L’esposizione automatica

Diversamente dagli apparecchi analogici, le moderne reflex hanno un’esposizione automatica (in inglese AE = Automatic Exposure). Questo comando automatico funziona attraverso una combinazione di diaframma e otturatore che influenza in modo significativo rispettivamente l’intensità della luce e la durata dell’esposizione. Questi due parametri determinano l’esposizione di un’immagine. O, detto in altro modo, l’esposizione è il prodotto dell’intensità della luce e della durata di esposizione: Esposizione = Intensità luminosa X tempo

Nella fotografia analogica, diaframma e otturatore dovevano essere impostati manualmente, mentre la fotografia digitale ha reso possibile la possibilità di optare per un’esposizione automatica. Questi dispositivi automatici sono pensati in particolar modo per gli utenti che vogliono scattare una foto in modo semplice e immediato, senza dover approfondire troppo le regole dell’esposizione. Attualmente esistono tre tipi di sistemi automatici:

Diaframma automatico

Sui selettori di modalità: S/Tv abbreviazione per: Shutter priority / Time value
Il tempo di otturazione è selezionato dal fotografo – l’otturatore viene regolato in automatico

Con un diaframma automatico, anche chiamato controllo del tempo o priorità dei tempi, il tempo di esposizione deve essere preimpostato dal fotografo. L’esposimetro integrato nella macchina imposta di conseguenza l’apertura del diaframma. Il diaframma automatico viene utilizzato per fotografie dinamiche e con contorni nitidi. Sui selettori di modalità viene di solito rappresentato con i simboli S o Tv.

Tempo automatico

Sui selettori di modalità: A/Av abbreviazione per Aperture priority / Aperture value
Il diaframma è selezionato dal fotografo– il tempo di otturazione viene regolato in automatico

Anche chiamato priorità o controllo di diaframma, il fotografo prestabilisce il passaggio della luce attraverso l’obiettivo con un tempo automatico. Il passaggio della luce viene regolato attraverso il diaframma. L’esposimetro della macchina digitale stabilisce poi il tempo di esposizione adatto al soggetto da fotografare.

Il diaframma è un mezzo di composizione fotografica che influenza il tempo di esposizione e la profondità di campo. Nei ritratti, le persone vengono messe maggiormente in risalto se lo sfondo appare sfuocato. Per questo effetto, il rapporto focale deve essere piccolo (ad es. 1, 4 o 2,0), in modo che il diaframma sia il più aperto possibile. Il rapporto focale è un valore relativo ed è pari alla lunghezza focale divisa per il  diametro della lente frontale della macchina.

Per le fotografie di paesaggi, si scelgono invece dei rapporti focali alti (ad es. 16 o 22) in modo da fotografare un ampio campo il più nitido possibile. L’apertura del diaframma sarà quindi molto piccola.

Programma automatico

Sui selettori di modalità: P – Program
Diaframma e tempo di esposizione vengono impostati in automatico dalla macchina

Questo modo di fotografare è ideale per scatti fugaci e situazioni istantanee che richiedono di regolare molto velocemente le impostazioni della macchina. In base al soggetto che si vuole fotografare, la macchina imposta in automatico il tempo di esposizione e l’apertura del diaframma. Il funzionamento dei vari programmi automatici si differenzia però molto da modello a modello. Il manuale di istruzioni allegato alla macchina può sicuramente darvi spiegazioni più esaurienti.

Amatori interessati alla tecnica e professionisti del settore fanno molto volentieri ricorso alla modalità manuale „M“, perché possono sopperire manualmente alle debolezze dell’esposizione automatica. Le macchine con programmi automatici hanno, per esempio, molte difficoltà a scattare immagini riproducibili, cioè a rifare una seconda foto con le stesse impostazioni, o a trovare il giusto bilanciamento del bianco. Questi problemi sono evidenti quando ai matrimoni si scattano delle foto con entrambi gli sposi. In base al calcolo fotometrico, può succedere che il vestito nero di lui sembri grigio scuro (il valore del nero è troppo chiaro), mentre l’abito bianco di lei abbia delle macchie grigie (il valore del bianco è troppo scuro).

Alternative a Photoshop: GIMP, Photoscape, Paint.net e Lightbox free

4 programmi di fotoritocco gratuiti

L’elaborazione in digitale delle foto non deve per forza comportare alti costi. Anche se Photoshop rimane il programma più amato al mondo per l’elaborazione delle foto, ci sono molte altre buone alternative. Qui ve ne presentiamo quattro che non solo hanno le stesse funzionalità di Photoshop, ma che sono anche completamente gratuite.

GIMP

Un classico programma di fotoritocco gratuito è il programma open source GIMP (“GNU Image Manipulation Program“). Questo software offre, sia a principianti che agli esperti, tutti gli strumenti necessari per l’elaborazione delle foto. Oltre alle classiche funzioni, come i diversi filtri di colore e la possibilità di ruotare o tagliare le immagini, GIMP ha in dotazione anche le cosiddette forbici intelligenti che permettono di ritagliare o incollare solo determinati elementi presenti nell’immagine. Grazie alla modalità a finestra, il programma è facilissimo da usare anche per i principianti assoluti. In pochi passi potete modificare colori e contrasti, rendere lo sfondo nitido o ridurre il rumore dell’immagine.

