, intorno all’oggetto da ridimensionare apparirà una griglia: trascinandone gli angoli, potrete cambiare le dimensioni. Mantenendo premuto il tasto “Shift”, potrete ridimensionare l’oggetto mantenendo le proporzioni: il rapporto tra le dimensioni dell’oggetto viene mantenuto, evitando così distorsioni.

Ridimensionamento di un oggetto con Photoshop

La griglia ed i punti su di essa permettono di cambiare le dimensioni dell’oggetto e di ruotarlo.

Fate attenzione a scegliere per l’oggetto aggiunto delle dimensioni che si rapportino nel modo più realistico possibile con il resto dell’immagine. In caso contrario, risulterà evidente che si tratta di un fotomontaggio.

L’elemento aggiunto dovrebbe inoltre essere posizionato in un punto adeguato dell’immagine. Assicuratevi anche che il punto di osservazione dell’oggetto coincida con quello del resto della fotografia e che si trovi nella zona dell’immagine originale messa a fuoco. Nel caso la fotografia sia poco definita, non potrete inserire un oggetto perfettamente a fuoco su uno sfondo sfocato e vicino alla parte messa a fuoco: ciò causerebbe un effetto molto innaturale e verrebbe facilmente “smascherato” come fotomontaggio.

Fiori di dente di leone dopo il ridimensionamento

L‘immagine di esempio è una fotografia che è stata scattata con diaframma aperto. Tali immagini presentano solitamente un basso livello di profondità. Mentre i fili d’erba in primo piano vengono rappresentati in modo relativamente definito, i rimanenti fili d’erba pochi centimetri più in alto si perdono nella parte sfocata dell’immagine. Di conseguenza, l’area a fuoco della fotografia è limitata alla parte più bassa del campo.

Se il fiore – nella sua messa a fuoco originale – fosse stato posizionato più verso lo sfondo, sarebbe saltato troppo all’occhio. Per ridurre un po’ la sua definizione, scegliete “Filtri”, “Sfocatura” e infine “Controllo sfocatura” (Gaussian blur).

Finestra di dialogo del controllo di sfocatura di Photoshop

La scelta del raggio influenza l’intensità del controllo di sfocatura. Il risultato si può vedere sull’intera immagine.

Adeguare l’oggetto alla luminosità della foto

Per ottenere un insieme armonico di fotografia di base e elemento aggiunto è inoltre molto importante che i due elementi abbiano la stessa luminosità.

Grazie all’utilizzo di speciali filtri, Photoshop ci permette di omogenizzare la tonalità di colore dello sfondo con quella del soggetto. Una possibilità è ad esempio la colorazione con il tono medio. Per utilizzarlo, prima di tutto selezionate i livelli del vostro file Photoshop, poi andate su “Filtri”, scegliete “Sfocatura” e infine “Media”.

Photoshop-Dropdownmenü des angewählten Durchschnitt-berechnen-Filters

A questo punto Photoshop riempie ogni livello con il valore cromatico medio del livello stesso. Per procedere con la rielaborazione, selezioniamo questo colore con aiuto della pipetta dello strumento di selezione del colore.

Die Anwendung des Durchschnitt-berechnen-Filters färbt den Hintergrund im durchschnittlichen Farbton ein

Il tono di colore blu-grigio dell’immagine rappresenta la tonalità media dell’immagine da noi scelta.

Per annullare il riempimento dello sfondo potete utilizzare la scorciatoia di tastiera “Strg” + “Z” (in alternativa andate nel menu “Modifica” e cliccate su “Passo indietro”). A questo punto create un nuovo livello e riempitelo con il colore medio ottenuto.

Eine mit dem durchschnittlichen Farbton eingefärbte Photoshop-Ebene

L’obiettivo di questo procedimento è di utilizzare il valore medio ottenuto unicamente per l’elemento inserito. Per fare ciò, nell’ordine dei livelli mettete il livello con il colore sopra quello dell’oggetto. A quel punto, mantenendo premuto il tasto “Alt” andate con il puntatore del mouse sul livello con il colore. Comparirà un simbolo quadrato con una freccia verso il basso: confermatelo con un click con il tasto sinistro del mouse. A questo punto lo sfondo sarà di nuovo visibile, mentre il vostro oggetto sarà colorato unicamente con il colore di riempimento prima applicato.

