ISO

La International Organization for Standardization, abbreviata ISO, é una federazione internazionale che unisce organizzazioni nazionali impegnate nella definizione di norme tecniche. Elabora norme internazionali per moltissimi ambiti della vita quotidiana. Prima della creazione di un ente internazionale di standardizzazione, venivano utilizzate le sigle delle organizzazioni nazionali come DIN (Deutsches Insititut für Normung) o ASA (American Standards Association).

In fotografia il valore ISO esprime la sensibilità alla luce degli apparecchi fotografici. Il valore indica quanto è sensibile il sensore della macchina fotografica e, per le pellicole della fotografia analogica, esprime la sensibilità alla luce della pellicola. I fotografi analogici devono scegliere, prima di iniziare a fotografare, il valore ISO da usare perché la sostituzione della pellicola durante la ripresa sarebbe di difficile realizzazione. I fotografi digitali, invece, possono cambiare senza difficoltà il valore ISO anche in corso d’opera, apportando modifiche dal menù.

Quanto più piccolo é il valore ISO, tanto minore è anche la sensibilità alla luce del sensore. Di norma i valori ISO utilizzati sono compresi tra 100 e 200. Con un raddoppiamento di questi valori si dimezza il tempo di esposizione, perché il sensore, nello stesso lasso di tempo, può assorbire una quantità di luce doppia. Lo stesso effetto si ottiene raddoppiando il tempo di esposizione, ma questa operazione porta però spesso a generare  foto mosse. Questo rischio può essere evitato attraverso una modifica delle impostazioni dei valori ISO.

Per differenti situazioni bisogna quindi selezionare anche differenti valori ISO. Gli stessi produttori di macchine fotografiche offrono spesso ai loro clienti dei consigli molto divergenti.

ISO 50 – 200: Foto all’aperto in condizioni di sufficiente illuminazione, ad es. un giorno con il sole.

ISO 400 – 800: Foto con tempo nuvoloso, alla sera, in ambienti chiusi ben illuminati

oltre ISO 800: Foto notturne, in ambienti interni bui

Se si usano dei valori ISO troppo elevati, si corre il rischio di ottenere effetti di disturbo come il cosiddetto rumore dell’immagine. Quanto poi siano forti e accentuati questi disturbi, dipende molto dal tipo e dalla grandezza del sensore. Soprattutto in caso di sensori piccoli, come nelle macchine compatte, questo disturbo risulta molto marcato. Il rumore si verifica perché con un aumento dei valori ISO è necessaria anche un’amplificazione del segnale proveniente dal sensore. Non solo, quindi, vengono amplificati i segnali luminosi, ma anche gli elementi di disturbo presenti su qualsiasi sensore. Questo rumore si nota maggiormente sulle superfici scure mentre sui bordi viene spesso percepito come una perdita di dettaglio.

Per foto di qualità bisognerebbe per questo sempre trovare una buona combinazione tra valori ISO, diaframma e tempo di esposizione. In caso abbiate dubbi, utilizzate un cavalletto e correggete verso l’alto il tempo di esposizione invece di aumentare in modo artefatto i valori ISO e quindi rischiare di avere foto con molto rumore di fondo.

La sezione aurea

La formula matematica

Con il termine sezione aurea si descrive il rapporto tra due parti di una lunghezza.
In base a questa costante matematica, il rapporto tra l’intera lunghezza e la parte più grande (anche chiamata Major) è uguale al rapporto tra la parte più grande e quella più piccola (anche detta Minor). La formula è:

Intero / Major = Major / Minor ≅ 0,618

La giusta proporzione

Nelle arti figurative, la regola delle proporzioni della sezione aurea confluisce nelle teorie della composizione. A seconda delle diverse concezioni artistiche, viene in alcuni casi considerata come una regola di estetica irrinunciabile dal momento che è riscontrabile anche in natura e negli esseri umani. Dato che ci sono poche tracce dell’applicazione della sezione aurea nei primi dipinti, le interpretazioni nelle analisi delle immagini sono di natura puramente speculativa. Un buon esempio si può trovare anche nella Monnalisa di Leonardo da Vinci. Se si osserva la testa si può infatti vedere che il rapporto tra il mento e le sopracciglia (Major) e quella tra le sopracciglia e l’attaccatura dei capelli rispetta il rapporto espresso dalla regola aurea.

Anche nel mondo dell’architettura la sezione aurea è ben nota, ne è un tipico esempio l’ antica piramide di Cheope. La piramide, costruita in Egitto dal 2590 al 2470 a.C., ha una pianta quadrata. Semplicemente ricorrendo a un po’ di geometria, è possibile ricostruire il rapporto tra la lunghezza della linea centrale di una superficie laterale, dal bordo della base fino alla punta della piramide (major), e la lunghezza dal centro del lato della base fino al centro della superficie della base stessa (minor). Il risultato sarà di 0,618 e quindi, all’incirca, il rapporto di proporzione espresso dalla sezione aurea.

In molti ambiti si fa volentieri ricorso alla regola della  sezione aurea per l’impostazione delle proporzioni- ovviamente anche in fotografia. Va però detto che la formula per il calcolo della sezione aurea non è di uso quotidiano. Il rapporto proporzionale di 5:3 è sufficiente per calcolare con un approssimazione dell’1% il valore della sezione aurea.

Applicazione nella fotografia

Se suddividete un’immagine per la larghezza e l’altezza e da entrambi i lati (cioè da sinistra verso destra e vice versa) tracciando la linea della sezione aurea, otterrete quattro punti di intersezione. Se in uno di questi punti confluiscono delle informazioni importanti per la vostra foto, allora avrete ottenuto una composizione armonica.

