Volo d’uccello: scattare affascinanti fotografie di uccelli in volo

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Fotografare gli uccelli più essere molto semplice finché gli animali sono a terra immobili. Quando invece volano, è tutta un’altra storia. La grande distanza dal soggetto di interesse così come il movimento rapido e spesso imprevedibile dell’uccello rendono il tentativo di immortalare degli uccelli in volo un’impresa ardua. Persino fotografi con esperienza hanno spesso bisogno di numerosi tentativi prima di riuscire a realizzare una fotografia soddisfacente. Per i principianti c’è una sola regola: non si può fare a meno della pratica!

Vi spiegheremo le basi della fotografia di uccelli, quali requisiti tecniche sono necessari e vi daremo consigli per avere successo nella vostra “caccia fotografica” agli uccelli in volo.

Conoscere il soggetto (e imparare a conoscerlo)

La dinamica di un uccello in volo è complessa e ciò rende molto difficile per i fotografi immortalare i volatili. Grandi uccelli come oche, anatre, cicogne, aironi e gabbiani sono in generale dei soggetti più semplici rispetto alle specie più piccole. Non solo sono più facili da individuare e da fotografare, ma si muovono anche in modo più lento e prevedibile. Piccoli uccelli come passeri, cince, martin pescatori e rondini o persino pipistrelli si muovono in modo decisamente più rapito e irregolare, senza contare che cambiano spesso direzione in modo del tutto imprevedibile. Di conseguenza è una vera sfida persino riuscire ad averli nell’obiettivo!

Gabbiano in volo con lo sfondo di un cielo nuvoloso © René Gropp

Gabbiano in volo con lo sfondo di un cielo nuvoloso © René Gropp

Per fare pratica è bene scegliere un luogo con un regolare traffico di uccelli in cui i volatili siano abituati alla presenza dell’uomo. In questo caso gli animali sono infatti spesso meno timidi, permettendo così ai fotografi di avvicinarsi maggiormente. La vicinanza a punti di approvvigionamento di cibo può eventualmente essere di ulteriore aiuto.

Con il tempo imparerete a conoscere le particolarità del comportamento di volo di specifici uccelli e potrete dunque adeguare di conseguenza la vostra tecnica fotografica.

La tecnica

Anche se gli apparecchi tascabili sono ormai utili per molti scopi diversi, non è possibile immortalare uccelli in volo con uno smartphone o una fotocamera compatta: nel migliore dei casi otterrete dei puntini neri lontani. Con una fotocamera bridge con un obiettivo dotato di zoom si può provare a fotografare uccelli molto lenti. Ciononostante, per la fotografia di uccelli la migliore scelta è senza dubbio una DSLR con un teleobiettivo molto luminoso. BSi consigliano distanze focali da 300 a 500 mm, in base al fattore di correzione. Con minori distanze focali è possibile fotografare uccelli sono nel caso in cui vi ci si possa avvicinare a sufficienza, ovvero se non volano troppo in alto.

Ci sono opinioni contrastanti riguardo all’utilizzo di un treppiedi. In base al peso della fotocamera e al vostro obiettivo, un treppiedi più essere utile oppure persino dannoso. Per gli esperti esistono treppiedi con le cosiddette teste a sospensione cardanica, che funzionano come un’altalena. Questi strumenti sono però piuttosto costosi e forse un po’ eccessivi per chi fa della fotografia un hobby e vuole solo occasionalmente ruotare la testa del treppiede. Un buon compromesso tra flessibilità e stabilità può essere ottenuto con un semplice monopiede.

Impostazioni della macchina fotografica

Idealmente il fotografo dovrebbe dare le spalle al sole: in questo modo l’illuminazione è più semplice e le ombre sfumate. Dal momento che gli uccelli non aspettano certo i vostri comodi, tutte le impostazioni della fotocamera dovrebbero venire selezionate prima dell’inizio della sessione fotografica.