Die Füllung der Farbton-Ebene wurde lediglich auf ein einzelnes Objekt angewandt

Potete infine modificare la trasparenza del colore in base al vostro gusto personale: cercate di scegliere un valore che permetta una buona armonia cromatica con lo sfondo.

Il dente di leone è stato aggiunto con successo all'immagine

Per finire il gambo del dente di leone viene coperto con un paio di fili d’erba.

Riassunto

La realizzazione di fotomontaggi richiede una certa esperienza con Photoshop. Tuttavia degli utenti esperti avranno la possibilità di rielaborare le proprie fotografie con un tocco di creatività e personalità e di aggiungere in seguito degli elementi grafici. Il risultato del fotomontaggio dipende direttamente dalla qualità dell’oggetto ritagliato che viene poi aggiunto all’immagine. Per ottenere un risultato credibile si consiglia di rispettare l’armonia dei due elementi dell’immagine finale e di non creare composizioni esagerate. Gli oggetti aggiunti dovrebbero essere adeguati alla luminosità dell’immagine originale.

Silhouette di una donna al mare prima del tramonto

Fotografia di ritratto: tre idee per una foto ritratto diversa

La fotografia di ritratto consiste nel dare il giusto rilievo a una o più persone. Mentre in altre discipline fotografiche spesso più elementi si combinano nell’immagine, nella fotografia di ritratto è generalmente una singola persona ad essere immortalata.

I possibili modi di immortalare il soggetto da ritrarre non si limitano alla rappresentazione classica delle fototessere, ma si possono notevolmente allontanare da questa estendendosi in un campo di possibilità molto vasto.

In questo articolo scoprirete come ritrarre una persona conferendole efficacemente un aspetto innocente o misterioso, come modificarne a piacere le dimensioni e come renderne magistralmente la silhouette.

La giusta preparazione previene delusioni

Come spesso accade, una giusta preparazione ricopre un ruolo fondamentale anche nella fotografia di ritratto. Ciò include non solo la scelta della giusta attrezzatura, ma anche la comunicazione con il soggetto da ritrarre.

Nella maggioranza dei casi i foto-ritratti vengono realizzati con distanze focali medie o alte, in quanto ciò permette da una parte di avere la giusta distanza dal soggetto ritratto e, al contempo, farlo spiccare nell’ambiente circostante. L‘obiettivo utilizzato sulla fotocamera dovrebbe idealmente essere molto luminoso, permettendo dunque l’utilizzo di un numero f basso.

Con l’aiuto di un diaframma aperto, potrete far chiaramente spiccare il soggetto da ritrarre dallo sfondo. Grazie ad un obiettivo luminoso avrete inoltre la possibilità di scattare fotografie con un valore ISO basso anche in ambienti scarsamente illuminati.

Un’altra importante condizione per ottenere delle buone foto ritratto è rappresentata dalla comunicazione con la persona ritratta. Per evitare delusioni, dovreste accordarvi con il vostro modello (o modella) sul tipo di immagini da scattare. Comunicate inoltre per tempo al protagonista del ritratto quale abbigliamento o specifici strumenti sono necessari per il servizio fotografico.

Contro le convenzioni: sovra- e sottoesporre

Per ottenere dei foto-ritratti accattivanti è a volte consigliabile sperimentare fuori dall’usuale scala dei valori di esposizione: spingendosi verso valori molto alti o bassi, si possono infatti spesso ottenere degli scatti ricchi di fascino.

Nelle fotografie

Confronto di una foto “High Key” con una foto “Low Key”

Scegliendo un valore nella parte alta della scala di esposizione, l’immagine risulterà sovraesposta. L’utilizzo intenzionale della sovraesposizione è comune nella fotografia di ritratto e viene denominato con il termine di fotografia “High Key”. Le immagini risultanti sono ovviamente estremamente chiare e comunicano un senso di purezza e calma grazie all’alta percentuale di bianco e il relativamente basso contenuto di zone scure.