Oltre  alle informazioni relative a questi punti, certamente importanti per la composizione di una foto, svolge un ruolo fondamentale la distribuzione delle superfici. Nella fotografia, per esempio, bisogna sempre prestare attenzione al rapporto tra le superfici chiare e quelle scure, così come bisogna valutare quale parte deve essere ben strutturata e quindi apparire dinamica, e quale invece deve essere percepita come statica e uniforme.

Consiglio: In base alle vostre richieste, molte macchine fotografiche vi permettono di visualizzare, nel mirino e/o con le linee di orientamento del monitor, le linee della regola dei terzi, ma non quelle della sezione aurea. Potete però incollare sul display un foglio di protezione del monitor e disegnare su questo le linee della sezione aurea.

Filtri per gli obiettivi

Filtri per la fotografia analogica e digitale

La scelta tra i diversi tipi di filtri da applicare agli obiettivi è davvero vasta. I filtri analogici vengono di solito avvitati davanti all’obiettivo e i diversi tipi di filtri, di correzione o per effetti particolari, vengono utilizzati per tanti scopi diversi. Nell’epoca della fotografia digitale alcuni filtri possono addirittura essere digitalizzati ed integrati nella macchina stessa. Per il fotografo questo è ovviamente un bel vantaggio, visto che in questo modo vede ridursi l’attrezzatura da portare con sé rispetto all’epoca dell’analogico. Dall’altra parte, però, esistono ancora filtri fisici a cui neppure la fotografia digitale può rinunciare perché il loro funzionamento non può essere sostituito dai moderni programmi di fotoritocco. Qui vi presentiamo brevemente i filtri più diffusi:

Polarizzatore

Per gli uomini la luce è la parte visibile dell’irradiazione elettromagnetica. Se questa colpisce una superficie, una parte viene assorbita e una parte viene riflessa. La riflessione svolge un ruolo molto importante in fotografia e, con i cosiddetti filtri polarizzatori, si può prevenire ed evitare quella luce che crea riflessi fastidiosi, come le riflessioni generate dall’acqua. Il polarizzatore viene montato sull’obiettivo e assorbe la luce complementare polarizzata. Le potenzialità di questo filtro possono essere capite meglio se si ruota il filtro sull’obiettivo. Non dovete però ruotarlo semplicemente a 90°, perché in questo caso non cogliereste  a pieno il suo effetto. La luce assorbita viene trasformata in calore- per questo il filtro diventa, in questo lasso di tempo, caldo. Oltre alla riduzione dei riflessi, con l’applicazione di questo filtro, migliorano anche il contrasto e la saturazione di colore ed è per questo che questo filtro è consigliato soprattutto per la fotografia dei paesaggi.

Con i programmi di fotoritocco non potete ridurre nello stesso modo le riflessioni e i riflessi luminosi. Per questo, anche nella fotografia digitale, il polarizzatore è un elemento irrinunciabile nell’attrezzatura di ogni buon professionista.

Filtro a densità neutra

Il filtro ND o a densità neutra è, in ambito fotografico, uno strumento per la qualità ottica. Si tratta di un disco di vetro o plastica che scurisce in modo uniforme un soggetto, mantenendo però la naturale riproduzione dei colori.

Quando c’è troppa luce solare, il margine di gioco dell’illuminazione delle macchine digitali o  analogiche può essere eccessivo. Per evitare un eccessivo passaggio di luce, si può scegliere un’apertura di diaframma piccola ma in questo modo si aumenta anche la profondità di campo. Con il filtro ND, invece, si può impostare, anche quando c’è molta luce, un diaframma molto aperto senza che la foto risulti sovraesposta. Tutto quello che disturba l’immagine, davanti o dietro il vostro soggetto, scomparirà perché apparirà sfuocato.

Nella fotografia architettonica si può ottenere, insieme ad un lungo tempo di esposizione, che i veicoli o i pedoni non vengano colti dalla pellicola o dal sensore e quindi evitare che appaiano anche in seguito sulla foto sviluppata.

Altri effetti che potete ottenere con questo filtro sono delle suggestive foto di acqua corrente (per esempio foto di cascate) che apparirà morbida e setosa oppure scatti delle tracce luminose lasciate dalle auto in corsa.

Filtro a densità neutra graduato

Questo filtro contiene un gradiente che va dallo scuro al trasparente. Il filtro GND lascia passare, attraverso l’obiettivo, differenti quantità di luce sul sensore o la pellicola. A seconda di quanto deve essere intenso l’effetto, ci sono differenti livelli di schermatura. Il passaggio da scuro a trasparente può essere secco o morbido. Con un po’ di esercizio, potete sfruttare questo filtro e fotografare come i veri professionisti i vostri paesaggi. Per esempio, in un soggetto può succedere che la parte superiore sia molto più chiara di quella inferiore. Per correggere questo squilibrio potete portare la parte più scura del vostro filtro GND nella parte superiore dell’obiettivo in modo da ottenere un’immagine più armonica.

Filtro ultravioletto

Questo filtro viene utilizzato per bloccare la luce ultravioletta. Questi filtri possono essere incolori o leggermente gialli e presentano fondamentalmente due caratteristiche:

Per un errore di riproduzione di una lente ottica (aberrazione cromatica) si possono ottenere, a causa di una quantità eccessiva di luce ultravioletta, foto sfuocate.  Oltre a ciò, la diffusione della luce fra le molecole dell’aria porta a un picco di intensità nel campo degli UV (radiazione Rayleigh) e provoca una dominante blu nelle pellicole a colori.