Grazie a un numero infinito di plug-in potete anche ampliare le funzionalità del programma. Alcuni plug-in molto amati di GIMP sono per esempio „watermark, che aggiunge alle immagini una filigrana o quello „ombre e luci“ che sistema le luci e le ombre delle foto.

Photoscape

Photoscape è adatto soprattutto ai principianti e ai fotografi dilettanti perché offre, oltre alla possibilità di gestire e guardare le foto digitali, anche molte funzioni per il fotoritocco. Questo software gratuito è perfetto per delle semplici elaborazioni e comprende sia funzioni standard per tagliare, schiarire e creare un effetto flou sulle immagini, sia interventi più avanzati, come l’inserimento di ulteriori oggetti nella foto. Uno dei punti di forza di questo programma è l’animazione GIF che permette di creare, in pochissimi passi e partendo da tante immagini, dei piccoli GIF  e ancora la possibilità di realizzare poster o collage. Oltre a questo, vi ricordiamo che con questo programma avete a disposizione anche un convertitore RAW, che vi permette di trasformare un file RAW in JPEG.

Photoscape vi offre quindi una rapida panoramica su tutte le vostre foto digitali e la possibilità di elaborarle e ottimizzarle , a seconda delle vostre esigenze, con una serie di strumenti facilissimi da usare. In aggiunta, avete a disposizione anche una serie di funzioni extra per rielaborare in chiave creativa le foto.

Fotoritocco con programmi gratuiti

Lightbox free

Lightbox è adatto a chi vuole elaborare le proprie foto in modo semplice e veloce- come per esempio eliminare gli occhi rossi, tagliare una foto o correggere i colori. Oltre alle funzioni standard ci sono però a disposizione anche molte strumenti più avanzati, come l’eliminazione delle macchie di colore, o lo schiarimento delle ombre e la correzione dei contrasti.

Il programma può anche utilizzare senza problemi i file in formato RAW, cioè i file grezzi prodotti dalle macchine digitali. Proprio per la sua semplicità, questo programma è l’ideale per dilettanti e principianti alle prime armi.

Paint.net

Paint.net viene spesso descritto come un tuttofare perché è un software di fotoritocco più facile da usare rispetto a Photoshop, ma con le stessa ricchezza di funzioni. Il programma è nato da una collaborazione tra la Washington State University e Microsoft ed è stato inizialmente pensato per sostituire l’ormai datato MS Paint. Il programma può davvero essere considerato un precursore e colpisce soprattutto per l’uso facile e intuitivo. Oltre alle funzioni standard, come il taglio delle immagini, la correzione dei colori e l’aggiustamento di luminosità e contrasti, il programma ha un’intera serie gratuita di strumenti per il fotoritocco che sono già noti agli utenti di Photoshop- il lazzo, il pennello o la bacchetta magica. Gli utenti hanno anche a disposizione livelli, dissolvenze e trasparenze con cui possono modificare le loro foto. A questi si aggiunge poi una quantità vastissima di plug-in con cui il programma può essere ulteriormente arricchito. Il „PSD Plug-In“ vi permette, per esempio, di aprire i file creati con Photoshop.

Un cumulo di fotografie dai toni seppia pronto per essere digitalizzato

Digitalizzare le vecchie foto- Trucchi e consigli

Già prima dell’avvento della fotografia digitale eravamo abituati a scattare moltissime foto- le foto delle vacanze, della famiglia o gli scatti istantanei vengono però spesso dimenticate nei cassetti o archiviati negli album fotografici. Vale però sempre la pena recuperare questi piccoli tesori e salvarli dall’oblio. Potreste per esempio creare una cronistoria famigliare con le vecchie diapositive e stampe.

La conservazione di negativi, immagini e diapositive è impegnativo: l’umidità e i cambiamenti di temperatura possono fare molti danni. E anche quando questo lavoro viene fatto in modo adeguato, le vecchie foto tendono a cambiare colore con il tempo, diventano più fragili, graffiate, hanno strappi e si formano delle macchie a causa della colla usata per attaccarle sull’album. Spesso sono proprio le foto a cui teniamo di più che si rovinano o che subiscono danni, e questo ovviamente ci infastidisce.

Quindi, per salvare le vecchie foto e tramandarle ai posteri, potete scannerizzarle, digitalizzarle e, in seguito, stamparle di nuovo. Ci sono alcuni fattori da tenere in considerazione quando si fa questo tipo di lavoro. Qui vi diamo qualche consiglio per farlo al meglio e anche qualche trucco per  ritoccare le vecchie foto.

Digitalizzazione delle foto – cosa fare?