Se invece si sceglie un valore negativo nella scala di esposizione, l’immagine risulterà sottoesposta. Anche questa modalità fotografica è molto amata nel contesto della ritrattistica. Grazie alla prevalenza di tonalità scure nelle immagini, la cosiddetta fotografia “Low Key“ crea un’atmosfera tetra e quasi mistica.

Per un’immagine ancora più d’effetto, sia nel campo della fotografia High Key che in quello della Low Key si utilizza solo lo spettro cromatico del bianco e nero.

Gioco di prospettive: già un successo ne “Il Signore degli Anelli”

Un‘ulteriore possibilità artistica per foto-ritratti speciali si può ottenere tramite l’uso della prospettiva utilizzata dalla fotocamera rispetto al soggetto da ritrarre. La prospettiva forzata (in inglese „forced perspective“) riprende una tecnica molto popolare ed utilizzata soprattutto in campi come l’industria cinematografica, l’arte e l’architettura.

Grazie a questa tecnica gli oggetti possono venire rappresentati più grandi o più piccoli rispetto a come sono in realtà. Per ottenere questo effetto, i singoli oggetti devono essere posizionati a diverse distanze dalla macchina fotografica: l’illusione ottica si verifica grazie al confronto tra un soggetto ed un altro che è stato posizionato in un punto distante. Un esempio celebre nel contesto del cinema è costituito dalla trilogia del Signore degli Anelli: i minuti hobbit ed i nani sono stati posizionati più lontani dalla cinepresa rispetto ai ben più grandi uomini ed elfi.

Die im Vordergrund stehende Person erscheint aufgrund ihrer Nähe zur Kamera grösser, als die im Hintergrund abgebildete Person

La persona in primo piano risulta più grande rispetto alla persona in secondo piano a causa della sua maggiore vicinanza alla fotocamera.

Se desiderate utilizzare questo effetto dovete assicurarvi di avere una sufficiente profondità di campo (apertura stretta del diaframma), in modo che sia il soggetto da ritrarre sia l’ambiente che lo circonda risultino a fuoco. Si richiede spesso l’utilizzo di un obiettivo grandangolare, che permette di far apparire il soggetto della foto ancora più grande utilizzando un angolo stretto. Evitate tuttavia di utilizzare distanze focali molto basse, se non volete che il vostro soggetto risulti deformato.

Forme invece che dettagli: le silhouette

Anche se emozioni e caratteristiche caratteriali vengono spesso comunicate attraverso il volto di una persona, anche la forma ed il profilo di un individuo possono lasciar trasparire la personalità del soggetto. Nella fotografia di silhouette il fotografo si limita volutamente alla rappresentazione dell’aspetto esterno del proprio modello o modella.

Silhouette di una donna al mare prima del tramonto

Nella fotografia di silhouette la forma del soggetto fotografato viene in primo piano

Il momento migliore per scattare foto di silhouette è quando il sole è basso, ovvero al momento dell’alba o del tramonto. Quando componete l’immagine assicuratevi che il soggetto sia in linea orizzontale rispetto al sole e lo copra. Utilizzate inoltre un angolo stretto per evitare che il vostro modello o modella si perda nel contorno del restante primo piano.

È inoltre importante trovare lo sfondo giusto per le foto di silhouette. Lo sfondo (nella maggior parte dei casi rappresentato dall’orizzonte) dovrebbe essere un elemento unico, senza distrazioni e che occupi occupare circa 2/3 dell‘intera immagine. Per fotografie in ambiente urbano si consiglia di cercare dei sottopassaggi o tunnel, utilizzando l’uscita come fonte luminosa per l’effetto del controluce.

Per le vostre voto di silhouette utilizzate una piccola apertura del diaframma in modo da ottenere una maggiore profondità di campo. Con l’aiuto di brevi tempi di esposizione potrete anche immortalare il vostro soggetto in movimento. La sperimentazione con diverse costruzioni dell’immagine vi darà molta soddisfazione e vi permetterà di ottenere dei risultati sorprendenti.

Spiaggia filmata con uno smartphone

Cinemagrafie: foto e video allo stesso tempo

Ciò che conoscevamo con un simbolo saltellante della @ negli Anni Novanta o come divertenti frammenti di video nelle chat, è stato ora conquistato dal mondo digitale con una più alta qualità e un design raffinato. Le cinemagrafie sono un mix di foto e video che abbonda ormai su siti, banner pubblicitari e social network. In questo articolo vi mostreremo come crearvi le vostre cinemagrafie.