Le macchine digitali possono risolvere in parte il problema attraverso un bilanciamento automatico del bianco. In diversi obiettivi delle moderne macchine fotografiche la luce ultravioletta viene già bloccata in modo efficace e quindi i filtri UV non sono necessari. Alcuni fotografi usano i filtri UV per proteggere l’obiettivo dai graffi. Noi ve lo sconsigliamo, perché il filtro potrebbe facilmente rompersi e quindi danneggiare la lente dell’obiettivo in modo significativo.

Un cumulo di fotografie dai toni seppia pronto per essere digitalizzato

Digitalizzare le vecchie foto- Trucchi e consigli

Già prima dell’avvento della fotografia digitale eravamo abituati a scattare moltissime foto- le foto delle vacanze, della famiglia o gli scatti istantanei vengono però spesso dimenticate nei cassetti o archiviati negli album fotografici. Vale però sempre la pena recuperare questi piccoli tesori e salvarli dall’oblio. Potreste per esempio creare una cronistoria famigliare con le vecchie diapositive e stampe.

La conservazione di negativi, immagini e diapositive è impegnativo: l’umidità e i cambiamenti di temperatura possono fare molti danni. E anche quando questo lavoro viene fatto in modo adeguato, le vecchie foto tendono a cambiare colore con il tempo, diventano più fragili, graffiate, hanno strappi e si formano delle macchie a causa della colla usata per attaccarle sull’album. Spesso sono proprio le foto a cui teniamo di più che si rovinano o che subiscono danni, e questo ovviamente ci infastidisce.

Quindi, per salvare le vecchie foto e tramandarle ai posteri, potete scannerizzarle, digitalizzarle e, in seguito, stamparle di nuovo. Ci sono alcuni fattori da tenere in considerazione quando si fa questo tipo di lavoro. Qui vi diamo qualche consiglio per farlo al meglio e anche qualche trucco per  ritoccare le vecchie foto.

Digitalizzazione delle foto – cosa fare?

Per digitalizzare in modo semplice le vostre foto, avete a disposizione l’applicazione per smartphone Heirloom, che può correggere in automatico le vostre vecchie foto. In alternativa, per una soluzione più professionale, potete rivolgervi ad un fotografo o cercare in Internet aziende che si occupano di digitalizzare le foto. È un buon consiglio soprattutto per le persone che hanno poco tempo, ma tenete in considerazione che è ovviamente una soluzione più costosa. Potete anche scannerizzare da voi le vostre foto, ma in questo caso dovete assicurarvi di avere un buono scanner o, nel caso dobbiate comprarne uno, valutare bene le varie offerte. Se volete digitalizzare molte foto, potreste avere bisogno di diverse settimane o addirittura di mesi ed è essenziale che troviate una tecnica che funziona per evitare frustrazioni e delusioni.

Un album fotografico con fotografie di famiglia in bianco e nero.

Si parla spesso di scanner specifici per le foto ma il termine scanner fotografico racchiude in realtà  tanti tipi diversi di apparecchi. Alcuni, infatti, possono scannerizzare non solo le foto, ma anche i negativi e le diapositive. Perché uno scanner sia adatto alla digitalizzazione delle foto, sono da valutare tre parametri: la risoluzione, il sensore e la profondità di colore. La risoluzione più sensata dipende dal modello e dall’utilizzo che si vuole fare dello scanner. Per poter poi elaborare le foto al computer, dovreste scannerizzarle con una risoluzione di almeno 300 dpi, meglio 600 (Dots per Inch). Diapositive o negativi hanno una superficie molto più piccola delle stampe e quindi hanno bisogno di una risoluzione più elevata- dai 1200 dpi ai 4200 dpi.

Alcuni scanner hanno a disposizione uno speciale ingresso che vi risparmia il lavoro di collocare e aggiustare le foto, perché lo scanner le ritaglia in automatico. Questo alleggerisce in modo significativo il lavoro, ma funziona solo con foto singole e non con intere pagine dell’album. Gli scanner che funzionano solo tramite questo ingresso speciale sono per questo da preferire solo quando sia ha un’enorme quantità di foto da digitalizzare.

Al contrario, gli scanner piatti sono perfetti perché permettono di scannerizzare anche immagini o documenti più grandi. Questi scanner hanno quindi senso solo se non li volete utilizzare esclusivamente per digitalizzare le foto.

Gli scanner multifunzione combinano la possibilità di scannerizzare foto, diapositive e negativi. Molti apparecchi hanno anche una funzione di anteprima che vi permette di controllare ed eventualmente correggere la scannerizazione direttamente dall’apparecchio.

Come scannerizzare ed elaborare le foto in modo corretto?

Una volta comprato il giusto scanner, siete pronti per iniziare con il lavoro vero e proprio. Scannerizzate le vostre foto con la massima risoluzione e profondità di colore possibile. Anche le foto in bianco e nero devono essere sempre scannerizzate a colori. Prima di iniziare, pulite le vostre foto con un pennello, con un panno morbido o con panno pulisci occhiali in microfase in modo da eliminare polvere e ditate. La cosa migliore sarebbe indossare dei guanti di cotone privi di lanugine per evitare di lasciare ditate. Alcuni apparecchi possono riconoscere graffi e polvere ed eliminarli apportando degli aggiustamenti ottici. Se usare o meno questo tipo di funzione rimane però una scelta di gusto personale. Questi difetti possono disturbare o dare un tocco di nostalgia alle foto- la scelta è, in questo caso, molto soggettiva.

Se volete ulteriormente elaborare le foto, salvate le foto in un formato supportato dal programma che poi userete per il fotoritocco. Formati non compressi hanno però in ogni caso bisogno di molta memoria. Il formato TIFF, per esempio, non ha alcuna compressione e di conseguenza non ha nessuna perdita di qualità.  Con il formato JPEG, invece, le foto vengono compresse e anche se questo comporta una perdita di informazioni, si ottengono file leggeri da salvare.