Per digitalizzare in modo semplice le vostre foto, avete a disposizione l’applicazione per smartphone Heirloom, che può correggere in automatico le vostre vecchie foto. In alternativa, per una soluzione più professionale, potete rivolgervi ad un fotografo o cercare in Internet aziende che si occupano di digitalizzare le foto. È un buon consiglio soprattutto per le persone che hanno poco tempo, ma tenete in considerazione che è ovviamente una soluzione più costosa. Potete anche scannerizzare da voi le vostre foto, ma in questo caso dovete assicurarvi di avere un buono scanner o, nel caso dobbiate comprarne uno, valutare bene le varie offerte. Se volete digitalizzare molte foto, potreste avere bisogno di diverse settimane o addirittura di mesi ed è essenziale che troviate una tecnica che funziona per evitare frustrazioni e delusioni.

Un album fotografico con fotografie di famiglia in bianco e nero.

Si parla spesso di scanner specifici per le foto ma il termine scanner fotografico racchiude in realtà  tanti tipi diversi di apparecchi. Alcuni, infatti, possono scannerizzare non solo le foto, ma anche i negativi e le diapositive. Perché uno scanner sia adatto alla digitalizzazione delle foto, sono da valutare tre parametri: la risoluzione, il sensore e la profondità di colore. La risoluzione più sensata dipende dal modello e dall’utilizzo che si vuole fare dello scanner. Per poter poi elaborare le foto al computer, dovreste scannerizzarle con una risoluzione di almeno 300 dpi, meglio 600 (Dots per Inch). Diapositive o negativi hanno una superficie molto più piccola delle stampe e quindi hanno bisogno di una risoluzione più elevata- dai 1200 dpi ai 4200 dpi.

Alcuni scanner hanno a disposizione uno speciale ingresso che vi risparmia il lavoro di collocare e aggiustare le foto, perché lo scanner le ritaglia in automatico. Questo alleggerisce in modo significativo il lavoro, ma funziona solo con foto singole e non con intere pagine dell’album. Gli scanner che funzionano solo tramite questo ingresso speciale sono per questo da preferire solo quando sia ha un’enorme quantità di foto da digitalizzare.

Al contrario, gli scanner piatti sono perfetti perché permettono di scannerizzare anche immagini o documenti più grandi. Questi scanner hanno quindi senso solo se non li volete utilizzare esclusivamente per digitalizzare le foto.

Gli scanner multifunzione combinano la possibilità di scannerizzare foto, diapositive e negativi. Molti apparecchi hanno anche una funzione di anteprima che vi permette di controllare ed eventualmente correggere la scannerizazione direttamente dall’apparecchio.

Come scannerizzare ed elaborare le foto in modo corretto?

Una volta comprato il giusto scanner, siete pronti per iniziare con il lavoro vero e proprio. Scannerizzate le vostre foto con la massima risoluzione e profondità di colore possibile. Anche le foto in bianco e nero devono essere sempre scannerizzate a colori. Prima di iniziare, pulite le vostre foto con un pennello, con un panno morbido o con panno pulisci occhiali in microfase in modo da eliminare polvere e ditate. La cosa migliore sarebbe indossare dei guanti di cotone privi di lanugine per evitare di lasciare ditate. Alcuni apparecchi possono riconoscere graffi e polvere ed eliminarli apportando degli aggiustamenti ottici. Se usare o meno questo tipo di funzione rimane però una scelta di gusto personale. Questi difetti possono disturbare o dare un tocco di nostalgia alle foto- la scelta è, in questo caso, molto soggettiva.

Se volete ulteriormente elaborare le foto, salvate le foto in un formato supportato dal programma che poi userete per il fotoritocco. Formati non compressi hanno però in ogni caso bisogno di molta memoria. Il formato TIFF, per esempio, non ha alcuna compressione e di conseguenza non ha nessuna perdita di qualità.  Con il formato JPEG, invece, le foto vengono compresse e anche se questo comporta una perdita di informazioni, si ottengono file leggeri da salvare.

Una volta scannerizzate le foto, inizia la fase di elaborazione e correzione delle foto. Con il passare degli anni le foto diventano incomplete e perdono il loro splendore originario. Con Photoshop o altri programmi per il fotoritocco potete eliminare piccole macchie o addirittura ricostruire parti mancanti. Potete anche eliminare occhi rossi e altri errori di colore. Per delle piccole correzioni non è necessario essere un professionista e in Internet potete trovare manuali che vi guidano passo dopo passo. Nel caso ci siano grossi errori, allora la situazione cambia.  Qui avete bisogno dell’aiuto di un professionista e ormai ci sono fornitori specializzati in questi tipi di lavoro. Molte persone invece considerano questi errori una prova di autenticità delle foto e non apportano nessuna modifica mantenendo l’immagine così com’è.

Un ritratto di famiglia con genitori, nonni, due bambini e un cane in una passeggiata autunnale

Dopo esservi impegnati a fondo in questo lungo lavoro di recupero foto, sarebbe una buona idea raccogliere le foto in un album, per esempio creando una cronistoria famigliare. Potreste anche creare un’interessante combinazione di foto nuove e vecchie: le vostre foto di quando eravate bambini con quelle dei vostri cari oggi, o le foto della vostra città com’era e come è oggi.
Partendo dai vostri piccoli tesori digitali potete spaziare all’infinito con la fantasia!