Già quasi vecchie…

Jamie Beck (fotografa) e Kevin Burg (web designer) svilupparono la loro prima cinemagrafia già nel 2011 nel corso della Fashion Week di New York. Con le fotografie di Jamie e le conoscenze digitali di Kevin, i due riuscirono a unire video e fotografia. Dopo una lunga riflessione per questo prodotto fu scelto il nome „cinemagraph”. Da allora la Beck e Burg hanno creato delle cinemagrafie (come vengono definite in italiano) di grande effetto per i colossi dell’industria della moda come Chanel e Balenciaga. Potete scoprire le loro opere su Cinemagraphs.

Basi tecniche: piattaforme con l’autoplay

Ma cos’è dunque questo nuovo formato? Anche se può venire spontaneo fare un confronto con le GIF, non si tratta di una GIF. È possibile esportare una cinemagrafia in formato GIF per ridurre le dimensioni del file, ma questa operazione riduce visibilmente la qualità dell’immagine. Il formato più comunque per queste immagini in movimento è .mp4 o .mov.

Per parecchio tempo questo formato è rimasto appannaggio esclusivo del mondo artistico, tuttavia la crescente commercializzazione online ha reso necessaria una differenziazione dalla concorrenza. Grazie al loro movimento fluido le cinemagrafie possono rendere particolarmente intrigante la testata di un sito web. Questi formati sono decisamente più economici da produrre rispetto a degli spot pubblicitari e si distinguono nettamente per qualità dai classici banner pubblicitari, spesso caratterizzati da un fastidioso effetto di sfarfallio a causa sel sovraccarico. La condizione di base, però, è che il sito abbia una funzione di autoplay: la cinemagrafia può rendere in pieno il suo potenziale solo se parte in automatico senza che sia necessario cliccare su un pulsante di autoplay.

 

Social network come Facebook e Instagram hanno integrato ormai da anni funzionalità come live view e autoplay per i video. Ora Facebook sta lavorando per implementare questa funzione anche nelle immagini di profilo e di copertina. Secondo uno studio di Advertising Age, le cinemagrafie hanno infatti una portata superiore fino al 71% rispetto ad un’immagine statica.

L’arte della cinemagrafia

Anche se non dovete promuovere una grande azienda ma siete solo un fotografo amatoriale o professionista, potete utilizzare queste immagini animate sui vostri siti o social network per mettere in maggior rilievo meglio i vostri lavori. Alcuni fotografi hanno già ampiamente studiato il potenziale artistico delle cinemagrafie, integrando questo formato come elemento fisso del loro repertorio.

Una cinemagrafia raggiunge il suo massimo potenziale quando permette di ottenere un effetto sorpresa: quando l’osservatore nota il movimento nell’immagine solo ad un secondo sguardo oppure quando l’animazione è così lieve da apparire quasi naturale. Dei soggetti tipici sono ad esempio un cesto di frutta su cui vola una mosca oppure una caffettiera che riempie una tazza di caffè apparentemente senza fine.

 

Si possono ottenere delle immagini artisticamente interessanti anche giocando con ombre e riflessi: se nell’immagine ci sono sia il soggetto che la sua immagine riflessa o la sua ombra, potrete ottenere un effetto mistico applicando il movimento solo all’ombra e non al soggetto principale.

Creare la propria cinemagrafia

Software per professionisti delle cinemagrafie

A partire da Photoshop CS5, Adobe ha integrato la possibilità di rielaborare video, permettendo così anche di creare cinemagrafie. Il file di origine deve essere un video che avrete ottenuto con l’aiuto di una macchina fotografica con videocamera integrata ed un treppiedi. A quel punto Photoshop vi permetterà di unire una sequenza statica con una dinamica. Il vantaggio derivante dall’utilizzo di Photoshop è l’alta qualità del risultato e la possibilità di rielaborare come di consueto a vostro gusto la sequenza video. Su internet sono disponibili delle istruzioni dettagliate su come procedere.

