MF – La messa a fuoco manuale

I dilettanti più ambiziosi possono anche provare a mettere a fuoco da sé il soggetto che vogliono fotografare. Ci sono molti strumenti tecnici che possono aiutarvi in questo lavoro. Nelle reflex digitali dotate di live view la parte centrale dell’inquadratura può essere ingrandita e così, con qualche intervento manuale, si può sistemare la messa a fuoco. Questa procedura richiede ovviamente più lavoro e tempo rispetto al sistema automatico. Le vecchie macchine analogiche non hanno di solito il sistema di autofocus e quindi, se si vuole ottenere una foto nitida, bisogna girare l’anello dell’obiettivo fino a trovare la giusta messa a fuoco. Agli albori della fotografia non era una cosa così facile e all’inizio i fotografi potevano solo stimare la distanza dal soggetto. Solo in un secondo momento è arrivato lo strumento di misurazione della distanza.

L’apparecchio più semplice è il telemetro ad immagine sdoppiata, che si monta sulla slitta del flash. Il sistema è composto da due specchi semitrasparenti e da un prisma girevole. Lo scopo è quello di sovrapporre due identiche porzioni di immagine del soggetto da riprodurre. Il valore ottenuto viene poi riportato sull’obiettivo e infine, solo dopo lo sviluppo della foto, si può verificare l’efficacia dell’operazione.

Nelle prime reflex mono oculari (in inglese single lens reflex, SLR) la distanza veniva calcolata direttamente attraverso l’obiettivo. In confronto alle normali macchine da 35 mm era già una soluzione molto più comoda. La luce viene deviata da uno specchio ribaltabile su uno schermo di messa a fuoco (dotato di uno stigmometro e di microprismi). Con il suo aiuto il fotografo può, ruotando l’obiettivo, mettere a fuoco il soggetto.
Ciò significa che la nitidezza di un’immagine dipende in toto dall’impressione di nitidezza percepita dal fotografo stesso. Quando si fotografa con messa a fuoco manuale bisogna esercitarsi molto e avere moltissima pazienza. Quindi, se volete solo fare qualche scatto fotografico veloce, non vi conviene. Questa conviene invece quando il sensore dell’autofocus non riesce a configurare le giuste impostazioni di nitidezza a causa di pessime condizioni ambientali. La messa a fuoco manuale è da preferire anche quando il soggetto deve essere fotografato più volte, con la stesso messa a fuoco. Una macchina con il sistema AF fallisce in queste circostanze perché il sensore si focalizza ogni volta su un diverso punto.