PENTAX

L’azienda giapponese Asahi Kōgaku Kōgyō Goshi-gaisha (azienda ottica Asahi KG) ha iniziato a produrre lenti per occhiali nel 1919 e dagli anni trenta ha ampliato la sua produzione anche a obiettivi e lenti per macchine fotografiche.  Fino alla fine della seconda guerra mondiale l’azienda però si è per lo più concentrata sulla produzione di apparecchi ottici per scopi militari, come per esempio binocoli. Dopo la guerra ha invece iniziato a produrre obiettivi fotografici per i futuri marchi di Konica e Minolta. Negli anni 50 è arrivata in fine la prima reflex con il nome „Asahi PENTAX“.  Pentax raggiunte il suo massimo splendore tra gli anni 60 e 80. Nel 1964 PENTAX ha presentato la Spotmatic, una delle prime macchine fotografiche al mondo con misurazione sposimetrica attraverso l’obiettivo (TTL).  Questa tecnica è stata un punto di svolta importante per le reflex e per l’intera industria fotografica giapponese. Negli anni successivi marchi come Canon e Nikon hanno superato PENTAX e oggi sono i marchi che dominano il mercato grazie allo sviluppo della tecnica autofocus. Nel 2011 PENTAX è stata assorbita dalla RICOH IMAGING COMPANY, LTD. Macchine reflex, obiettivi e System Camera con obiettivi intercambiabili vengono ancora prodotte con il nome PENTAX, mentre le macchine compatte portano oggi il marchio RICOH. Anche flash e altri apparecchi fanno parte dell’assortimento PENTAX.

Nel 1997 la PENTAX 645N è la prima reflex di medio formato e con messa a fuoco automatica. Il relativo obiettivo 645 è ancora oggi in produzione. Già negli anni 70 PENTAX sviluppa la serie K con l’obiettivo baionetta che- con azionamento ed esposimetro manuale- può ancora essere usato con le moderne macchine digitali.

Oggi c’è un’amplissima gamma di moderni obiettivi baionetta.

Se si vuole fare un salto di qualità, bisogna nominare la serie di obiettivi PENTAX SLR. Tra questi spiccano in particolare modo la serie di di modelli compatti  FA- & DA Limited, quelli con protezione da umidità e polvere e gli obiettivi DA dotati di autofocus a motore ultrasonico (SDM). Gli obiettivi con la denominazione „WR“ sono anche pensati per resistere alle condizioni meteorologiche più ardue. Con la serie PENTAX Q l’azienda ha messo sul mercato le nuove Compact System Camera prive di specchio e i relativi obiettivi con baionetta “Q”. Gli altri obiettivi, purtroppo, non sono compatibili con questo nuovo attacco.

Nel 2003 ha fatto il suo debutto la prima reflex digitale di PENTAX. Al contrario di altri produttori non ha però prodotto, fino al 2015, alcuna macchina fotografica con sensori full-frame. Attualmente si possono trovare nell’assortimento PENTAX modelli per principianti, per esperti ( ad es. PENTAX K-50 e K-500) e per professionisti (ad es. PENTAX K-5). Particolarmente piccola e leggera è la PENTAX K-S1.

Molti modelli possono anche fare video in formato HD.

Polaroid

Polaroid è conosciuta dalla maggior parte delle persone per le foto istantanee, tanto che il nome Polaroid viene ormai usato come sinonimo per queste tipo di scatti. Una macchina per le foto istantanee è in grado di sviluppare e fissare,immediatamente dopo lo scatto, l’immagine su una pellicola specifica. Per arrivare a questo risultato, nella camera è presente una pila di fogli di carta con uno strato sensibile alla luce che corrisponde al negativo. Anche i prodotti chimici necessari per lo sviluppo sono contenuti nella pellicola stessa e vengono attivati quando la macchina espelle la foto.

L’azienda americana Polaroid Inc è stata fondata nel 1937 e produce macchine fotografiche e da presa istantanee, occhiali da sole ed elettronica di consumo. Nel 1947 produce la prima macchina in grado di sviluppare all’istante la foto appena scattata. Nel 1972 ha sostituito, con una pellicola integrata, la vecchia tecnica che prevedeva si dovesse staccare la stampa dal negativo. Infatti, dato che nel nuovo modello tutte le componenti della pellicola erano integrate, questa separazione non risultava più necessaria.

Il tempo di attesa era di pochi minuti durante i quali era possibile osservare lo sviluppo di una foto. Nel 1982 è arrivata sul mercato la Polaroid 600 da 3,125 × 3,125 pollici, una versione dotata di un rullino nettamente più sensibile alla luce rispetto ai modelli precedenti. Il suo predecessore, cioè la pellicola SX-70, aveva infatti pochissimo margine di gioco per quanto riguardava l’illuminazione che doveva essere molto precisa. Questa condizione era ovviamente quasi impossibile per una macchina così economica.