Una volta scannerizzate le foto, inizia la fase di elaborazione e correzione delle foto. Con il passare degli anni le foto diventano incomplete e perdono il loro splendore originario. Con Photoshop o altri programmi per il fotoritocco potete eliminare piccole macchie o addirittura ricostruire parti mancanti. Potete anche eliminare occhi rossi e altri errori di colore. Per delle piccole correzioni non è necessario essere un professionista e in Internet potete trovare manuali che vi guidano passo dopo passo. Nel caso ci siano grossi errori, allora la situazione cambia.  Qui avete bisogno dell’aiuto di un professionista e ormai ci sono fornitori specializzati in questi tipi di lavoro. Molte persone invece considerano questi errori una prova di autenticità delle foto e non apportano nessuna modifica mantenendo l’immagine così com’è.

Un ritratto di famiglia con genitori, nonni, due bambini e un cane in una passeggiata autunnale

Dopo esservi impegnati a fondo in questo lungo lavoro di recupero foto, sarebbe una buona idea raccogliere le foto in un album, per esempio creando una cronistoria famigliare. Potreste anche creare un’interessante combinazione di foto nuove e vecchie: le vostre foto di quando eravate bambini con quelle dei vostri cari oggi, o le foto della vostra città com’era e come è oggi.
Partendo dai vostri piccoli tesori digitali potete spaziare all’infinito con la fantasia!

Alternative a Photoshop: GIMP, Photoscape, Paint.net e Lightbox free

4 programmi di fotoritocco gratuiti

L’elaborazione in digitale delle foto non deve per forza comportare alti costi. Anche se Photoshop rimane il programma più amato al mondo per l’elaborazione delle foto, ci sono molte altre buone alternative. Qui ve ne presentiamo quattro che non solo hanno le stesse funzionalità di Photoshop, ma che sono anche completamente gratuite.

GIMP

Un classico programma di fotoritocco gratuito è il programma open source GIMP (“GNU Image Manipulation Program“). Questo software offre, sia a principianti che agli esperti, tutti gli strumenti necessari per l’elaborazione delle foto. Oltre alle classiche funzioni, come i diversi filtri di colore e la possibilità di ruotare o tagliare le immagini, GIMP ha in dotazione anche le cosiddette forbici intelligenti che permettono di ritagliare o incollare solo determinati elementi presenti nell’immagine. Grazie alla modalità a finestra, il programma è facilissimo da usare anche per i principianti assoluti. In pochi passi potete modificare colori e contrasti, rendere lo sfondo nitido o ridurre il rumore dell’immagine.

Grazie a un numero infinito di plug-in potete anche ampliare le funzionalità del programma. Alcuni plug-in molto amati di GIMP sono per esempio „watermark, che aggiunge alle immagini una filigrana o quello „ombre e luci“ che sistema le luci e le ombre delle foto.

Photoscape

Photoscape è adatto soprattutto ai principianti e ai fotografi dilettanti perché offre, oltre alla possibilità di gestire e guardare le foto digitali, anche molte funzioni per il fotoritocco. Questo software gratuito è perfetto per delle semplici elaborazioni e comprende sia funzioni standard per tagliare, schiarire e creare un effetto flou sulle immagini, sia interventi più avanzati, come l’inserimento di ulteriori oggetti nella foto. Uno dei punti di forza di questo programma è l’animazione GIF che permette di creare, in pochissimi passi e partendo da tante immagini, dei piccoli GIF  e ancora la possibilità di realizzare poster o collage. Oltre a questo, vi ricordiamo che con questo programma avete a disposizione anche un convertitore RAW, che vi permette di trasformare un file RAW in JPEG.

Photoscape vi offre quindi una rapida panoramica su tutte le vostre foto digitali e la possibilità di elaborarle e ottimizzarle , a seconda delle vostre esigenze, con una serie di strumenti facilissimi da usare. In aggiunta, avete a disposizione anche una serie di funzioni extra per rielaborare in chiave creativa le foto.

Fotoritocco con programmi gratuiti

Lightbox free

Lightbox è adatto a chi vuole elaborare le proprie foto in modo semplice e veloce- come per esempio eliminare gli occhi rossi, tagliare una foto o correggere i colori. Oltre alle funzioni standard ci sono però a disposizione anche molte strumenti più avanzati, come l’eliminazione delle macchie di colore, o lo schiarimento delle ombre e la correzione dei contrasti.

Il programma può anche utilizzare senza problemi i file in formato RAW, cioè i file grezzi prodotti dalle macchine digitali. Proprio per la sua semplicità, questo programma è l’ideale per dilettanti e principianti alle prime armi.

Paint.net

Paint.net viene spesso descritto come un tuttofare perché è un software di fotoritocco più facile da usare rispetto a Photoshop, ma con le stessa ricchezza di funzioni. Il programma è nato da una collaborazione tra la Washington State University e Microsoft ed è stato inizialmente pensato per sostituire l’ormai datato MS Paint. Il programma può davvero essere considerato un precursore e colpisce soprattutto per l’uso facile e intuitivo. Oltre alle funzioni standard, come il taglio delle immagini, la correzione dei colori e l’aggiustamento di luminosità e contrasti, il programma ha un’intera serie gratuita di strumenti per il fotoritocco che sono già noti agli utenti di Photoshop- il lazzo, il pennello o la bacchetta magica. Gli utenti hanno anche a disposizione livelli, dissolvenze e trasparenze con cui possono modificare le loro foto. A questi si aggiunge poi una quantità vastissima di plug-in con cui il programma può essere ulteriormente arricchito. Il „PSD Plug-In“ vi permette, per esempio, di aprire i file creati con Photoshop.