Nel 2013 la startup canadese Flixel ha portato sul mercato il suo software per la realizzazione intuitiva di cinemagrafie. Questo software è davvero molto semplice da utilizzare e permette di ottenere risultati di alta qualità. Ci sono tuttavia anche degli aspetti negativi: il prezzo per un pacchetto completo si aggira sui 200 dollari all’anno ed il prodotto è attualmente disponibile solo per Mac e apparecchi con sistema operativo iOS. In collaborazione con Shutterstock, Flixel ha inoltre aggiunto una piattaforma di condivisione che permette agli utenti di confrontarsi e mettere in vendita i propri lavori.

App per principianti della cinemagrafia

Esistono innumerevoli app pensate per tutti coloro che desiderano avvicinarsi per la prima volta per gioco al mondo delle immagini animate. Queste applicazioni sono disponibili sia per iOS che per Android.

 

La app Loopsie è disponibile per entrambi i sistemi operativi. In questo caso dovete prima di tutto registrare un video con la app. Per l’operazione si consiglia di utilizzare un treppiedi, in quanto la app consente di rieditare solo video stabili e la qualità risultante è decisamente più alta. Se i criteri sono stati rispettati, nel passo successivo dovete selezionare l’area dell’immagine che deve risultare in movimento: per farlo, basterà passare con il dito sull’area desiderata. Per poter lavorare in modo più preciso, ingrandite l’area scelta utilizzando le due dita. Per correggere eventuali errori, scegliete tra „bloccare“ e „animare“ nell‘area sottostante. Nell’area in movimento l’animazione verrà riprodotta in loop durante tutta la fase di rielaborazione. Una volta terminato, il vostro file Loopsie potrà essere condiviso direttamente su Facebook, Instagram, WhatsApp e molti altri canali. In alternativa, potrete salvarlo sulla vostra scheda di memoria per utilizzarlo poi in seguito.

Che si tratti di un’animazione di alta qualità per rinforzare il brand della vostra azienda o che sia per uso privato, le immagini animate hanno un altissimo potenziale artistico oltre che risultare molto divertenti e simpatiche.

Fotografia di veicoli: fotografare in modo dinamico automobili e altri veicoli

Sono parte della nostra vita di tutti giorni e ci portano da A a B: grandi o piccoli, veloci o lenti, strada o binari, automobili, camion o treni. Tutti hanno qualcosa in comune: sono dei fantastici soggetti fotografici. L’arte della fotografia di veicoli sta generalmente del raffigurare gli oggetti in modo che ci appaiano dinamici e “vivi”.

In questo articolo scoprirete a cosa prestare attenzione per una buona preparazione e come ottenere delle foto armoniose.

Come prepararsi in modo ottimale

Prima di tutto dovete decidere che tipo di veicolo desiderate fotografare. Per una massima flessibilità vi consigliamo di usare un obiettivo con un’ampia distanza focale. Se scegliete la fotografia di automobili, un obiettivo con una distanza focale media o alta andrà bene. Se, invece, preferite fotografare camion, treni o altri grandi veicoli oppure se desiderate immortalare anche le zone circostanti, dovete scegliere un obiettivo con minori distanze focali o provvisto di grandangolo.

Per scattare foto soddisfacenti all’aperto è inoltre raccomandato l’utilizzo di un filtro polarizzante, che previene riflessi indesiderati su superfici non metalliche. Anche se il pieno effetto del filtro polarizzante riguarda principalmente le superfici non metalliche, riduce comunque parzialmente anche i riflessi della vernice. Dovreste inoltre evitare di scattare fotografie nella luce diretta del sole, perché causa spesso sgradevoli ombre molto definite. Di conseguenza, è molto meglio fotografare il vostro soggetto in un ambiente protetto al sole.

Per evitare conseguenze indesiderate delle condizioni metereologiche, magazzini o garage possono essere delle ottime location per uno shooting fotografico. Sperimentate provando varie posizioni del veicolo e testando le condizioni di luce. Anche i fari del veicolo possono essere usati per gli scatti. Se la location scelta non ha sufficiente luce, potete usare un treppiedi e/o un potente obiettivo con distanza focale fissa.