All’inizio del 2008 l’azienda sospende momentaneamente la produzione di macchine fotografiche istantanee e nell’estate dello stesso anno termina la produzione della pellicola T600 nell’azienda olandese di Enschede. Nel dicembre, l’azienda avvia una procedura di insolvenza negli Stati uniti e da così il via ad una nuova strategia imprenditoriale.

L’azienda Impossibile rileva la fabbrica Polaroid a Enschede e riavvia la produzione delle pellicole per le classiche macchine istantanee. La composizione dei materiali usati per le pellicole è stato in parte rinnovato anche perché i vecchi fornitori avevano nel frattempo cambiato i loro assortimenti e non tutti i prodotti usati in origine erano ancora disponibili. Alcuni artisti utilizzano e apprezzano moltissimo le classiche macchine Polaroid e sfruttano le pellicole e i loro colori falsati come elementi di creatività.

Dal 2010 Polaroid Inc si concentra sulla produzione di prodotti per la fotografia digitale, videocamere e accessori per la fotografia, ma continua a produrre anche carta fotografica per macchine istantanee. Nell’assortimento si trovano attualmente anche stampanti mobili che possono essere collegate a smartphone e tablet e che permettono di stampare le foto su carta.  Polaroid si dichiara oggi come una marchio „social sharing “. La Polaroid Socialmatic è una macchina fotografica digitale con a disposizione un sistema operativo e un browser internet con cui si possono stampare immediatamente le foto o condividerle in rete.

Tra le varie proposte di Polaroid ci sono anche le macchine fotografiche Cube Lifestyle Action e la Action Sport.

Nikon

Nikon è un produttore giapponese di macchine fotografiche, obiettivi e altri apparecchi ottici di precisione. L’azienda ha sede a Tokio ed è considerata una delle più importanti aziende al mondo per la tecnica fotografica. Dal 1961 è attiva sul mercato europeo tramite la Nikon AG Svizzera con sede a Zurigo. L’azienda produce macchine reflex, compact system camera,  le macchine compatte COOLPIX  e anche obiettivi e flash.

Dal 1959 Nikon costruisce macchine reflex e dal 1994 modelli digitali. Nel 2004, con la serie D70, si è aperta l’era delle macchine Nikon reflex con prezzi accessibili al grande pubblico. La serie D comprende reflex digitali con sensori da  24 mm x 16 mm, che vengono definiti da Nikon „formato DX“, e con sensori da  24 mm × 36 mm („formato FX“).

I sensori FX corrispondono all’analogico 35 mm e sono stati usati per la prima volta nel 2007 nella Nikon D3.

Le serie delle macchine analogiche reflex sono la serie F e quella F-autofocus.

Dal numero di modello non si può immediatamente capire la qualità di una macchina. Alcuni modelli per professionisti sono al momento la Nikon D300S e la Nikon D810. Per persone con buone conoscenze ci sono i modelli  D7200, D750 e D610. Per i principianti, tra i tanti, i modelli Nikon D5500 e Nikon D3300. Molti modelli hanno la funzione Wi-Fi e possono effettuare riprese in qualità HD. Alcuni modelli hanno in dotazione display che ruotano o si inclinano.

A seconda della grandezza del sensore- e quindi dal modello prescelto- possono essere utilizzati differenti obiettivi e i relativi obiettivi a baionetta. Le macchine della serie D usano le baionette F, che esistono sul mercato già dal 1959 e che sono state protagoniste di tanti sviluppi e innovazioni nel corso degli anni.

Dal 2011 Nikon offre una macchina digitale senza specchio e con obiettivi intercambiabili, la così detta Compact System Camera. Per questa macchina è stato sviluppato un nuovo sensore e un nuovo obiettivo baionetta. Queste macchine, in confronto alle reflex, sono più compatte perché i componenti del mirino ottico spariscono e la lunghezza focale, grazie ad un formato più piccolo del sensore, diminuisce. Al momento, la serie 1 ha quattro modelli. La serie S è la versione più compatta e, insieme alla serie J, ha un mirino elettronico e un flash integrato. La serie V ha un mirino elettronico e un flash esterno. La serie AW è impermeabile, resistente agli urti e al freddo e quindi ideale per le fotografie all’aperto o sott’acqua.

Canon

L’azienda giapponese Canon è attualmente il più grande produttore al mondo di macchine fotografiche. L’assortimento di Canon nell’ambito delle macchine fotografiche abbraccia le famose macchine reflex e le Compact System Camera così come le camere compatte Power Shot e IXUS. Oltre a questo ci sono poi gli obiettivi EF e i flash Speedlite.

L’acronimo EOS significa „Electro Optical System“. La serie EOS è stata lanciata nel 1987 e, dal 2004, hanno iniziato far parte della serie esclusivamente macchine digitali. Le macchine digitali Canon hanno sempre nella loro denominazione la lettera D. Nel 2010 Canon ha cessato del tutto la produzione di modelli analogici.