Un selfie dei propri piedi- Foto Trend 2015

Retrospettiva: i 5 trend fotografici del 2015

Quali sono i trend fotografici che hanno dominato il mondo dei social nel 2015, che ci hanno stupito o fatto ridere? Seguiteci in un viaggio a ritroso, alla scoperta dei 5 migliori trend del 2015.

Foto Trend: Selfie di tutti i generi

Un selfie dei propri piedi- Foto Trend 2015

Anche nel 2015 nessuno è rimasto indenne alla moda del selfie, da scattare rigorosamente solo dopo essersi resi presentabili. Nessuno stupore quindi che nel 2015 questo trend abbia raggiunto dimensioni inimmaginabili. Il vero senso di un selfie sarebbe in realtà quello di fotografarsi scegliendo come sfondo tante differenti ambientazioni, più o meno belle. Ma il trend del 2015 è stato il selfie dei propri piedi. Con l’hashtag #Footsie sono state pubblicate su Instagram & co una quantità infinita di foto di piedi. Di sicuro non si tratta di un trend per tutti. Anche l’amatissima duck face ha lasciato il posto nel 2015 ad un nuovo trend: il fish gape. In questi selfie le labbra non vengono più corrucciate come per dare un bacio, al contrario vengono lasciate leggermente aperte (come fanno i pesci) mentre si guarda dritto verso la macchina.

Il gadget da selfie diventato nel 2015 un vero e proprio must irrinunciabile è l’asta per i selfie. Ed è proprio con la diffusione di questo nuovo strumento che sta iniziando a prendere piede un nuovo trend, il selfie di gruppo #Ussi. Visto che usando quest’asta si riesce ad aumentare l’ampiezza dell’inquadratura, diventa possibile fare dei selfie con più di due o tre persone.

Foto Trend: Selfie con animali

Un cane “si scatta” un selfie

Fin dall’inizio di Internet gli animali sono stati una delle mode più in voga. Anche nel 2015 ci sono state molte idee creative per realizzare scatti divertenti ai propri animali. L’idea più facile, ma anche una delle più divertenti: creare una foto che dia l’impressione che l’animale stesso si stia scattando un selfie. Per farlo è sufficiente posizionare l’animale davanti alla lente, mettere la zampa dell’animale tesa verso la macchina e aspettare il giusto momento per scattare il selfie. Questo trend non si è limitato ai soli animali domestici. I social si sono riempiti anche di selfie di animali selvaggi, ripresi grazie all’aiuto di droni. I droni infatti tendono a sbattere contro le cime degli alberi in caso di vento e questo permette di scattare delle bellissime foto spontanee. Gli animali, infatti, vengono attirati dal drone e inconsapevoli volgono lo sguardo verso la macchina fotografica.

Foto Trend: Quando l’età non conta

Anche gli anziani non rinunciano ai selfie

„Forever young“ – così si intitola una meravigliosa canzone di Bob Dylan del 1970, ma è anche il motto di tutti coloro che vogliono rimanere giovani. Il desiderio di rimanere giovani in eterno è stato protagonista di molti scatti del 2015. L’obiettivo è quello di mostrare al mondo che non sempre l’età che ci si sente coincide con quella scritta sulla carta d’identità. Per questo, molti anziani, uomini e donne, si mostrano nelle foto mentre balzano in giro per le strade con uno skatebord, si vestono in modo giovanile o impugnano uno smartphone per mandare, pieni di orgoglio, un selfie ai nipoti.

Foto Trend: Nostalgia

La moda della nostalgia: le foto scattate con le vecchie Polaroid

La voglia di ritornare ai tempi passati ha colpito nel 2015 anche il mondo della fotografia. Si è riaperta così la caccia a vecchie tecniche fotografiche e sono state recuperate dall’oblio le foto istantanee o le macchine per la lomografia. Un trend in aumento rispetto agli anni passati. Mentre all’inizio dell’era digitale le vendite delle macchine Polaroid è di fatto crollato, oggi si registra un significativo aumento. Nuovi modelli e una maggiore qualità delle foto sono tra i motivi che hanno portato a rivalutare le vecchie tecniche. Il motto dice: non più 1000 foto di un singolo momento, ma un’immagine mirata che si può tenere subito tra le mani. E anche per l’elaborazione delle foto, sono tornati in voga il vecchio bianco e nero o i colori seppia degli esordi della fotografia.

Foto Trend: Immagini in movimento

Una sequenza video da realizzare con Instagram

Piattaforme come Instagram o Facebook hanno aperto la strada a questo nuovo trend. Brevi sequenze di video o piccole immagini animate in GIF hanno conquistato il web e grazie a Snapchat, Vine und Co. sono diventate uno dei must del 2015. Un’applicazione in particolare è stata sulla bocca di tutti nell’anno appena passato: Snapchat. Con l’applicazione è possibile creare dei video di 10 secondi che danno una panoramica generale della giornata di chi ha prodotto il video. Visto che questi video vengono cancellati in automatico dopo 24 ore, permettono spesso di scoprire aspetti curiosi e insoliti della vita degli altri. Le piattaforme come Vine mettono invece in primo piano l’umorismo. Clip, impegnativi da realizzare, ma della durata di soli 6 secondi e pensati per far fare due risate a chi li riceve. Un vero professionista di Vine deve quindi preparare prima uno story board, in modo da sfruttare al meglio ogni millesimo di secondo. Instagram, invece, viene usata maggiormente dall’industria della bellezza, per creare dei clip di 30 secondi in cui vengono date delle istruzioni di make up che vengono poi condivise in tutto il mondo. Tramite delle immagini velocizzate, le utenti possono imparare in pochi secondi a realizzare l’effetto smoky-eyes e a truccarsi da sole.