Non è affatto semplice mettere a fuoco un uccello in volo, a causa degli sfondi in continuo movimento e delle distanze che cambiano in continuazione. Un fuoco automatico lento può di conseguenza diventare un problema. Vi consigliamo di impostare il fuoco automatico (o autofocus) con tracking o dell’aggiustamento automatico della messa a fuoco. Nelle fotocamere Nikon questa modalità viene definita AF-C (Autofocus-Continous), mentre negli apparecchi della Canon prende il nome di AI-Servo. Alcune macchine fotografiche Nikon offrono anche la possibilità del Tracking 3D, che permette di tenere in considerazione anche i colori del soggetto e li “ritrova” anche quando finiscono temporaneamente fuori fuoco.

Il tempo di esposizione deve essere il più breve possibile per poter immortalare il movimento dell’uccello nella fotografia. In questo caso è utile la modalità S (Tv), anche definita “Priorità di scatto”. Il tempo di esposizione viene scelto manualmente, mentre il diaframma viene automaticamente aggiustato. Per evitare che le foto risultino mosse, il tempo di esposizione dovrebbe essere al massimo al livello di 1/1000 secondi, o anche meno. È anche possibile preselezionare il tempo di scatto e il diaframma con la modalità “ISO automatico”.

Foto in bianco e nero di una cornacchia in volo © René Gropp

Tempo di esposizione 1/1600 s; distanza focale 300 mm: tuttavia le punte delle ali della cornacchia sono sfocate © René Gropp

Spesso l’effetto del battito d’ali un po‘ sfocato è ricercato dal fotografo, in quanto conferisce all’immagine più naturalezza e dinamicità. È tuttavia essenziale che l’uccello venga comunque immortalato in modo nitido. In questo caso degli stabilizzatori d’immagine possono essere di grande aiuto.

Con un po‘ di pratica dei tempi di esposizione più lunghi possono venire utilizzati per ottenere degli effetti speciali: per ottenere uno speciale effetto dinamico, si può seguire il movimento dell’uccello seguendo il percorso di volo con il proprio obiettivo. In questo modo l’uccello stesso verrà raffigurato in modo definito, mentre lo sfondo risulterà sfumato. Questo effetto è particolarmente bello nel caso in cui lo sfondo abbia una struttura e dei colori omogeni.

Rapace plana sullo sfondo di un cielo azzurro © René Gropp

Rapace plana sullo sfondo di un cielo azzurro © René Gropp

In alcune situazioni è consigliabile selezionare sulla fotocamera l’impostazione ISO.. Ad esempio gli uccelli bianchi possono velocemente risultare sottoesposti o sovraesposti in base allo sfondo o al terreno visibile dietro di loro. Ciò accade specialmente nel caso di cielo azzurro o superfici d’acqua riflettenti.

Modalità “Raffica” e “Sport”

Molto pratica per poter scegliere alla fine lo scatto migliore: la funzione “raffica” (o “scatti in serie”) permette la realizzazione di più immagini al secondo. Nella fotografia di uccelli in volo le probabilità di ottenere lo scatto perfetto aumenteranno se realizzate molte foto.

I principianti possono anche fare delle prove per valutare la qualità dei risultati delle fotografie realizzate con la modalità “sport“. Questa funzione è pensata per movimenti rapidi e permette di realizzare buoni scatti senza bisogno di troppe impostazioni manuali.

Riassunto

Fotografare uccelli in volo è una delle attività più complesse. Una fotocamera DSLR con un teleobiettivo luminoso e un fuoco automatico rapido costituiscono l’attrezzatura ideale. Brevi tempi di esposizione permettono di realizzare immagini nitide e a fuoco e il panning (trascinamento) della fotocamera permette di ottenere effetti interessanti. Con un po’ di esperienza potrete ridurre il numero di scatti da scartare, ma anche fotografi di uccelli in volo con grande esperienza hanno bisogno di molti tentativi prima di riuscire a ottenere uno scatto in grado di togliere davvero il fiato.

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