La sigla con cui viene identificato un modello permette di categorizzare in modo chiaro e preciso le macchine in base alla qualità e al campo di impiego. I modelli professionali di solito hanno sempre una cifra con solo un numero (ad es. Canon EOS 5D, Canon EOS 1D X), quelli semi professionali ne hanno due (ad es. Canon EOS 60D, Canon EOS 70D) e quelli amatoriali tre o quattro (ad es. Canon EOS 600D, Canon EOS 1200D). Le lettere, presenti nel nome, stanno ad indicare determinate caratteristiche o il livello di progresso del modello nella serie.

Nelle macchine digitali EOS vengono utilizzati per la fotometria gli Active Pixel Sensoren (APS), che spesso vengono chiamati sensori CMOS. Questi fanno si che ogni elemento dell’immagine contenga un circuito di amplificazione per la lettura del segnale. I sensori CMOS possono avere due dimensioni diverse: possono essere sensori in formato 35mm oppure sensori più piccoli in formato APS-C.
Tutte le reflex EOS possono utilizzare gli obiettivi Canon con attacco EF o gli obiettivi di altri produttori compatibili. Le macchine con sensori APS-C, a partire dal modello EOS 300D, hanno una nuova baionetta che permette di utilizzare gli obiettivi EF-S, pensati appositamente per questo attacco. Questo  si distingue per un sistema di costruzione più compatto, dato che l’obiettivo si avvicina al sensore, dal momento che nella macchina sparisce la scatola per lo specchio. Al contrario, gli obiettivi EF-S non possono essere usati per le tradizionali reflex di Canon perché il supporto è troppo corto.

La EOS M è la prima macchina con obiettivi intercambiabili di Canon senza specchio, la così detta Compact System Camera. Questa macchina ha un sensore APS-C e può essere usata con gli obiettivi Canon EF e EF-S.

La serie di modelli IXUS e PowerShot garantiscono ottime prestazioni e presentano delle macchine digitali compatte con un design innovativo. Anche qui si differenziano tra loro moltissimi modelli, ognuno con pretese diverse. Mentre il gruppo dell’ IXUS è stato pensato per i principianti, i modelli PowerShot sono più adatti a persone con qualche conoscenza in più. Alcuni modelli permettono, oltre che scattare foto e girare filmati, anche di condividere i propri lavori tramite WLAN.

Consigli per realizzare delle meravigliose cornici fai da te

Mettete in risalto le vostre foto creando delle cornici uniche e individuali. Abbiamo raccolto qui per voi qualche idea che può esservi utile per creare, in modo semplice, delle fantastiche cornici.  Per questa idea Do-It-Yourself non avete bisogno di alcun laboratorio e, semplicemente con un po’ di abilità manuale e qualche materiale azzeccato, otterrete effetti insperati.

Pizzo e stoffa – un po’ di frivolezza

Una cornice con pizzo e bottoni e un pupazzo cucito a mano.

Per quest’idea fai da te potete comprare una cornice di dimensioni non troppo grosse o recuperarne una vecchia. Le più adatte sono quelle formato 10×15 cm e 20×30 cm. Oltre a questo avete di bisogno di un po’ di pizzo, stoffa, bottoni e una colla a presa rapida o una pistola di colla a caldo. E, se volete, potete anche procurarvi un po’ di carta con motivi floreali o conchiglie.

Fate attenzione che i colori dei materiali scelti devono essere adatti alla foto che poi volete inserire nella vostra cornice fai da te.  Ormai ci sono moltissime varietà di pizzi, di differenti colori e larghezze. Scegliete colori neutri in modo da abbinarli senza problemi ai colori degli altri materiali che volete usare. Noi vi consigliamo i toni pastello, soprattutto per le foto dei bambini. Vanno bene anche colori vistosi o romantici-per esempio i colori fluorescenti o i toni del rosso. Liberate la vostra fantasia!

Se usate carta e pizzo, dovete incollare per prima cosa la carta e poi, sopra alla carta, il pizzo. Poi aggiungete i bottoni, le conchiglie o altri elementi decorativi che vi piacciono. Ecco fatto! In pochissimo tempo avete realizzato un meraviglioso regalo e un’affascinante cornice che darà un tocco di classe al vostro appartamento.

La lavagnetta

Una lavagnetta con cornice in legno appesa a una vecchia porta di legno.

Un’altra idea originale è quella di creare una lavagnetta fai da te: per prima cosa scegliete una cornice  del formato che preferite. I piccoli formati sono più adatti se volete appoggiare la cornice su un tavolo, mentre per i muri vi suggeriamo formati di dimensioni maggiori. Sostituite il vetro con un sottile pannello di legno. Potete farvi tagliare il pannello nella dimensione che vi occorre in un qualsiasi negozio per il fai da te. Colorate il pannello e inseritelo, una volta asciutto, nella cornice. Fissatelo con dei piccoli chiodini o con della colla. Potete abbellire la vostra lavagnetta aggiungendo qualche altro elemento di decoro o delle foto e poi scrivere i vostri pensieri con i gessetti.

Bellezza naturale – con rami e conchiglie

Una cornice in stile naturale.