Fotografare il cibo: scegliete l'angolatura e l'inquadratura giusto

5 regole base per fotografare il cibo

A volte è una vera e propria sfida riuscire a trovare il modo giusto per disporre e far risaltare cibi e piatti. Non importa se volete scattare una foto con il vostro smartphone e poi postarla su Instagram, se volete fare delle foto professionali con la vostra reflex da inserire nel vostro blog oppure se  volete creare un libro di ricette. Qui vi diamo qualche consiglio utile per presentare al meglio i vostri piatti.

Illuminazione

Le foto più belle sono quelle fatte con la luce del giorno. Quindi, quando è possibile, cercate di scattare le vostre foto di giorno e approfittate di finestre, balconi o giardini: qui otterrete risultati più naturali e piacevoli. Fate attenzione che il sole non deve però illuminare in modo diretto il soggetto che volete fotografare, perché così rischiate di avere una foto con molte ombre. Se proprio non vi  è possibile realizzare i vostri scatti durante il giorno, allora dovete procurarvi un’illuminazione adatta. Per esempio, una lampada da giorno o una lampadina con una luce fredda. Otterrete in questo modo una bella luce naturale, senza macchie gialle. Per evitare ombre troppo marcate, utilizzate due lampade: una lampada illuminerà il vostro soggetto da sinistra e l’altra da destra. Se non avete due lampade identiche, potete anche usare un foglio bianco come riflettore ed eliminare così le ombre dall’immagine.

Foto con lo smartphone sfruttando la luce diretta della finestra- la luce è fondamentale per delle foto di qualità

Disposizione e scelta dei colori

Il prerequisito per fotografare in modo corretto il cibo è la disposizione delle pietanze. Fate attenzione che il piatto non deve essere strapieno e cercate di fotografare piccole porzioni. Per esempio, non riempite il piatto con troppi contorni o con un pezzo di carne troppo grande. Al contrario, tagliate la carne in due metà e disponetele una sopra l’altra. Anche nel caso siate degli amanti delle salse, non esagerate con salse e creme, liquide o cremose che siano. Disegnate invece sul piatto una piccola macchia di salsa o versate qualche goccia sul contorno.

La disposizione non è l’unica cosa a cui dovete prestare attenzione. È fondamentale anche la scelta dei colori. Cercate di comporre i piatti con cibi dai colori contrastanti. Per esempio, i semi di melograno creano un bel contrasto con l’insalata verde. Vedrete che l’immagine avrà un aspetto più appetitoso e invitante. Anche i cibi monocolori, un po’ noiosi da un punto di vista ottico, possono acquisire un po’ di pepe in più con l’aggiunta di erbe, bacche o scaglie di cioccolato.

Angolatura e inquadratura

Una quantità così varia di cibi presenta anche una varietà infinita di composizioni fotografiche. Semplicemente sfruttando diverse angolature e inquadrature, gli stessi cibi possono essere fotografati in tanti modi diversi. L’angolatura ottimale non esiste. Ogni immagine è diversa e, anche se di solito viene consigliata la così detta “prospettiva a volo d’uccello”, questa non è assolutamente adatta per fotografare il cibo che risulterebbe piatto e poco dinamico.

Ci sono comunque un paio di cose che dovete tenere in considerazione nel scegliere l’angolatura.

Fotografate i liquidi, come un bicchiere o una bottiglia di vino, sempre dritti. Orientatevi sempre seguendo una linea orizzontale o verticale- questa regola in realtà è sempre valida, anche per i cibi solidi. In questo modo, la foto risulta più naturale e meno confusa. Provate diverse angolature e vedrete che a volte basterà cambiare di un paio di gradi il vostro angolo per dare quel tocco in più alla foto.

Oltre alla giusta angolatura, dovete valutare anche l’inquadratura della foto. Qui dovete seguire la così detta“regola d’oro”: il vostro motivo principale non deve mai trovarsi in mezzo all’immagine, ma leggermente spostato rispetto al centro. Dividete l’immagine in tre parti della stessa dimensione e inserite il vostro soggetto su una di queste  linee. L’immagine risulterà molto più ordinata.

Fotografare il cibo: scegliete l'angolatura e l'inquadratura giusto

Stoviglie, sfondo e decorazioni

Per dare un po’ di carattere ai vostri piatti, dovete fare attenzione anche alle stoviglie, le decorazioni e lo sfondo circostante. In genere, i cibi risaltano di più su delle stoviglie semplici. Tutto dipende però dal tono che volete dare all’immagine, quindi anche piatti colorati o frivoli possono essere una buona scelta. L’importante è comunque abbinare i colori dei piatti con quelli del cibo.

Oltre che a delle belle stoviglie, dovete scegliere con cura anche lo sfondo. Materiali naturali, come dei grandi taglieri in legno o dei tavoloni di legno, sono perfetti per fotografare delle pietanze sostanziose. Per cibi invece più eleganti vi consigliamo delle lastre di ardesia.

I cibi asiatici si sposano bene con tovagliette di bambù. E, se non avete il tavolo adatto, potete anche realizzare da voi un semplice sfondo recuperando un po’ di materiale dai negozi di fai da te.

Così potrete costruire, in modo veloce e facile, sfondi con cartoni, pannelli di compensato o piastrelle che potrete adattare alle diverse atmosfere e pietanze. Anche resti di tappezzeria, tovaglie o carta in tinta unita possono esservi d’aiuto.

Per una foto ben riuscita non dimenticate anche le giuste decorazioni. Quando scegliete gli accessori, ricordate sempre di pensare all’effetto ottico che volete creare, ma anche al tema dei vostri piatti. Ingredienti come pomodori, vasetti di erbe aromatiche, il macinino per le spezie o gli utensili della cucina possono creare un’ottima cornice ai vostri piatti. Ma anche in questo caso non esagerate. Non riempite troppo l’immagine! Il cibo deve rimanere l’unico vero protagonista.