Fotografie d’effetto di veicoli fermi

Nel caso di veicoli fermi avete molte possibilità per realizzare una foto in linea con le vostre aspettative. Se il veicolo viene fotografato da un angolo basso, ad esempio, risulterà particolarmente imponente. L’effetto opposto è invece ottenuto fotografando il veicolo da un punto più elevato. Provate diverse prospettive e controllate come la resa della vostra immagine cambia a seconda della posizione.

Particolarmente interessanti nella fotografia di veicoli sono gli scatti di immagini ravvicinate di specifiche parti del veicolo. Ad esempio, nel caso delle automobili degli eccellenti soggetti di fotografia possono essere i cerchioni e i dischi dei freni, l’interno con il volante, il cambio e il cruscotto, ma anche il motore stesso. Fotografate i dettagli e verrete premiati con degli scatti davvero speciali.

Detailansicht eines grünen Oldtimers

Ritrarre abilmente veicoli in movimento

Diversamente dal caso dei veicoli fermi, così come nella fotografia sportiva è importante utilizzare un breve tempo di scatto in modo da poter rappresentare in modo definito gli oggetti in movimento. Idealmente l’opzione di messa a fuoco per oggetti in movimento dovrebbe venire selezionata fin dall’inizio nelle impostazioni della macchina fotografica. Con questa impostazione il fuoco automatico si muove con il soggetto da immortalare e permette una messa a fuoco precisa. Nelle fotocamere Canon questo tipo di fuoco è definito Al Servo, mentre nelle Nikon prende il nome di AF-C. La definizione di questa funzionalità può dunque variare in base al tipo di macchina fotografica.

Ci sono principalmente due approcci per la fotografia di veicoli in movimento.

Con la tecnica del panning (o trascinamento) mettete a fuoco il veicolo da immortalare e seguite il suo movimento. Se una macchina sportiva viaggia lungo l’asse orizzontale rispetto al fotografo, il suo movimento deve essere seguito di conseguenza dalla fotocamera nella corretta direzione. Per un risultato ottimale, guardate la macchina a distanza tramite il mirino, mantenete il pulsante di scatto premuto a metà e seguite a velocità costante la direzione di viaggio del veicolo. Il grande vantaggio di questo approccio è che crea un’immagine realistica della situazione che volete rappresentare. Con la tecnica del trascinamento avrete delle sfocature nelle zone distanti dal soggetto messo a fuoco: questo effetto dà l’idea della velocità del veicolo e lo rappresenta con una dimensione dinamica coerente.

Treno rosso fotografato in movimento

Con la tecnica del trascinamento i veicoli risultano nitidi e definiti. Guardando l’ambiente sfocato si intuisce che il veicolo è in movimento. Grazie a questo effetto è possibile rappresentare la dinamica del veicolo in modo realistico e credibile.

Il secondo approccio consiste nel fotografare il veicolo con un tempo di scatto molto breve: scegliete un valore intorno a 1/1000 di secondo, in modo da “bloccare” il veicolo nell’immagine. In questo modo le componenti essenziali del veicolo e dell’ambiente circostante risulteranno perfettamente definite, tuttavia la fotografia perderà molta dinamicità ed espressività. Per rendere l’immagine più d’effetto, la macchina fotografica può essere impostata su un valore di apertura di f/2,8. Come risultato, l’area lontana dall’oggetto messo a fuoco risulterà meno definita e si creerà un bell’effetto “bokeh”.

Auto da rally blu viaggia su una strada di montagna curva

L’auto da rally al centro risulta nitida e a fuoco, mentre lo sfondo e il primo piano sono sfocati. Diversamente dalla foto precedente, in questo caso l’ambiente non è mosso, ma invece ben riconoscibile. Anche i cerchioni dell’automobile sembrano fermi.

Excursus: lunga esposizione per fotografia notturna di veicoli

Di notte c’è la possibilità di realizzare delle foto di veicoli davvero speciali: le luci dei fanali di automobili e treni possono venire catturate dalla fotocamera per parecchi secondi grazie all’uso di una lunga esposizione. Il movimento dei veicoli fa sì che una singola fonte luminosa venga raffigurata in diverse posizioni, formando una scia luminosa. Tale effetto conferisce all’immagine un tocco davvero speciale, anche se questa non è considerata la vera fotografia di veicoli in quanto l’automobile o il treno non sono in questo caso il soggetto principale della foto.