Con rami, conchiglie, pietre, bacche secche, piccole pigne e altri materiali naturali secchi potete creare in pochi passi un’originale cornice per le vostre foto. Per questa idea DIY avete bisogno anche di filo metallico sottile, una pistola a colla calda e una semplice cornice con bordo liscio. Potete anche usare dei formati di grandi dimensioni, ma non esagerate con troppe decorazioni o rischierete di avere un risultato un po’ pesante.

Per prima cosa legate i rametti, nella lunghezza e larghezza desiderata, con del filo metallico e fissateli sulla cornice con l’aiuto della colla a caldo. A questa composizione potete poi aggiungere bacche, pigne, conchiglie e altri materiali usando il filo metallico o la colla- a seconda dei vostri gusti e della stagione.

Queste cornici in stile naturale hanno sempre un ottimo effetto quando vengono inserite foto in bianco e nero o in seppia. Anche dei bei paesaggi acquistano un tocco di atmosfera in più se inserite in una cornice di questo tipo.

Cornici di legno recuperato

Una cornice costruita con vecchi legni.

Con tutti i legnetti che riuscite a trovare sulla spiaggia o con degli altri legni di scarto potete costruire delle cornici fotografiche uniche. Per questo progetto avrete bisogno di un po’ più di attrezzatura e abilità manuale in più, ma il risultato ripagherà i vostri sforzi. Avete bisogno di: una buona sega da legno, una sega per il taglio obliquo, della carta vetrata e un po’ di colla da legno.

Per prima cosa, procuratevi dei legni della dimensione che vi occorre o, in alternativa, tagliate il legno in listelli più piccoli. Prendete poi i listelli e, con l’aiuto della sega, fate dei tagli obliqui, levigateli e uniteli formando la cornice. Decidete voi se mettere o no il vetro alla cornice. Molti vetrai tagliano il vetro nella dimensione che volete.

Qui potete trovare delle indicazioni più complete che possono aiutarvi a costruire una cornice in legno: http://faidatemania.pianetadonna.it/come-costruire-una-cornice-fai-da-te-17427.html

Look vintage

Cornice dal look vintage.

Se vi piace lo stile vintage, potete realizzare una cornice „invecchiata“ in modo rapido e semplice. Avete bisogno o di un po’ di colore acrilico bianco o della vernice screpolante che possa creare sulla cornice delle finte screpolature e della carta vetrata. Per prima cosa levigate la cornice con la carta vetrata. Poi date almeno due mani di colore bianco e lasciate asciugare. Potete stendere il colore in modo non uniforme e lasciare le pennellate a vista perché anche questo vi aiuterà a creare l’effetto vintage. Con una punta da linoleum (o delle forbici o un cacciavite) fate delle piccole incisioni nel colore. Per finire, passate nuovamente il tutto con un po’ di carta vetrata, soprattutto sugli angoli e i bordi.

Ora potete appendere la vostre cornice vintage al muro-magari con una foto che avete elaborato in digitale applicando dei filtri che la fanno apparire più vecchia.

Piccole, carine e…colorate

Cornice quadrata in quattro colori e due cuori di legno rosso-bianco.

Nel caso vogliate incorniciare una piccola foto, potete costruire una cornice fai da te limitandovi a recuperare degli avanzi di legno. Tagliate quattro listelli di legno delle dimensioni di 10-15 cm, a secondo della larghezza dei listelli. Levigateli e colorateli. Unite i quattro listelli formando un quadrato e incollate i bordi. Fissateli, lasciateli asciugare e inserite la vostra fotografia. Queste piccole cornici fai da te non hanno bisogno di alcun vetro né del retro. Con l’aiuto di un piccolo gancio potete anche appendere il vostro piccolo capolavoro al muro.

Fotografare il cibo: scegliete l'angolatura e l'inquadratura giusto

5 regole base per fotografare il cibo

A volte è una vera e propria sfida riuscire a trovare il modo giusto per disporre e far risaltare cibi e piatti. Non importa se volete scattare una foto con il vostro smartphone e poi postarla su Instagram, se volete fare delle foto professionali con la vostra reflex da inserire nel vostro blog oppure se  volete creare un libro di ricette. Qui vi diamo qualche consiglio utile per presentare al meglio i vostri piatti.

Illuminazione

Le foto più belle sono quelle fatte con la luce del giorno. Quindi, quando è possibile, cercate di scattare le vostre foto di giorno e approfittate di finestre, balconi o giardini: qui otterrete risultati più naturali e piacevoli. Fate attenzione che il sole non deve però illuminare in modo diretto il soggetto che volete fotografare, perché così rischiate di avere una foto con molte ombre. Se proprio non vi  è possibile realizzare i vostri scatti durante il giorno, allora dovete procurarvi un’illuminazione adatta. Per esempio, una lampada da giorno o una lampadina con una luce fredda. Otterrete in questo modo una bella luce naturale, senza macchie gialle. Per evitare ombre troppo marcate, utilizzate due lampade: una lampada illuminerà il vostro soggetto da sinistra e l’altra da destra. Se non avete due lampade identiche, potete anche usare un foglio bianco come riflettore ed eliminare così le ombre dall’immagine.