Elementi di decoro: erbe aromatiche, macina spezie, ingredienti e utensili

Attenzione per i dettagli

Dopo che avete disposto i cibi, scelto la luce adatta e trovato degli accessori in tema, dovete iniziare a pensare ai dettagli. Guardate l’anteprima della foto e controllate più e più volte se lo sfondo, le stoviglie e le posate sono pulite. Osservate con attenzione lo sfondo. È tutto in ordine o c’è qualcosa fuori posto che rovina e disturba la vostra immagine?

L’esposizione automatica

Diversamente dagli apparecchi analogici, le moderne reflex hanno un’esposizione automatica (in inglese AE = Automatic Exposure). Questo comando automatico funziona attraverso una combinazione di diaframma e otturatore che influenza in modo significativo rispettivamente l’intensità della luce e la durata dell’esposizione. Questi due parametri determinano l’esposizione di un’immagine. O, detto in altro modo, l’esposizione è il prodotto dell’intensità della luce e della durata di esposizione: Esposizione = Intensità luminosa X tempo

Nella fotografia analogica, diaframma e otturatore dovevano essere impostati manualmente, mentre la fotografia digitale ha reso possibile la possibilità di optare per un’esposizione automatica. Questi dispositivi automatici sono pensati in particolar modo per gli utenti che vogliono scattare una foto in modo semplice e immediato, senza dover approfondire troppo le regole dell’esposizione. Attualmente esistono tre tipi di sistemi automatici:

Diaframma automatico

Sui selettori di modalità: S/Tv abbreviazione per: Shutter priority / Time value
Il tempo di otturazione è selezionato dal fotografo – l’otturatore viene regolato in automatico

Con un diaframma automatico, anche chiamato controllo del tempo o priorità dei tempi, il tempo di esposizione deve essere preimpostato dal fotografo. L’esposimetro integrato nella macchina imposta di conseguenza l’apertura del diaframma. Il diaframma automatico viene utilizzato per fotografie dinamiche e con contorni nitidi. Sui selettori di modalità viene di solito rappresentato con i simboli S o Tv.

Tempo automatico

Sui selettori di modalità: A/Av abbreviazione per Aperture priority / Aperture value
Il diaframma è selezionato dal fotografo– il tempo di otturazione viene regolato in automatico

Anche chiamato priorità o controllo di diaframma, il fotografo prestabilisce il passaggio della luce attraverso l’obiettivo con un tempo automatico. Il passaggio della luce viene regolato attraverso il diaframma. L’esposimetro della macchina digitale stabilisce poi il tempo di esposizione adatto al soggetto da fotografare.

Il diaframma è un mezzo di composizione fotografica che influenza il tempo di esposizione e la profondità di campo. Nei ritratti, le persone vengono messe maggiormente in risalto se lo sfondo appare sfuocato. Per questo effetto, il rapporto focale deve essere piccolo (ad es. 1, 4 o 2,0), in modo che il diaframma sia il più aperto possibile. Il rapporto focale è un valore relativo ed è pari alla lunghezza focale divisa per il  diametro della lente frontale della macchina.

Per le fotografie di paesaggi, si scelgono invece dei rapporti focali alti (ad es. 16 o 22) in modo da fotografare un ampio campo il più nitido possibile. L’apertura del diaframma sarà quindi molto piccola.

Programma automatico

Sui selettori di modalità: P – Program
Diaframma e tempo di esposizione vengono impostati in automatico dalla macchina

Questo modo di fotografare è ideale per scatti fugaci e situazioni istantanee che richiedono di regolare molto velocemente le impostazioni della macchina. In base al soggetto che si vuole fotografare, la macchina imposta in automatico il tempo di esposizione e l’apertura del diaframma. Il funzionamento dei vari programmi automatici si differenzia però molto da modello a modello. Il manuale di istruzioni allegato alla macchina può sicuramente darvi spiegazioni più esaurienti.

Amatori interessati alla tecnica e professionisti del settore fanno molto volentieri ricorso alla modalità manuale „M“, perché possono sopperire manualmente alle debolezze dell’esposizione automatica. Le macchine con programmi automatici hanno, per esempio, molte difficoltà a scattare immagini riproducibili, cioè a rifare una seconda foto con le stesse impostazioni, o a trovare il giusto bilanciamento del bianco. Questi problemi sono evidenti quando ai matrimoni si scattano delle foto con entrambi gli sposi. In base al calcolo fotometrico, può succedere che il vestito nero di lui sembri grigio scuro (il valore del nero è troppo chiaro), mentre l’abito bianco di lei abbia delle macchie grigie (il valore del bianco è troppo scuro).

Raccoglitori e faldoni per facilitare l'archiviazione.

Come gestire e conservare le vostre foto

Grazie alle moderne macchine digitali e alla disponibilità praticamente infinita di spazio sui dischi di memoria, carichiamo sui nostri computer un’enorme quantità di foto. Spesso gli scatti vengono archiviati e vengono così dimenticati sul disco fisso tanto che spesso non abbiamo una visione d’insieme di tutte le foto fino ad ora scattate. In realtà, però, basterebbe seguire qualche piccolo accorgimento per evitare di dimenticare e accumulare in modo caotico le foto. Qui vi consigliamo qualche misura da adottare per strutturare al meglio le vostre foto e trasformare in pochissimi passi il garbuglio attuale di foto in un archivio semplice e preciso.