Consiglio: Per ottenere risultati a fuoco dovreste utilizzare sempre un treppiedi e, se possibile, un comando di scatto a distanza.

Durch Langzeitbelichtung entstandene Lichtspuren von Autobeleuchtung

Misure di sicurezza quando fotografate auto e treni in movimento

Nonostante l’euforia per il vostro soggetto, dovete sempre avere gli occhi aperti e tenere sotto controllo l’ambiente che vi circonda. In particolare, è bene evitare di avvicinarsi troppo a veicoli in movimento: una certa distanza di sicurezza dovrebbe essere sempre mantenuta quando si fotografano dei veicoli. Non mettete mai in pericolo voi stessi o gli altri solo per scattare una bella foto!

Riassunto

La fotografia di veicoli offre possibilità quasi illimitate per rappresentare un veicolo in modo realistico. Un ruolo importantissimo è giocato dalla giusta preparazione e dalla scelta della location adeguata. Nonostante tutte le possibili preparazioni, non bisogna mai sottostimare l’importanza della creatività e della sperimentazione. L’uso della giusta tecnica perfeziona l’esito del vostro lavoro e vi permette di rappresentare il veicolo da voi scelto esattamente come desiderate.

Cielo stellato in montagna

Fotografare le stelle: passo dopo passo

Sono millenni che l’uomo è affascinato dal cielo notturno. Tutte le epoche della storia hanno lasciato disegni e dipinti della bellezza celeste costellata di stelle e anche oggi il cielo stellato rappresenta uno dei soggetti più amati della fotografia. La macchina fotografica ci apre la vista dell’infinito e ci permette di vedere più di quanto sarebbe possibile ad occhio nudo.

Vi mostreremo passo dopo passo come ottenere foto mozzafiato del cielo stellato.

Una buona preparazione evita delusioni

Mentre di giorno uno sguardo fuori dalla finestra è sufficiente per valutare se ci sono le condizioni per realizzare delle belle fotografie, di notte le cose cambiano e abbiamo bisogno di più informazioni.

In qualità di secondo corpo celeste, la luna copre infatti spesso la luce delle stelle. Di conseguenza dovreste procurarvi un calendario lunare, per poter scegliere i giorni giusti, ovvero il periodo prima e dopo la luna nuova. Anche la luce dell’ambiente circostante (ovvero la luce delle città e delle strade) può influenzare le condizioni di luce. I luoghi più adatti per delle sessioni fotografiche notturne sono senza dubbio luoghi isolati lontani dall’inquinamento luminoso delle città, come ad esempio i campi.

Nella scelta nel tempo e luogo per il vostro shooting prestate inoltre attenzione alle condizioni dell’aria. Le notti limpide sono sicuramente molto fredde, ma vale la pena resistere in quanto permettono di ottenere delle foto nitide e brillanti.

Se scegliete come soggetto principale delle vostre foto la Via Lattea, vale la seguente regola: più scuro è l’ambiente circostante e il cielo (senza luna), più la fotografia risulterà definita e con colori intensi.

Non sono solo le condizioni di luce a giocare un ruolo importante nella scelta della location per la vostra sessione fotografica. La semplice foto di un cielo risulta infatti subito noiosa e anonima: scegliete un luogo con un bel profilo di paesaggio, ad esempio un bell’albero, uno specchio d’acqua (con riflesso) o anche un bell’edificio.

Così come la luna, anche le stelle si muovono nel cielo stellato e non possono di conseguenza essere tutte visibili. Sono disponibili molte app come SkyView® (iOS/Android) che proiettano in tempo reale il cielo stellato attraverso la fotocamera e indicano la posizione di luna, sole, pianeti e satelliti. In questo modo potete ottenere una composizione fotografica d’effetto anche senza avere conoscenze astronomiche. Alle nostre latitudini le stelle e la Via Lattea sono visibili in modo più chiaro nei mesi estivi.

Attrezzatura fotografica per fotografare le stelle

Oltre ad un abbigliamento caldo e una torcia tascabile, l’elemento più importante dell’attrezzatura è un treppiedi stabile. Per evitare ulteriori movimenti indesiderati della fotocamera, può essere utile un dispositivo di scatto remoto.