Foto con lo smartphone sfruttando la luce diretta della finestra- la luce è fondamentale per delle foto di qualità

Disposizione e scelta dei colori

Il prerequisito per fotografare in modo corretto il cibo è la disposizione delle pietanze. Fate attenzione che il piatto non deve essere strapieno e cercate di fotografare piccole porzioni. Per esempio, non riempite il piatto con troppi contorni o con un pezzo di carne troppo grande. Al contrario, tagliate la carne in due metà e disponetele una sopra l’altra. Anche nel caso siate degli amanti delle salse, non esagerate con salse e creme, liquide o cremose che siano. Disegnate invece sul piatto una piccola macchia di salsa o versate qualche goccia sul contorno.

La disposizione non è l’unica cosa a cui dovete prestare attenzione. È fondamentale anche la scelta dei colori. Cercate di comporre i piatti con cibi dai colori contrastanti. Per esempio, i semi di melograno creano un bel contrasto con l’insalata verde. Vedrete che l’immagine avrà un aspetto più appetitoso e invitante. Anche i cibi monocolori, un po’ noiosi da un punto di vista ottico, possono acquisire un po’ di pepe in più con l’aggiunta di erbe, bacche o scaglie di cioccolato.

Angolatura e inquadratura

Una quantità così varia di cibi presenta anche una varietà infinita di composizioni fotografiche. Semplicemente sfruttando diverse angolature e inquadrature, gli stessi cibi possono essere fotografati in tanti modi diversi. L’angolatura ottimale non esiste. Ogni immagine è diversa e, anche se di solito viene consigliata la così detta “prospettiva a volo d’uccello”, questa non è assolutamente adatta per fotografare il cibo che risulterebbe piatto e poco dinamico.

Ci sono comunque un paio di cose che dovete tenere in considerazione nel scegliere l’angolatura.

Fotografate i liquidi, come un bicchiere o una bottiglia di vino, sempre dritti. Orientatevi sempre seguendo una linea orizzontale o verticale- questa regola in realtà è sempre valida, anche per i cibi solidi. In questo modo, la foto risulta più naturale e meno confusa. Provate diverse angolature e vedrete che a volte basterà cambiare di un paio di gradi il vostro angolo per dare quel tocco in più alla foto.

Oltre alla giusta angolatura, dovete valutare anche l’inquadratura della foto. Qui dovete seguire la così detta“regola d’oro”: il vostro motivo principale non deve mai trovarsi in mezzo all’immagine, ma leggermente spostato rispetto al centro. Dividete l’immagine in tre parti della stessa dimensione e inserite il vostro soggetto su una di queste  linee. L’immagine risulterà molto più ordinata.

Fotografare il cibo: scegliete l'angolatura e l'inquadratura giusto

Stoviglie, sfondo e decorazioni

Per dare un po’ di carattere ai vostri piatti, dovete fare attenzione anche alle stoviglie, le decorazioni e lo sfondo circostante. In genere, i cibi risaltano di più su delle stoviglie semplici. Tutto dipende però dal tono che volete dare all’immagine, quindi anche piatti colorati o frivoli possono essere una buona scelta. L’importante è comunque abbinare i colori dei piatti con quelli del cibo.

Oltre che a delle belle stoviglie, dovete scegliere con cura anche lo sfondo. Materiali naturali, come dei grandi taglieri in legno o dei tavoloni di legno, sono perfetti per fotografare delle pietanze sostanziose. Per cibi invece più eleganti vi consigliamo delle lastre di ardesia.

I cibi asiatici si sposano bene con tovagliette di bambù. E, se non avete il tavolo adatto, potete anche realizzare da voi un semplice sfondo recuperando un po’ di materiale dai negozi di fai da te.

Così potrete costruire, in modo veloce e facile, sfondi con cartoni, pannelli di compensato o piastrelle che potrete adattare alle diverse atmosfere e pietanze. Anche resti di tappezzeria, tovaglie o carta in tinta unita possono esservi d’aiuto.

Per una foto ben riuscita non dimenticate anche le giuste decorazioni. Quando scegliete gli accessori, ricordate sempre di pensare all’effetto ottico che volete creare, ma anche al tema dei vostri piatti. Ingredienti come pomodori, vasetti di erbe aromatiche, il macinino per le spezie o gli utensili della cucina possono creare un’ottima cornice ai vostri piatti. Ma anche in questo caso non esagerate. Non riempite troppo l’immagine! Il cibo deve rimanere l’unico vero protagonista.

Elementi di decoro: erbe aromatiche, macina spezie, ingredienti e utensili

Attenzione per i dettagli

Dopo che avete disposto i cibi, scelto la luce adatta e trovato degli accessori in tema, dovete iniziare a pensare ai dettagli. Guardate l’anteprima della foto e controllate più e più volte se lo sfondo, le stoviglie e le posate sono pulite. Osservate con attenzione lo sfondo. È tutto in ordine o c’è qualcosa fuori posto che rovina e disturba la vostra immagine?