Meno è meglio – fate una cernita delle foto inutili

Le vacanze sono passate e sulla vostra macchina digitale vi ritrovate innumerevoli e  meravigliose immagini che nel giro di pochi giorni trasferirete sul computer. La moderna tecnologia e i dischi di memoria pressoché infiniti fanno propendere molti di noi verso la scelta di fotografare e rifotografare un motivo moltissime volte, da tutte le possibili angolazioni e posizioni. Il risultato è  una grande quantità di foto, tutte molto simili tra di loro. Dovete davvero conservare tutti questi scatti?

Il nostro consiglio: guardate con attenzione i vostri scatti e decidete quali vale davvero la pena  tenere. Foto mosse, sfuocate o sovra e sottoesposte possono essere eliminate tutte. Anche quelle che non sono di vostro gusto possono essere cancellate all’istante. Valutate anche se alcune foto possono tornare utili in futuro per altri usi. Per smistare le foto aiutatevi con dei programmi disponibili gratuitamente come Irfan View o Fasrstone Image Viewer. Questi vi permetteranno di risparmiare tempo perché vi mostrano le foto in miniatura, riassumono le informazioni più importanti e vi offrono la possibilità di ruotarle nel giusto verso. Se non volete installare un programma ad hoc, potete anche usare le funzioni interne del vostro file browser.

L’ordine è (quasi) tutto – trovate un sistema sensato per le vostre foto

Una volta che avete smistato le vostre foto, dovete salvarle sul vostro computer. Dovete per prima cosa salvare le foto seguendo una precisa struttura e stilando un catalogo. Solo così potete mantenere una visione d’insieme sui vostri file. Dividete foto private e di lavoro e stilate un catalogo per ogni anno. Ogni evento fisso, che si ripete, deve essere inserito in una sotto cartella. La soluzione migliore sarebbe combinare un ordine per date, dal nuovo al vecchio, e una piccola descrizione da usare come titolo di ogni cartella. Per le vacanze estive del luglio 2015 in Francia usate per esempio la dicitura „201507_vacanzeestive-Francia“.  Potete anche sfruttare il formato delle date „Anno/Mese/Giorno“ che ordina in modo cronologico le cartelle.

Se alcune foto vengono rielaborate e sistemate, non avete più bisogno di utilizzare quelle grezze, originarie. Per organizzare però le foto al meglio, vi consigliamo di creare una cartella ad hoc con i file delle foto allo stadio originale e quindi stilare il relativo catalogo.

Esempio di un archivio fotografico.

Nomi e tag per le foto

Se convenga rinominare o no ogni singola foto, è una scelta che lasciamo ad ognuno di voi. Di sicuro, quando si hanno molte immagini, diventa un lavoro davvero estenuante. È più sensato fare ricorso ai cosiddetti tag. Con l’aiuto di queste parole chiave potete riordinare in modo più semplice le vostre foto in base a determinati temi. Taggare, per esempio, le foto della vacanza in Francia con „vacanze estive“ o „Francia“. Le foto, sui cui si vedono attrazioni famose, possono poi in aggiunta riportare il loro nome e mantenere il nome della città come tag. I tag hanno il vantaggio di farvi risparmiare molto tempo perché potrete sfruttare queste parole chiave per effettuare una ricerca rapida tra le vostre foto.

Gestire le foto – vantaggi e svantaggi di un software per l’archiviazione

Molte delle misure che vi abbiamo descritto possono essere facilmente realizzate tramite software specifici per la gestione delle foto. Per questo scopo esistono molti programmi gratuiti a disposizione. Tra i più famosi Googles Picasa, Photoshop Lightroom di Adobe e  ACDSee.

I vantaggi di questi software è che vi permettono di avere sempre una chiara panoramica delle vostre foto. I tag sono facilissimi da gestire e con una serie di filtri ulteriori avete un aiuto significativo quando effettuate delle ricerche.

Ulteriori opzioni permettono, per esempio, di visualizzare le foto a seconda della data in cui sono state scattate o in base ad un’altra cronologia. Programmi di alta portata come Photoshop Lightroom offrono addirittura funzioni per la rielaborazione delle foto, rendendo ulteriori software completamente superflui.

Un backup, per esempio su un disco esterno, vi protegge da possibili perdite

Salvare in modo sicuro le foto – i backup che proteggono i vostri file

Alle nostre foto sono legati molti bei ricordi e sarebbe davvero un peccato perderle. Sono soprattutto le foto scattate con i cellulari che corrono questo pericolo, perché lo smartphone è un oggetto che portiamo sempre con noi ed è facile che vada perso. Per questo è importante mettere da subito in sicurezza le foto scattate. Come? In tanti modi diversi…

Il modo più semplice è quello di masterizzare, periodicamente, le foto su un DVD  e tenerlo in un posto sicuro. Con la grande quantità di foto che scattiamo ogni giorno, questa soluzione può diventare presto impegnativa e trasformarsi in una raccolta infinita e caotica di DVD. In più bisogna considerare che si stanno sempre più diffondendo computer senza lettori DVD e questo potrebbe rendere difficile, in futuro, l’ utilizzo di questi supporti.

Meglio quindi un disco esterno da affiancare al database del computer. Oppure esiste la possibilità di effettuare un backup tramite cloud. Ci sono molti servizi gratuiti che offrono spazi online in cui salvare i propri file. Utilizzate, per esempio, Picasa di Google così da poter salvare un numero illimitato di foto su Google Photos, in modo gratuito.

Questa soluzione sembra essere attualmente il sistema più sicuro di salvataggio e ha il vantaggio di garantirvi un accesso alle foto ovunque vi troviate.

Non importa come effettuate il vostro backup. Prestate però attenzione ad effettuarlo regolarmente. È sempre consigliato fare dei duplicati  dei vostri file più preziosi, come le foto, salvandoli sempre due volte. Solo così potete davvero essere sicuri di prevenire una perdita irreparabile.