È relativamente facile ottenere delle belle fotografie con una fotocamera a formato pieno, in quanto questi apparecchi riducono al minimo gli effetti di disturbo anche con valori ISO alti grazie al loro grosso sensore. Queste fotocamere risultano però anche piuttosto care in confronto agli altri modelli.

A parte il grosso sensore, anche l’obiettivo è ovviamente un elemento decisivo per realizzare fotografie con la maggior quantità possibile di luce in ingresso. I principianti assoluti possono iniziare utilizzando l’obiettivo in dotazione. Per fotografie di alta qualità è però necessario acquistare un obiettivo grandangolare molto luminoso. Nelle fotografie di paesaggi e di stelle si rinuncia quasi interamente al fuoco automatico: se vi specializzate in queste discipline potete dunque risparmiare su questo accessorio costoso.

Sternenhimmel mit Bäumen

La giusta impostazione di fuoco e apertura

Anche in questo caso la preparazione deve essere accurata, in quanto – come appena menzionato – le fotografie notturne non possono essere realizzate utilizzando il fuoco automatico (o autofocus). Dovete impostare manualmente il fuoco sul valore “infinito”: nella maggior parte dei casi questo viene indicato con il simbolo dell’infinito sull’anello della messa a fuoco. In alternativa potete preparare la messa a fuoco il giorno prima, puntando su un oggetto molto lontano e segnare l’impostazione sull’anello della messa a fuoco.

Per quanto riguarda l‘apertura del diaframma, bisogna impostarla sul valore più ampio possibile (rimanendo nell’intervallo da 0 a 4), in modo da far entrare la maggior quantità di luce possibile. Bisognerebbe inoltre disattivare lo stabilizzatore d’immagine, in quanto potrebbe risultare controproduttivo nelle foto scattate con l’utilizzo di un treppiedi.

Mentre nella vita di tutti i giorni il valore ISO viene mantenuto il più basso possibile per evitare che le foto risultino mosse, per immortalare il cielo stellato è invece necessario utilizzare un valore alto. Il valore ISO è in stretta correlazione con il tempo di esposizione e deve essere impostato in loco in base alle preferenze personali. Per fotografie con scie di stelle con lunghi tempi di esposizione, il valore ISO deve rimanere basso, mentre per immortalare la Via Lattea dovrete selezionare un valore ISO più alto di almeno 1600.

L’impostazione del tempo di esposizione dipende dal risultato finale che si vuole ottenere. Se siete alla ricerca di un’immagine statica delle stelle e della Via Lattea, non dovrete superare i 15-30 secondi di esposizione. Per ottenere l’effetto delle scie di stelle potrete invece utilizzare un tempo di esposizione più lungo. Le stelle ruotano intorno al punto del cielo più settentrionale, ovvero la Stella Polare: è importante tenere a mente questo fatto, perché le scie delle stelle assumeranno una forma circolare attorno a questo punto di rotazione. Di conseguenza, più vicina l’inquadratura sarà alla Stella Polare, più lungo sarà il tempo di esposizione che potrete scegliere prima che le stelle lascino una scia. Se inquadrate una sezione di cielo a livello dell’orizzonte, dovrete mantenere il tempo di esposizione più basso possibile.

Per calcolare il tempo di esposizione massimo per non avere scie di stelle, potete usare la seguente formula:

500 / (Fattore di crop della fotocamera*Lunghezza focale) = massimo tempo di esposizione

Rielaborazione delle fotografie di stelle

Molto importante per la rielaborazione delle immagini è che la fotografia sia stata salvata in formato RAW. In questo modo la vostra foto potrà essere ottimizzata con piccole modifiche del bilanciamento del bianco, profondità, temperatura di colore e contrasto, permettendo così alle stelle di risaltare in modo dettagliato.

Sternenhimmel mit Strasse

Riassunto

Una fotografia perfetta delle stelle richiede assoluta pazienza e sensibilità, così come un’attrezzatura estesa. Anche dei principianti con un equipaggiamento di base possono però avere una visione dell’affascinante cielo notturno che altrimenti rimarrebbe nascosto all’occhio umano.